The Serpent (miniserie) di Tom Shankland e Hans Herbots

  • Voto
3
Viscido e pericoloso proprio come un Serpente, capace di ammaliare e di incantare le sue vittime per poi giustiziarle senza pietà.
Charles Sobhraj (attualmente ancora  incarcerato in Nepal) era un abile truffatore e assassinio francese di origine indiana da parte del padre e vietnamita da parte della madre.

  Sociopatico, narcisista e calcolatore, nei primi anni Settanta divenne autore di diversi omicidi di giovani  – benestanti – lungo la cosiddetta Hippie Trail, nel sud-est asiatico.

L’omicidio nel suo caso, rappresentava l’unica opportunità di mantenere alto il suo – non modesto – stile di vita. E pur di non rinunciare al benessere difficilmente conquistato in altro modo, “The Serpent”   era disposto a tutto.
La miniserie creata da Mammoth Screen, ambientata proprio nel pieno degli anni Settanta restituisce perfettamente la magia, le atmosfere  e la “libertà” che si respirava in quegli anni: i costumi, la fotografia e quella impercettibile sensazione di eterno sogno ed infinite possibilità.
Per ammaliare i malcapitati il “genio” malefico di Sobrhaj (Tahar Rahim) non agiva da solo: le sue azioni erano costantemente supportate dalla sua compagna Marie-Andrée Leclerc (Jenna Coleman) e dal suo alleato Ajay Chowdhury (Amesh Edireweera).
 
Il trio creava in maniera naturale una sorta di rete di fiducia, poi una vera e propria spira mortale attorno alle ingenue vittime con una  logica ossessiva e impeccabile (da un punto di vista strategico): i delinquenti diventavano in poco tempo  amici dei viaggiatori “hippie” guadagnandone la fiducia, poi, una volta conquistati, li drogavano derubandoli  di tutti gli averi e dei passaporti per potersi ancora muovere indisturbati tra Thailandia, India e Nepal.

La miniserie diretta da Tom Shankland e Hans Herbots ricostruisce le modalità degli omicidi di Sobhraj, concentrandosi  sulla tortuosa rincorsa  del protagonista da parte del compassato e austero  diplomatico olandese Herman Knippenberg (Billy Howle), la cui indagine sulla morte violenta di alcuni connazionali lo porta sulle tracce del cosiddetto Bikini Killer (molte delle vittime erano in costume da bagno).

I primi episodi della serie si giocano proprio sulla contrapposizione tra i giochi messi in atto dal criminale calcolatore e da Herman, il suo inseguitore, fermato in continuazione da una burocrazia poco efficiente e da una generale sfiducia:  abile, calcolatore e freddo Sobhraj quanto compassato, insicuro  e un tantino goffo  Herman.
The Serpent  è un continuo gioco al gatto e al topo che sembra però non arrivare mai a un punto: per quanto l’ambientazione e le stupende atmosfere  riescano a coinvolgere e a immergere gli spettatori nella magia di quegli anni, i continui salti temporali confondono la visione dando vita ad una struttura narrativa poco fluida e omogenea.
Lo sguardo “impazzito” dello spettatore cambia prospettiva improvvisamente da Knippenberg a Sobhraj e questa continua interruzione finisce per dare poca consistenza alla drammaticità della storia.
I personaggi di contorno inoltre, sono dotati di una personalità di maggior spessore rispetto al protagonista: Marie-Andrée Leclerc vive in continuazione sospesa tra l’amore per il suo uomo e il terrore di una vita con lui, fatta di inseguimenti e di falsità. Ajay Chowdhury  gioca molto bene il ruolo di fidato alleato, carismatico quanto basta senza mettere in ombra il suo mentore.
Charles Sobhraj, invece, viene continuamente descritto dalle sue donne (ne ha addirittura tre) come affascinante, manipolatore, affabulatore, ma di lui, ne cogliamo solo l’aspetto freddo e calcolatore. C’è poca anima nella sua malvagità e il suo genio criminale vive di pochi contrasti e poche contraddizioni.
The Serpent  ha una struttura interessante, una ricostruzione delle ambientazioni efficace ed azzeccata, una trama potenzialmente coinvolgente, ma la pericolosità e il fascino della storia vengono fuori in maniera solo parziale, dato che non viene approfondito a sufficienza l’aspetto psicologico ed emotivo, il  mondo interiore, l’origine e il quid del suo essere criminale.
Perché la sua malvagità era così accattivante e irresistibile? Perché le donne, pur percependone la malvagità non riuscivano a resistere al suo fascino? The Serpent  lascia ancora irrisolta questi nodi e noi, alla fine, non riusciamo ad essere “catturati” nella rete perversa di questo genio del male.
Su Netflix

Cast & Credits

The Serpent  – Regia: Tom Shankland, Hans Herbots; autori: Richard Warlow, Toby Finlay; sceneggiatura:  Toby Finlay, Richard Warlow stagioni: miniserie; episodi miniserie: 8; interpreti principali :  Ellie Bamber, Tahar Rahim, Billy Howle, Jenna Coleman, Mathilde Warnier, Amesh Edireweera; fotografia: Si Bell, Anton Mertens, Seppe Van Grieken; musiche: Dominik Scherrer; montaggio: Helen Chapman, Malcolm Crowe, Danielle Palmero, Danielle Palmero; produzione: Cait Collins, Stephen Smallwood; origine: Regno Unito 2021; durata episodi: 58’.

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