Crudelia – Perchè no

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Si dice, del dalmata, che possa essere un cane molto affettuoso: vivace, intelligente e fedele ai suoi padroni, questa bella creatura dal pelo maculato veniva utilizzata nel XVII secolo a fini di caccia. Su numerose tele fiamminghe lo troviamo in compagnia di aristocratici e ricchi rampolli, nelle vecchie fotografie di inizio secolo lo vediamo seguire enormi carrozze fra i verdi prati di riserve esclusive. Si dice, del dalmata, che abbia una bassa aspettativa di vita a causa di varie complicazioni fisiche, ma soprattutto si dice ch’esso, una volta raggiunta l’età adulta, sia inevitabilmente predisposto alla follia.

Questo breve excursus potrebbe servirci per comprendere meglio la protagonista della nuova pellicola targata Disney Crudelia (cioè in originale Cruella) appena uscita nelle nostre sale: stiamo parlando, ovviamente, niente meno che dell’eccentrica, terrificante, indomabile Cruella De Vile (per gli amici italiani, Crudelia De Mon), antieroina demoniaca di uno dei più grandi gioielli dell’animazione mai realizzati dall’eterno papà Walt.

Vi ricordate quella donna secca e algida, tutta ossa e sigarette, dalla strana capigliatura multicolore e dall’indole vagamente inquietante? L’universo disneyano trabocca di personaggi simili – basti pensare a Malefica o all’orrenda Medusa di Bianca e Bernie, sorta di alter-ego sostitutivo della nostra sontuosa e bipolare Coco Chanel mancata. Ebbene, a quasi vent’anni di distanza possiamo ben affermare che queste streghe allampanate e geniali abbiamo preso il sopravvento sul grande schermo, riprendendosi il legittimo posto d’onore nell’immaginario comune. Dopo la terribile nemesi di Aurora, incarnata da Angelina Jolie nel celebre Maleficent (2014), è ora il turno dell’ex compagna di scuola della candida e dolce Peggy. Il testimone passa dalla storica Glenn Close ad un’emaciata Emma Stone, qui più esile e nevrotica che mai .

L’operazione svolta dal regista australiano Craig Gillespie (ce lo ricordiamo per i triple axel offertici nel 2017 da Margot Robbie nell’altrettanto saturato I, Tonya) rimane pressoché la medesima: evidentemente allo spettatore medio piace scavare nella psiche dei cosiddetti villains, sperando di trovarci chissà cosa e finendo spesso per tornare a casa con l’amaro in bocca. Costruire un film su una personalità così distorta come quella di Crudelia non è cosa facile, ancora meno se il lungometraggio dall’omonimo nome pretende di rivolgersi ad un pubblico giovanissimo. Quando noi eravamo bambini, non ci interrogavamo sul motivo per il quale gli antagonisti fossero perfidi, nessuno si preoccupava di dare al male una spiegazione logica: la paura, vale a dire quella spiacevole sensazione di impotenza e insieme d’ineluttabilità che ancora oggi siamo in grado di evocare con spaventosa accuratezza, scaturiva proprio dalla totale mancanza di logica e/o di una giustificazione morale all’ingiustizia, alla disonestà, all’inganno.

Per farla breve: Malefica, Crudelia e le altre forse sono cattive semplicemente perché le hanno disegnate così. E invece no: Emma Stone è una povera orfanella dal carattere ribelle, nata e cresciuta ai margini della società. Gaspare e Orazio (qui Joel Fry e un pacioso Paul Walter Hauser) la raccolgono dal ciglio di una fontana. I tre diventano amici e sviluppano un vero e proprio business del furto. Ma Emma continua a sbattere gli occhioni: non è felice, si vede. Vorrebbe fare la stilista, ma non può certo provarci continuando a rubare galline. Così i due compagni di sventura le “regalano” l’opportunità di accedere ad uno stage in un importante negozio d’abbigliamento.

Da qui in avanti, la cinepresa dà il via ad una vera e propria catena dell’assurdo, sembra quasi che la trama si snoccioli improvvisando sui suoi motivi, spingendo la minuta Estrella (la scelta del nome la dice lunga!) a trasformarsi nell’agghiacciante Cruella. Galeotto fu l’incontro con la Baronessa von Hellman (Emma Thompson), sorta di Miranda Priestley con tendenze omicide e tirannica sovrana di una prestigiosissima casa di moda. Inizia così una guerra combattuta a colpi di sfilate, simil-flash mob e taffetà, il tutto sullo sfondo di una swinging London dalle tinte troppo saturate per risultare fosche. Questo bizzarro Emma contro Emma sfocia in un duello all’ultimo sangue, le due fanno a gara per accaparrarsi il titolo di Psicopatica. Improvvisamente ci sembra di avere un déjà-vu: è nella Baronessa, e non nelle irritanti moine della sua rivale, che rivive la spietata e disumana Signora De Mon – la colpa, del resto, non è della Stone, quanto di una sceneggiatura piuttosto incespicante e incongruente, accompagnata da un personaggio meno credibile di quanto non appaia ad un primo assaggio. Ogni tentativo d’introspezione psicologica fallisce. Si vorrebbe poi ribaltare il canone favolistico secondo il quale la madre è sempre buona e la matrigna è sempre cattiva, ma il risultato lascia perplessi. Certo, salviamo le atmosfere gotiche, la straordinaria stravaganza dei costumi, le continue strizzatine d’occhio all’originale Disney: ma la prossima volta, per favore, portateci la Crudelia originale e non la sua copia sbiadita.


Cast & Credits

Crudelia – Regia: Craig Gillespie; sceneggiatura: Dana Fox, Tony McNamara, Aline Brosh McKenna, Kelly Marcel, Steve Zissis; fotografia: Nicolas Karakatsanis; montaggio: Tatiana S. Riegel; interpreti: Emma Stone (Estella / Cruella de Vil), Emma Thompson (Baronessa von Hellman), Joel Fry (Jasper Badun), Paul Walter Hauser (Horace Badun), Emily Beecham (Catherine Miller), Mark Strong (John), Kirby Howell-Baptiste (Anita Darling); produzione: Walt Disney Pictures, Gunn Films, Marc Platt Productions; origine: USA 2021; durata: 134’; distribuzione: Walt Disney.

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