Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Gentle Monster di Marie Kreutzer (Concorso)

Gentle Monster – voto **(*) – Troppa musica e poca sostanza in un film dove l’austriaca Marie Kreutzer non sembra averci saputo veramente spiegare ciò di cui voleva raccontare, una caso casalingo di pedofilia.  

Parlando del suo nuovo film presentato a Cannes Gentle Monster  la regista austriaca Marie Kreutzer si aspetta, dopo la visione, pareri contrastanti e un’accesa discussione da parte di critica e pubblico. E non potrebbe essere diversamente visto il delicato tema di cui tratta: la pedofilia. Basti pensare alle critiche e alle dure accuse postume seguite all’uscita del film Sparta (2022) di Ulrich Seidel. Coincidenza vuole, che ad interessarsi nel giro di pochi anni ad un tema così complesso e ancora tabuizzato siano due registi austriaci.

L’idea di partenza, racconta ancora la regista, è nata da una notizia letta sui giornali su un’indagine partita dalla polizia tedesca su una vasta rete di pedofili che scambiavano materiale pornografico online in Germania. Ma probabilmente anche il processo che ha visto indagato per possesso di materiali pedofili l’attore del film precedente della Kreutzer dal titolo Corsage/Il corsetto dell’imperatrice (2022) ha ovviamente inciso sulla decisione di proseguire nel progetto.

Le premesse di Kreutzer sono quindi rispetto al suo collega  Seidel di diversa natura. La sua vuole essere una critica più generale allo sguardo maschile che, parole sue, pesa sulla nostra società, di modo che il patriarcato ci modella un po’ tutti. E il suo film non è e non vuole essere un attacco all’uomo, ma alla società più in generale.

Ma veniamo alla trama di Gentle Monster: Lucy (Léa Seydoux) e Philip (Laurence Rupp) sono una felice coppia con figlio appena trasferitasi nei dintorni di Monaco di Baviera. Lucy è una pianista francese di successo che ha deciso, dopo il burn-out del marito ancora sofferente di attacchi di panico, di rallentare la carriera per amore. Con la sua musica smantella brani famosi di musica pop, ne decompone i testi e la musica, scritti da cantanti pop maschili e li riscrive a modo suo. Quindi, contro il parere della madre Eloise (Catherine Deneuve), anch’essa pianista di successo, che le rinfaccia che la cosa peggiore per la carriera, dopo un figlio, è andare in periferia, la coppia si trasferisce in una grande casa in campagna. Ma la serena e idilliaca quotidianità che sembrano aver finalmente trovato, viene interrotta un mattino dall’irrompere in casa della polizia. E non si tratta di poco: la squadra speciale guidata dalla poliziotta Elsa (Jella Haase) indaga su una rete di pedofili online. Ecco che i computer ed il cellulare di Philip vengono sequestrati e per Lucy inizia un periodo di grande incertezza, indecisa fra il credere all’innocenza del marito, che le assicura d’aver agito per soldi, l’evenienza di aver vissuto senza saperlo con un mostro, ed inoltre il dubbio che anche il figlio sia stato coinvolto.

Gentle Monster
      Léa Seydoux e Laurence Rupp

Come dicevamo la regista vorrebbe con il suo film non solo parlare di devianze sessuali, ma di una questione di potere. Se da una parte infatti troviamo Lucy a fronteggiare paure e sensi di colpa, contemporaneamente la poliziotta Elsa è alle prese con un padre malato di Alzheimer, che però ad ogni occasione aggredisce sessualmente la propria badante. Un aggressore per giunta appassionato lettore de La signorina Else dello scrittore austriaco Arthur Schnitzler, breve romanzo che guarda caso parla di desiderio sessuale, di potere e di sottomissione.

Da un punto di vista formale Gentle Monster utilizza spesso sovraesposizioni per i cambi sequenza, Jump Cut improvvisi che lasciano lo spettatore in sospeso, in un montaggio che alterna situazioni più che seguire un vero e proprio filo conduttore. Allo stesso modo si perdono per strada i personaggi di Philip ed Elsa che pure Kreutzer sembrava voler approfondire, mentre si concentra sulla figura di Lucy che durante una festa di matrimonio si ritrova nell’imbarazzante situazione di dover sedere accanto al marito indagato all’insaputa di tutti. E mentre la musica pop (qui non poteva mancare la canzone A Groovy Kind of Love di Phil Collins), de-costruita, riempie gli spazi e le immagini del giardino, del trampolino e della casa ormai deserti ci chiediamo infine se oltre alle premesse di partenza Marie Kreutzer abbia veramente saputo spiegarci ciò di cui voleva raccontare.


Gentle Monster  – Regia e sceneggiatura: Marie Kreutzer; fotografia: Judith Kaufmann; montaggio: Ulrike Kofler; musica: Camille; scenografia: Myrna Wolff (Costumi di Monika Buttinger); interpreti: Léa Seydoux, Catherine Deneuve, Jella Haase, Laurence Rupp, Sylvester Groth, Katharina Lorenz, Regina Fritsch, Anton Rubtsov; produzione: Film AG, Komplizen Film, Kazak Productions e IPR.VC; origine: Austria/Germania/Francia/Finlandia, 2026; durata: 114 minuti; distribuzione: BiM.

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