Un anno difficile di Eric Toledano, Olivier Nakache

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“Engagé” può essere letto in due diversi modi: impegnarsi in amore o impegnarsi in politica. Sono due modalità diverse di porsi di fronte al mondo. In amore si cerca di soddisfare individualmente un istinto, in politica di realizzare collettivamente un’idea. Nell’ultimo film di Eric Toledano e Olivier Nakache, istinto e ideale si scontrano irrimediabilmente in una storia, forse, d’amore tra un indebitato consumista e una militante ambientalista.

È un anno difficile in Francia. Ogni anno lo è. Dagli anni Settanta ogni governatore ha chiuso l’anno ricordandolo ai cittadini. Serve rimboccarsi le maniche, impegnarsi. Una sequela di individui si fa corpo unico: sono gli ambientalisti. Al Black Friday decidono di protestare davanti ai negozi tentando di impedire agli affamati consumatori di soddisfare il loro impulso all’acquisto. Una scena romeriana di assalto al supermercato si trasforma in una danza sociale. La danza permette di sospendere e trascendere le condizioni nevrotiche di entrambe le compagini. Un intero popolo è in preda all’ansia, che sia l’ansia per il futuro dei catastrofici ambientalisti o quella per il presente dei possessivi consumisti.

Bruno e Albert (interpretati da Jonathan Cohen e Pio Marmaï) sono uomini debilitati dal consumo, riempiti di debiti. Si ritrovano grazie a Henri (Mathieu Amalric) che organizza un workshop per salvare le persone dalla compulsione al consumo. Ma Henri insegna solo a travestire un impulso. Per questo lo vediamo più volte cercare di entrare in un casinò a sperperare il suo denaro. Anche Bruno e Albert scelgono la via del travestimento: la bella attivista soprannominata Cactus sembra disponibile, accogliente, tanto vale travestirsi da attivisti. Così Bruno e Albert diventano Lexotan e Pulcino.

 Come nella tradizione della commedia all’italiana, lo spettatore deve identificarsi con mostri dai volti estremamente quotidiani. Lexotan e Pulcino sembrano più interessati agli abbracci di Cactus che alle imprese idealistiche. Per una manifestazione si mettono a petto nudo solo per poter vedere le altre attiviste nude. E durante una dimostrazione in banca sfruttano il momento concitato per infiltrarsi dentro l’edificio e tentare di cancellare (con il bianchetto) i propri debiti. I due si fanno simbolo della deriva “popolare” dei movimenti attivisti che ormai vedono al loro interno anche infiltrati ben poco interessati alle grandi idee.

Al tempo stesso però il film critica anche l’eccesso di dedizione dei movimenti che così concentrati al raggiungimento di un obiettivo strategico rischiano di non prendere più in considerazione l’aspetto bisognoso e istintuale dell’umano creando un divario incolmabile con una fascia della popolazione. Nel possibile amore tra Cactus e Pulcino viene immaginato un nuovo rapporto tra movimento e individuo che restituisca al primo il desiderio di qualcosa al di fuori di un’idea e al secondo l’onesta e la nudità di una vera dedizione a una causa. Il valzer finale trasfigura di nuovo lascena, questa volta in un utopico pas de deux la cui posta in gioco è il desiderio amoroso.

In Anteprima al Torino F.F. (Fuori Concorso)
In sala dal 30 novembre


Un anno difficile (Une année difficile)Regia e sceneggiatura: Eric Toledano, Olivier Nakache; fotografia: Mélodie Preel; montaggio: Dorian Rigal-Ansous; musica: Grandbrothers; interpreti: Pio Marmaï, Jonathan Cohen, Noémie Merlant, Mathieu Amalric, Luàna Bajrami, Grégoire Leprince-Ringuet, Sandrine Briard, Oussama Kheddam, Danièle Lebrun, Jean-François Cayrey, Gaia Warnant, Margot Bancilhon, Charlie Nelson, Sophie Parel; produzione: Gaumont, Quad Films, TF1 Films, Ten Cinéma; origine: Francia, 2023; durata: 118 minuti; distribuzione: I Wonder Pictures.

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