Senza Rimorso – Without Remorse

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Il ritorno cinematografico di Tom Clancy nel 2021 è affidato al veterano del cinema d’azione Stefano Sollima, regista e produttore al quale si devono le serie Romanzo Criminale (2008 – 2010), Gomorra (2014 – in produzione) e film come ACAB (2012) e Suburra (2015), opere non sempre riuscite a cui però non si può negare una componente di spettacolarità atipica nel cinema italiano contemporaneo.

Dopo il famosissimo Jack Ryan, personaggio portato al cinema da Alec Baldwin, Harrison Ford, Ben Affleck e Chris Pine dal 1990 fino al 2014, e recentemente in una serie tv, è ora il turno di John Kelly, un ex membro dei Navy Seals che, animato da spirito di vendetta, si muove all’interno di intrighi fantapolitici internazionali.

Senza Rimorso – Without Remorse (in esclusiva su Amazon Prime Video) parte con un sentore di già visto, l’idea del super soldato che agisce al limite della giustizia, spesso oltrepassandola, per vendicarsi di nemici esterni e traditori della patria ci riporta a un cinema di azione di altri tempi. Si potrebbe dire che il protagonista come una macchina da guerra implacabile e solitaria, addestrata all’impossibile e tormentata inizialmente dalla perdita della famiglia, è un cliché narrativo su cui si è basato molto cinema d’azione statunitense tra gli anni ‘80 e ‘90. Molti di quei film erano però volutamente iperbolici e il lavoro degli stuntman e del reparto effetti speciali ci ripagava di narrative schematiche e sviluppo inesistente dei personaggi. Inoltre, non erano rari i casi in cui attori come Bruce Willis, Mel Gibson o Wesley Snipes riuscivano a mettere del proprio creando dei personaggi coinvolgenti e originali, e registi come John Woo potevano portare lo stile di Hong Kong al pubblico mondiale.

Oggi, il grande successo della serie cinematografica John Wick (2017 – in produzione) e del meglio riuscito Atomic Blonde (2017) ha in qualche modo riportato in auge il concetto di action, piegandolo verso un’estetica molto pop e molto videoludica, con la consapevolezza che è già molto difficile scavalcare l’intrattenimento offerto da videogiochi come Call of Duty, Battlefield o Rainbow Six, un gioco peraltro tratto da Tom Clancy.

Questo Senza Rimorso parte dal materiale narrativo di uno scrittore molto apprezzato e trova alla sceneggiatura uno degli autori più importanti del cinema americano di oggi, quel Taylor Sheridan degli ottimi neo-western  Hell or High Water (2016) e Wind River (2017), e ancora Yellowstone (2018 – in produzione) e Sicario (2015), quest’ultimo vero punto di svolta della filmografia di Denise Villeneuve, di cui Sollima ha diretto il seguito, Soldado (2018).

Il secondo film americano di Stefano Sollima parte da un’impresa dei Seals in Siria, contestualizzandolo subito in chiave realistica, e prosegue con la scoperta di nemici russi sul suolo americano che porteranno il protagonista John Kelly a compiere varie missioni per scoprire la verità, celata da ambigui funzionari del governo degli Stati Uniti. Ma questo non è un film di Alan J. Pakula o Sydney Pollack, e le premesse di realismo geopolitico e critica alla banalità del male del potere si perdono immediatamente in una scia di eccessi narrativi che richiedono una sospensione dell’incredulità molto convinta da parte dello spettatore.

Quello che lascia interdetti è la pretesa di serietà con cui tali assurdi nodi vengono mostrati e risolti e il dubbio che gli autori abbiano pensato seriamente che questo film potesse dire qualcosa sulla situazione attuale permane e infastidisce. Naturalmente non ci sarebbe nulla di male se lo scopo fosse quello di un sano intrattenimento, purtroppo anche su questo lato Sollima sembra svogliato, l’azione non colpisce e rimane sospesa in lunghe sequenze senza né il gusto delle coreografie folli dei recenti film di Tom Cruise, Jack Reacher (2012) e gli ultimi capitoli della saga di Mission: Impossible (2011 – 2015 – 2018), né la tensione abbagliante del sopracitato Sicario.

Peccato che si sia scelta un montaggio così poco inventivo, ogni missione infatti occupa un segmento a se stante prima che cominci il successivo, slegandosi così dalla storia e perdendo per strada l’intreccio principale, si vedano le infinite sequenze dell’aereo e dei cecchini.

Michael B. Jordan, famoso per Creed (2015) e Black Panther (2018), qui anche produttore, prova a recitare, prova a mostrare un personaggio con una vicenda dolorosa alle spalle, purtroppo di questi sforzi non rimane quasi nulla perché il tentativo di usare un personaggio tramutato in una macchina assassina e poi abbandonata, di tutto il trauma che può attraversare queste persone, è abbandonato in pochissimi secondi. Anzi, il nostro va avanti senza la minima esitazione, senza neanche un momento in cui si fermi a dirci che un Navy Seals è pure un essere umano. Di certo non aiuta la comparsata di un annoiato Guy Pearce e di una poco sfruttata Jodie Turner-Smith. Menzione a parte per Jamie Bell, che ci crede con tutto se stesso e pur rimanendo in disparte lascia un piccolo segno con quel viso stanco e segnato.

Sarebbe meglio dare realismo ai corpi e ai muscoli, e un po’ di dramma emotivo ai personaggi. Per un cinema d’azione che lasci qualcosa meglio ripassare un po’ di Paul Greengrass e S. Craig Zahler.

 

 


Cast&Credits

Without Remorse  –  Regia: Stefano Sollima; sceneggiatura: Taylor Sheridan e Will Staples; fotografia: Philippe Rousselot; montaggio: Matthew Newman; musica: Jon Thor Birgisson; interpreti: Michael B. Jordan (John Kelly), Jodie Turner-Smith (Karen Greer), Jamie Bell (Robert Ritter), Guy Pearce (Secretary Clay); produzione: Paramount Pictures; origine: Usa 2021; durata: 109’.

 

 

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