The Madison – Voto ***(*)
«In Loving Memory of Robert Redford» avvisa una scritta sui titoli di testa di The Madison, la toccante miniserie in sei puntate che stanno dando su Paramount+ (si può vedere anche tramite Sky) e consiglio caldamente, non fosse altro perché l’ha scritta Taylor Sheridan, l’autore di Yellowstone, 1883, 1923, Landman e infinite altre.
Il riferimento a Redford Redford, morto nel 2025, non è casuale: nel 1992 girò da regista un film bello ma sfortunato, In mezzo scorre il fiume, ambientato nel Montana, raccontava di due fratelli divisi da tutto ma cultori della pesca con la mosca. E da lì riparte la miniserie, ambientata oggi: due fratelli, diversi per esperienze e censo, che pescano con la stessa tecnica nel fiume basso, incastonato nel paesaggio maestoso del Montana, come sospesi nel tempo, a ridosso dei due piccoli cottage di legno, meglio “log cabin”, costruiti per non avere rotture e rumori molesti.
Sono Preston e Paul Clyburg: l’uno ricchissimo imprenditore ormai stanco di New York, forse in cerca delle proprie radici; l’altro il fratello povero, un saggio “ruralista” mezzo cowboy, segnato da un lutto dal quale non s’è mai ripreso. Volando su un Piper alla ricerca di un fiume ancora più pescoso e nascosto, nell’Idaho, vengono sorpresi da una tempesta e muoiono tragicamente. Quando la notizia arriva per telefono nella Grande Mela per la famiglia Clyburg non sarà facile fare i conti con quel lutto inatteso.
Michelle Pfeiffer e Kurt Russell, qui anche produttori esecutivi, non recitavano insieme dai tempi di Tequila Connection, 1988, oggi lei ha 67 anni e lui 75, ma sono abbastanza credibili come marito e moglie, anche se si tolgono qualcosa nella finzione. Pfeiffer è Stacy, una “topolina newyorkese” per antonomasia, abituata al lusso sfrenato, all’autista, a una casa da sballo, ai party e alle feste, ma c’è da partire subito per il Montana, laddove dove lei non è mai voluta andare insieme al marito; si porterà dietro la famiglia viziatella e infelice, ovvero le figlie Paige e Abigail, il cognato Russell, le nipotine Macy e Bridgette, nella speranza di risolvere presto le questioni burocratiche e funerarie.
Ma noi spettatori abbiamo già capito che quei luoghi isolati e meravigliosi, tra veri cowboy e gente solidale, sarà una sorta di cura per tutti, specialmente per Stacy…

Diretta da Christina Alexandra Voros, 48 anni, già direttrice della fotografia in Yellowstone e 1883, la nuova miniserie condensa con qualche accettabile schematismo la filosofia western di Taylor Sheridan, insomma una certa idea dell’America profonda e selvaggia, da vivere stando alla larga dalle metropoli frastornanti e disumane, riscoprendo il valore del silenzio.
Quelle newyorkesi in sabot, biondissime, nevrotiche e affilate, piene di fisime alimentari e intrise di cultura “woke”, si ritrovano in una sorta di Paradiso terrestre dal quale vorrebbero subito scappare, se non fosse per Stacy, decisa a capire, leggendo e imparando, perché l’amatissimo e complice marito tanto volesse passare del tempo lì, appunto dove scorre il fiume.
Il titolo, The Madison, sembra alludere in chiave simbolica ai due mondi: la caotica Madison Avenue newyorkese e la contemplativa Madison River Valley nel Montana. Naturalmente Sheridan sta con i locali, che vanno ancora a cavallo e cucinano il pane fritto, ma l’ironia iniziale nei confronti dei newyorkesi si trasforma presto in uno psicodramma non banale, che sbriciola fobie e pregiudizi, costruito su dialoghi serrati, romanzeschi.
Tutto già visto? Dipende dai gusti. The Madison in fondo è una meditazione sul lutto, anche il racconto di uno scontro antropologico e di una possibile rigenerazione. Nelle due ultime puntate tutti i personaggi tornano a New York, ma è come se l’esperienza nel rude Montana avesse lasciato un segno profondo. Al punto che…
Consiglio, al solito, di vedere la miniserie in inglese coi sottotitoli, perché è importante cogliere la differenza di accenti tra le due comunità, così lontane per modelli di vita, e al tempo stesso apprezzare la vera voce della mattatrice Michelle Pfeiffer, davvero intensa e profonda (qualche ritocco sul viso forse si nota, ma non saprei dire).
Tutti sono comunque in parte, dal già citato Russell a Matthew Fox, da Elle Chapman a Beau Garrett, da Patrick J. Adams a Ben Schnetzer, da Kevin Zegers a Will Arnett. Quest’ultimo, protagonista di un film appena uscito È l’ultima battuta? di Bradley Cooper, cesella con notevole efficacia il personaggio dello psicoanalista newyorkese dai maglioni improbabili ma dalle intuizioni giuste: l’unico in grado di indicare alla devastata Stacy una via d’uscita dal dolore.
Su Paramount + dal 14 marzo 2026.
The Madison – Showrunner: Taylor Sheridan; Regia e fotografia: Christina Alexandra Voros; sceneggiatura: Taylor Sheridan; montaggio: Chad Galster; musica: Breton Vivian; interpreti: Michelle Pfeiffer, Kurt Russell, Beau Garrett, Patrick J. Adams, Elle Chapman, Alaina Pollack, Amiah Miller, Ben Schnetzer, Kevin Zegers, Rebecca Spence, Matthew Fox; produzione: Taylor Sheridan, David C. Glasser, John Linson, Art Linson, Ron Burkle, David Hutkin, Bob Yari, Michael Friedman, Christina Alexandra Voros, Michelle Pfeiffer, Kurt Russell per 101 Studios, Bosque Ranch Productions, Linson Entertainment, Paramount Television Studios; origine: Usa, 2026; durata: 6 episodi di 46–68 minuti circa; distribuzione: Paramount+.
