Tre ragazze ventenni, legate da un’amicizia con tratti simbiotici, vivono come delle outsider in un imprecisato spazio urbano sloveno, caratterizzato da un’architettura brutalista e da un patriarcato sociale opprimente. L’incontro con Fantasy, una giovane donna trans più vicina di loro al cuore selvaggio dei propri desideri, cambierà le loro vite, spingendole ad esplorare sia la loro identità che la loro amicizia, in un viaggio che porterà una delle tre, Mihrije (la brava Sarah Al Saleh), che nel frattempo si innamora perdutamente di Fantasy, ad accompagnare quest’ultima fino in Macedonia per il funerale del padre.
Già oggetto di una serie di workshop internazionali, tra cui, nel 2022, il triestino WEMW, arriva al Trieste Film Festival, in concorso, il primo lungometraggio della giovane regista e musicista slovena Kukla, classe 1991, la quale a proposito del proprio esordio così ha raccontato: “l’idea mi è venuta per la prima volta circa 10 anni fa, mentre lavoravo a un video musicale in cui le protagoniste erano dei maschiacci in felpa grigia e andavano in moto… Quell’immagine delle ‘dimenticate’, con i loro abiti sformati e le code di cavallo basse, che in qualche modo rimanevano prigioniere delle loro famiglie e del loro ambiente perché non si adattavano alle rigide regole della femminilità nei Balcani patriarcali, mi è rimasta impressa nella mente e ha dato origine a una serie di ricordi e visioni, dalle vergini giurate (virdzinas), che sono una parte importante e complessa della storia dei Balcani, all’eredità della cultura ‘turbo folk’…”. Laddove il termine ‘turbo folk’ si riferisce al genere balcanico che, scavallando il solo ambito musicale, si è posto come un vero e proprio fenomeno di sottocultura di massa basato su populismo, consumismo e nostalgia mitica e revisionista – un po’ come il nostro berlusconismo.

La regista, con piglio deciso, mette insieme quindi la questione del genere e della diversità e le contraddizioni di una società attraversata da violenza e da quotidiane ipocrisie – dirette ad ottenere approvazione sociale o vantaggi miseri. Contraddizioni, tuttavia, che sembrerebbero endemiche alla natura umana, più che a un luogo specifico che seppur, almeno nella sua topologia e nei contorni, accentuato nella forma (comunque metaforica) del béton brut, di fatto rimane anonimo e sfuggente.
L’alchimia tra le quattro ragazze a volte funziona, altre no. Così come incerta appare la relazione tra le ragioni della narrazione e le sensazioni attivate dal paesaggio.
Fantasy – Regia e sceneggiatura: Kukla; fotografia: Lazar Bogdanovic; montaggio: Lukas Miheljak; musica: Relja Cupic; scenografia: Maja Savc; costumi: Damar Rakovic; interpreti: Sarah Al Saleh, Alina Juhart, Mina Milovanovic, Mia Skrbinac; produzione: December; origine: Slovenia/ Macedonia del Nord, 2025; durata: 98 minuti.
