Un Nemico Invisibile di Federico Savonitto e Riccardo Campagna

Perché un nemico deve esserci, perché un incidente insensato un motivo deve averlo. Possibilmente, sempre. Nel caso sia imputabile alla semplice stupidità umana, lo si cerchi disperatamente da altra parte, per esempio nella cattiveria. Un Nemico Invisibile (nelle Notti Veneziane delle “Giornate degli Autori”, per la firma di Federico Savonitto e Riccardo Campagna, è un documentario calcolato che coglie una storia non laddove non ci sia, ma dal lato in cui non ci aspetterebbe di trovarla. Pavese sosteneva che la guerra finiva solo per i morti e la frase è riutilizzabile se alla parola “guerra” sostituiamo quella di “vita”: anche quella finisce solo per i morti, per quelli che sopravvivono rimane il debito di confrontarsi con coloro che se ne sono andati e come lo hanno fatto.

Trieste. Una serie di chiamate. La richiesta di un’autombulanza. Ormai, è però troppo tardi. Quando Riccardo Rasman viene trovato morto, i genitori novantenni, Maria e Duilio, e la sorella Giuliana trovano filo di ferro sotto il letto e soprattutto un corpo, quello del figlio/fratello, lesionato oltre modo. Riccardo era affetto da disabilità mentali e aveva iniziato a lanciare petardi dal balcone finché la polizia non era intervenuta. Sul tavolo una richiesta, quella di non fargli del male. Riccardo della divisa aveva paura, quella divisa che durante la leva lo aveva maltrattato con episodi di nonnismo dai quali mai si era ripreso. Arriva la condanna per i poliziotti e il risarcimento, ma per i genitori non è abbastanza: la morte di Riccardo non può essere casuale. Il giorno prima di morire la vittima era entrata in casa sventolando dei fogli e rivelando di aver scoperto un complotto per far vendere la terra dei Rasman. Per la famiglia inizia così una caccia al colpevole, tra tribunali e giudici, appelli e contrappelli, fino ai nomi più lontani, alla Gladio e poteri occulti, tutto pur di non dover accettare il palese: la cecità della violenza.

Federico Savonitto e Riccardo Campagna riprendono una vicenda mai arrivata alla ribalta nazionale. Imparentato con il caso Cucchi, il caso Rasman racconta l’ennesimo episodio di prepotenza da parte delle forze di polizia, a differenza de Sulla mia pelle (2018) però non ci si sofferma sui morti o sulle vittime bensì sui sopravvissuti. Nel farlo i due registi adottano un punto di fuga documentaristico, osservando da etnologi presenti assenti la vita della famiglia Rasman nella sua quotidianità, tra animali da sfamare e un orto a cui badare, acciacchi della vecchiaia e televisione accesa, stampanti attive e nomi a richiamarsi. Sul fondo una pioggerella che non risparmia nessuno e nel mezzo i versetti della Bibbia, la preghiera a Geova e a un mondo che va inesorabilmente verso il precipizio, senza una possibilità di ritorno.

Una chiazza di sangue per terra come quando si ammazza un maiale

In un tempo come il nostro nel quale le verità sono merce rara, un evento incomprensibile quale l’uccisione di un figlio, da chi avrebbe dovuto difenderlo, abbandona a uno scompiglio tale che necessita di essere messo in ordine. Anche in malo modo, pur che un senso finale venga ripristinato. Dalla nebbiosa Trieste si vuole andare al tribunale di Roma, poi sino a Strasburgo perché se l’ingiustizia è stata disordinata allo stesso modo lo è la richiesta di giustizia: ogni nome è sinonimo di colpevolezza, ogni azione collaterale pure, e ciò che emerge è un nome solo. Complotto. Ovunque, complotto.

Un Nemico Invisibile ha il grande merito di raccontare la paura di essere circondati. Ti hanno preso un figlio e un fratello, e il passo ulteriore sarà la casa, con il tuo orto e i tuoi animali, poi arriva un virus che ti toglie il padre e pian pian sembra che quel nemico, un nemico tacito e invisibile, stia stringendo il suo cappio. A tutti, al paese, apparite come i fanatici di turno, ma forse quella che vi appartiene è solo una paura, di essere stati lasciati soli per essere attaccati più facilmente, e un documentario trasparente e non giudicante è quello che ci vuole per illuminare la debolezza dell’essere umano e le sue protezioni, nonché silenti richieste di aiuto.

Ti rimane quindi giusto il tempo di accendere un fuoco di stoppie e osservare il filo di fumo che gira gira gira e se ne va, alto nel cielo triestino. Le stagioni, e il suo avvicendarsi, ti portano con loro, avanti ma purtroppo sempre in circolo.

Abbiamo tanti assassini intorno a noi! Non hanno intenzione di lasciarci in pace. Non saremo mai soli!


Un Nemico Invisibile – regia: Riccardo Campagna, Federico Savonitto; produzione: Takaita’ Film, Purple Neon Lights, Kublai Film; origine: Italia, 2022; durata: 75’; distribuzione: Lo scrittoio.

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