Allora balliamo di Amélie Bonnin

Allora balliamo. Voto ***. 

Una gradevole commedia romantica e musicale che sa ben integrare la storia d’amore con uno dei temi più tipicamente francesi che è la buona cucina.

La commedia musicale Allora balliamo (Partir un jour) realizzata da Amélie Bonnin era stata scelta come film di apertura dell’edizione del Festival di Cannes del 2025. Che il film di apertura (Fuori Concorso) debba essere necessariamente francese è diventato un must da molti anni per la banale ragione che esce in contemporanea anche nelle sale francesi. E preferibilmente, se possibile, meglio ancora se la realizzatrice è una donna. Un debutto alla Croisette quindi decisamente prestigioso per la giovane regista. Amélie Bonnin, infatti, dopo aver vinto un César nel 2021 con il suo primo cortometraggio dallo stesso titolo non ha fatto altro che trasformarlo in un progetto più lungo. La regista ha inoltre realizzato nel 2023 tre degli episodi della simpatica e ben riuscita serie televisiva Parlement.

Ma vediamo in breve la trama. L’aspirante cuoca tre stelle Cécile (Juliette Armanet) si ritrova costretta a lasciare all’improvviso Parigi e il suo fidanzato e collaboratore Sofiane (Tewfik Jallab) per tornare  al paese della sua infanzia, in periferia, a causa dei problemi di salute del padre, reduce da un terzo infarto. La passione per la cucina Cécile l’ha ereditata da lui, standogli accanto ai fornelli nel posto di ristoro dell’hotel di famiglia situato lungo l’autostrada e sosta di passaggio preferita da camionisti in viaggio, dove sempre vige il buon umore ed il cameratismo.

Il suo sogno di aprire al più presto un ristorante di haute cousine dovrà attendere quindi ancora qualche giorno, mentre nel frattempo, Cécile sarà obbligata a riconsiderare molte delle decisioni prese fino ad ora sulla sua carriera. Anche perché la donna non ha fatto i conti né con la testardaggine, o meglio l’amore, del padre per il suo lavoro, e nemmeno ha pensato che il ritorno al paese avrebbe riacceso certi sentimenti di gioventù e ormai da lungo tempo sepolti, per la sua antica fiamma Raphaël (Bastien Bouillon), che ritrova e riprende a frequentare tornata in paese.

Allora balliamo è un film molto ‘francese’ sia per i temi trattati, sia che per la realizzazione. Proprio per questo, verrebbe da aggiungere, risulta scontato già in partenza. La cucina casalinga va a braccetto con la provincia, l’alta cucina con la capitale Parigi. Anche fra padre e figlia la discussione principale riprende quest’antitesi innegabile ed esistente fra tradizione e creatività artistica che ha luogo in due aree geograficamente lontane e agli opposti come lo sono una metropoli e un paesino. Pure le battute e i dialoghi fra i protagonisti rimangono legate a questa dicotomia di pensiero. Lo stesso si può dire per il successo nella vita. Raphäel, rimasto al paese, quindi la figura più tradizionale fra i due protagonisti, incarna un meccanico, sposato con un figlio, con l’hobby dei rally motociclistici e che rimpiange la partenza di Cécile non solo per il passato romantico che quest’ultima gli ricorda, ma perché partendo si è portata via le aspirazioni che forse lui stesso aveva. Esemplare rimane la scena-ricordo nella pista di pattinaggio sul ghiaccio dove i due tornano a rivivere il momento più romantico ed importante della loro antica storia d’amore.

 

Allora balliamo cerca di risultare, con la sua leggerezza, conforme all’importante tradizione della commedia francese, riuscendoci solo in parte. La sceneggiatura non è una macchina ad orologeria perfetta ma, tutto sommato funziona. Il cast di attori tutti bravi, a partire naturalmente da Juliette Armanet, cantante e cantautrice lei stessa, senza però dimenticare Dominique Blanc della Comédie Française nel ruolo della madre Fanfan, che sogna da anni vacanze in camper per l’Italia, e l’attore comico François Rollin in quello del padre mai stanco dell’odore di bistecca e patatine fritte.

La musica è un misto di pezzi famosi e orecchiabili con testi riscritti per rientrare nel tema del racconto e che vanno da Alors on dance di Stromae dell’inizio, fino all’adattamento in versione francese di Parole parole di Mina. Bisogna dire che se alcune scene musicali funzionano, perché ben mimate e integrate nella sceneggiatura, altre invece riescono un po’ forzate e superflue. Specialmente quelle che intendono ricreare il clima di affiatamento amichevole di una passata gioventù. Insomma, Allora balliamo risulta una commedia amabile che non sorprende perché piena di luoghi comuni abbastanza inoffensif.

Presentato in anteprima italiana a Rendez-Vous – Festival del Nuovo Cinema Francese (Roma 7 – 15 aprile 2026).
In sala dal 18 giugno 2026.


Allora balliamo (Partir un jour) – Regia: Amélie Bonnin; sceneggiatura: Amélie Bonnin, Dimitri Lucas; fotografia: David Cailley; montaggio: Héloïse Pelloquet; scenografia: Chloé Cambournac; interpreti: Juliette Armanet, Bastien Bouillon, François Rollin, Dominique Blanc; produzione: Topshot Films, Les Films du Worso; origine: Francia, 2025; durata: 94 minuti;  distribuzione: Fandango.

 

 

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