Forest – I See You Everywhere

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Quel che veniamo a sapere dell’Ungheria sul piano politico, soprattutto negli ultimi anni, ci piace poco, ma i film ungheresi, almeno quelli che capita di vedere alla Berlinale, raramente tradiscono. Quattro anni fa Ildikó Enyedi, che al pari di molti ex vincitori dell’Orso d’Oro oggi siede in Giuria, ottenne il massimo riconoscimento con Corpo e anima , tre anni fa vedemmo nella sezione “Panorama” un eccellente film intitolato Genesis . Quest’anno la Berlinale ridotta (solo 15 film a fronte di più di 20, solitamente) di film ungheresi ne presenta addirittura due in concorso. Il primo, visto ieri non ci ha entusiasmato almeno a noi personalmente. Il titolo internazionale è Natural Light , il regista si chiama Dénes Nagy ed è un tetro period film, ambientato durante la seconda guerra mondiale in una foresta fra le truppe ungheresi conniventi dei nazisti, a caccia di contadini filosovietici, di spie e di ribelli. Succede poco in questo film, la luce naturale, di cui si parla nel titolo, che è in larga prevalenza luce notturna, crea un’atmosfera opprimente nella quale si fa fatica anche minimamente a immedesimarsi. Qualcun altro lo recensirà.

L’altro film ungherese è, invece, all’altezza delle aspettative; d’altra parte ne è autore l’unico regista che dai tempi di Miklós Jancsó (1921-2014), Márta Mészáros (1931), István Szabó (1938) e Béla Tarr (1955) abbia avuto l’onore di una piccola retrospettiva in Italia, si chiama Benedek (detto Bence) Fliegauf, è nato nel 1974 e la retrospettiva si tenne a Lucca nel 2013. Allo stato attuale risultano quindici film girati da Fliegauf, fra cui sei cortometraggi, l’ultimo dei quali risalente al 2012 all’interno di un film collettivo intitolato Ungheria 2011 (Magyaroszág 2011), un film di aperta resistenza a Orbán.

Sempre al 2012 risale il primo e fin qui unico film di Fliegauf che avevamo visto alla Berlinale, il titolo internazionale era Just the Wind, era la storia, basata su un fatto realmente avvenuto, della giornata di una famiglia Rom, al termine della quale tutti i membri sarebbero stati trucidati da un gruppo di fascisti. Il film era notevolissimo e non a caso vinse a Berlino il gran premio della Giuria. Dopo Just the Wind Fliegauf – che negli anni 2000 era stato invece particolarmente attivo – ha girato poco, ha diretto soltanto un altro film, che non conosciamo, Lily Lane, passato anch’esso a Berlino, ma “retrocesso” nella sezione Forum. Dopo di allora il film di oggi, il cui titolo internazionale suona Forest – I See You Everywhere .

Nella biografia di Fliegauf si leggono due cose interessanti: la prima è che non venne ammesso alla scuola di cinema di Budapest non già perché non lo si riteneva degno ma perché, così disse il regista e professore Péter Gothár, non aveva nulla da imparare; la seconda è che Fliegauf voleva in origine fare lo scrittore. Diciamo che la prima cosa, guardando questo film, la si capisce, per carità, ma sul piano squisitamente cinematografico siamo di fronte a un’opera abbastanza pauperistica, fatto tutta con la camera a mano, panoramiche a schiaffo, grandi primi piani, non tantissima luce, dintorni di Dogma95, giusto per intenderci. Quanto alla seconda informazione, beh, qui ci siamo proprio, perché Forest – I See You Everywhere è dal punto di vista squisitamente testuale tanta roba, ovvero sette minuscoli atti unici o monodrammi che dir si voglia, scritti benissimo e incentrati su questioni in larga prevalenza familiari, psicologiche ma anche su questioni più profonde come il senso della vita, la morte, la religione, con dialoghi talora davvero mozzafiato.

Non staremo a snocciolare i contenuti di questi sette monodrammi, speriamo che ci sia modo di vederlo un po’ in giro, anche se l’Italia è stata uno dei pochi paesi dove Just the Wind non è arrivato, nemmeno a un festival. Ci limitiamo a ricordare che questo è il sequel di un film simile del 2003, a suo tempo girato con attori dilettanti, amici e colleghi dello stesso Fliegauf, quel film si chiamava semplicemente Rengeteg , ovvero Forest . Non lo abbiamo visto. Quello di oggi è interpretato da attori di notevolissimo livello. Quanto al titolo, non sapremmo proprio.


Forest – I See You Everywhere Regia: Bence Fliegauf; sceneggiatura: Bence Fliegauf; fotografia: Mátyás Gyuricza, Ákos Nyoszoli; montaggio:Terence Gábor Gelencsér; interpreti: Juli Jakab, Lázló Cziffer, Lilla Kizlinger, Zsolt Végh, István Lénárt, Eszter Balla, Natasa Kovalik; produzione: Fraktál Film, Budapest, M&M Film, Budapest; origine: Ungheria 2020; durata: 112’.

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