The Dreamed Adventure (Das geträumte Abenteuer) Voto ***(*) – Un western dei giorni nostri, che scava in profondità fra le piaghe machiste di una comunità bulgara locale situata al confine di un’Europa dimenticata.
Con The Dreamed Adventure, la regista tedesca Valeska Grisebach taglia il traguardo del suo quarto lungometraggio dopo Mein Stern, Desiderio (presentato al Festival di Berlino del 2006) e Western, che aveva concorso a “Un Certain Regard” a Cannes nel 2017.
Avendo appreso e studiato sia a Berlino che a Vienna, per lo stile ed il carattere ibrido dei suoi lavori la regista di Brema viene spesso collegato sia alla cosiddetta Berliner Schule (Christian Petzold, Angela Schanelec, Thomas Arslan) sia alla cosiddetta New wave viennese (Jessica Hausner, Barbara Albert).
Completamente girato in Bulgaria e tutto in lingua bulgara, The Dreamed Adventure ha probabilmente più a che fare con la seconda corrente, quella viennese, visto che il lento procedere degli eventi, i lunghi piano-sequenza, l’impiego di attori non professionisti, tende a superare la classica divisione fra fiction e documentario.

Siamo a Svilengrad, una cittadina bulgara situata nel remoto triangolo di confine fra Bulgaria, Grecia e Turchia. «Svilengrad inizia dove finisce la legge» viene detto da qualcuno nel corso del film. Già negli anni Novanta i traffici illeciti e il contrabbando fiorivano in quei luoghi. Ora ci si arricchisce con il commercio di immigrati. Veska (Yana Radeva), originaria della zona, che ha studiato all’estero, è un’archeologa tornata dopo anni a dirigere gli scavi intorno una vecchia torre sulle montagne di Matochina. Per caso incontra una sua vecchia conoscenza, Said (Syuleyman Alilov Letifov) rimasto a piedi dopo che gli hanno rubato l’auto e anche lui tornato dopo anni per organizzare un commercio di diesel. Decisa ad aiutarlo lo invita a visitare il sito dove lavora. Ma dopo un giorno passato insieme a ricordare il passato, Said sparisce dalla circolazione e nel tentativo di ritrovarlo Veska rimane sempre più avvinghiata nel suo stesso passato.
La trama di The Dreamed Adventure si snoda, come si accennava, in modo molto graduale e flemmatico: la protagonista Veska scava nella propria esistenza e ne mette in luce le varie componenti così come pazientemente, tramite il suo lavoro di archeologa, estrae piccoli reperti fra le rovine della torre sotto il sole cocente. L’indagine la porta a rivangare vecchie storie di vendetta e faide fra boss e clan, omicidi che hanno avuto luogo 20 anni prima e che mai sono stati perseguiti dalla legge, ma di cui la piccola comunità locale ancora parla. Dal torbido passato riemergono in Veska verità a lungo dimenticate e rimaste assopite che ora rivede con nuovi occhi.

Sembra non succeda mai nulla in questa regione periferica dell’Europa e per le strade di confine spesso aride di umanità. La narrazione parte lenta, i movimenti di camera laterali concedono ai vasti spazi del paesaggio tutto il tempo di cui hanno bisogno ma senza esagerare, continuando poi a seguire la protagonista nelle sue peregrinazioni.
Con tocco documentaristico Griesebach mette in luce in The Dreamed Adventure la forte divisione di genere e il forte machismo su cui è fondata la società bulgara e che è il fondamento di comportamenti mafiosi. Attorno al tavolo in casa si ritrovano le donne; all’aperto, quasi in un’atmosfera da Far west europeo si ritrovano gli uomini. Si beve caffè, si fuma una sigaretta e si parla. Veska il cui eroe da bambina era Conan il Barbaro sopporta gli arroganti discorsi maschili che cercano di screditarla, ma come il suo eroe sa bene come rispondere alla prepotenza.
Lasciandosi molto tempo, Valeska Griesebach, costruisce il suo film con incontri e osservazione, lasciando alla sua protagonista, l’attrice non professionista Yana Radeva, che si impone sulla scena con la sua forte presenza, il compito di condurci per le strade bianche e poco battute del suo paese senza legge, dove il mafioso è ancora visto come un Robin Hood, il ladro che ruba ai poveri per dare ai ricchi, e che invece lei smaschererà con poche mosse decisive. The Dreamed Adventure è un ottimo, inusuale western europeo, con estratti che rasentano il documentario ed esplorano la realtà poco conosciuta di una regione dimenticata e abbandonata ai suoi lontani confini.
Das geträumte Abenteuer (The Dreamed Adventure) – Regia: Valeska Grisebach; sceneggiatura: Valeska Grisebach (con la collaborazione di Lisa Bierwirth); fotografia: Bernhard Keller; montaggio: Bettina Böhler; scenografia: Sabina Christova; interpreti: Yana Radeva (Veska), Syuleyman Alilov Letifov (Saïd), Velko Frandev; produzione: Komplizen Film, Kazak Productions, Panama Film, Miramar Film; origine: Germania/Francia/Austria/Bulgaria 2026; durata: 167 minuti.
