Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Paper Tiger di James Gray (Concorso)

Paper Tiger – Voto ***  Un dramma familiare carico di atmosfere noir che diventa il ritratto un po’ paternalistico della mediocre società americana degli anni Ottanta (ma anche di oggi).

Dopo l’ultimo lavoro Armageddon Time – Il tempo dell’apocalisse (2022), il regista americano James Gray, al suo undicesimo lungometraggio, torna a Cannes con un ulteriore dramma familiare dal titolo Paper Tiger, come il precedente basato su elementi autobiografici, che riguardano l’infanzia vissuta nel Queens e le sue lontane origini culturali ucraine. Gli stessi temi presenti anche in lavori più lontani nel tempo come The Yards (2000) e I padroni della notte (2007).

In uno stile da noir, Paper Tiger segue le vicende di due fratelli, Erwin Pearl (Milers Teller), un ingegnere che appena appena riesce a sbarcare il lunario e sposato con Hester (Scarlett Johansson), e Gary (Adam Driver), un ex poliziotto e fratello maggiore di Erwin. La storia si svolge tutta in un Queens tetro e poco accogliente. L’area che si affaccia al Gowanus Canal era ai tempi in cui si svolge la storia, nel 1986 irrimediabilmente inquinata dagli scarichi illeciti delle fabbriche della zona. In questo mondo senza regole, i due fratelli, tentati dal sogno americano di arricchirsi in breve tempo, si ritrovano malgrado loro invischiati in un losco ed illecito giro di affari, le cui redini sono in mano alla mafia russa. Il loro sogno quindi non solo è destinato a fallire, ma finisce per mettere ingenuamente in pericolo la vita dei loro cari. In una situazione degenerata, fra minacce di morte e estorsioni di soldi, i prima solidi legami di fiducia fra marito e moglie, fra padre e figli e fra gli stessi fratelli, degenerano e ne nasce una profonda crisi familiare. Tutto quello che hanno costruito rischia, come la carta velina al vento, di disfarsi perché troppo poco stabile.

Paper Tiger
     Scarlett Johansson

Nonostante la cupa atmosfera da noirAdam Driver dopo tutto interpreta il classico tipo del poliziotto non del tutto corrotto ma che ben conosce i giochi dell’ambiente malavitoso, ai margini del quale sa vivere e approfittare – il contorno rimane realista. Così l’interesse di Gray si concentra sulle crepe venutesi a formare nei rapporti familiari, sulle lesioni create dai silenzi, le frustrazioni seguite alle aspettative mancate e le tensioni che ne conseguono. I protagonisti poi sono candidi ed innocenti, anime belle e sognanti senza veramente essere esperti di vita e del mondo circostante.

Lo stesso personaggio di Gary invece di togliersi dai guai, ad ogni tentativo vi sprofonda dentro sempre di più. Eppure, i protagonisti in Paper Tiger non sono dei veri falliti, dei totali loser, ma rappresentano il cittadino medio americano: mediocre, come la casa e l’ambiente dove vive. C’è una sorta forte di paternalismo presente nello sguardo del regista sui suoi personaggi e sul loro vivere secondo scarsi valori di integrità e di rispetto delle leggi che sicuramente guasta un poco la tenuta del film. Fra tutte, è Hester l’unica figura con i piedi per terra, razionale e ben cosciente dei rischi che corre sia lei sia i suoi cari. Nella sua narrazione semplice e candida  – in questo ricorda vagamente le atmosfere dei film di Kelly Reichardt, in particolare l’ultimo The Mastermind Paper Tiger è quindi l’intimo ritratto di una famiglia normale, e per questo troppo maldestra per distinguersi ed elevarsi dalla normalità senza doverne pagare le conseguenze nella vita. Sicuramente è una storia necessaria che James Gray non poteva non portare ora sullo schermo. Senza un risultato filmico eccellente, ma  comunque, in definitiva, più che discreto.


Paper Tiger Regia e sceneggiatura: James Gray; fotografia: Joaquín Baca-Asay; montaggio: Scott Morris; musica: Christopher Spelman; scenografia: Happy Massee; interpreti: Adam Driver, Scarlett Johansson, Miles Teller, Roman Engel, Cindy Katz, Joel Marsh Garland, Raphael Corkhill; produzione: Leone Film Group, RT Features, AK Productions; origine: Usa/Brasile/Italia, 2026; durata: 115 minuti: distribuzione: 01 Distribution.

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