Il concorso (Misbehaviour)

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In mezzo a una valanga di film che mantengono – non si capisce perché – il titolo originale, la BIM distribuzione ha deciso di commercializzare Misbehaviour traducendolo con Il concorso, laddove per una volta il mantenimento del titolo originale avrebbe permesso a chi mastica anche un minimo di inglese di capire che l’originale si reggeva sul gioco di parole fra “comportamento sbagliato” e un omofonico “comportamento della miss”.

In Italia il film arriva quasi fuori tempo massimo, se si pensa che il casting risale al 2018 e le riprese ai primi mesi del 2019. In Inghilterra, paese che lo ha prodotto e dove è ambientato, il film ha avuto brevi passaggi agli inizi dell’era Covid, per poi essere distribuito su varie piattaforme e in DVD. E adesso, alla riapertura delle sale, si è pensato di ripresentarlo, scelta, in definitiva, condivisibile, perché il film si lascia guardare volentieri, perché il plot funziona, è ben recitato e presenta una gamma di personaggi abbastanza ampia.

Si tratta dell’ennesimo film storico (inglese) prodotto in questi anni che ricorda un po’ (in peggio) I Love Radio Rock ( 2009, https://www.closeup-archivio.it/i-love-radio-rock) di Richard Curtis non foss’altro perché fra i protagonisti troviamo l’impagabile Rhys Ifans, nella parte di Eric Morley, organizzatore a Londra dell’edizione 1970 del contest di Miss Mondo. Peccato per lui e per chi lo affianca che l’edizione venga a collocarsi in un periodo di grandi turbolenze politico-sociali, fra le quali spicca da un lato il nascente movimento femminista londinese che coglie appieno l’occasione di dare visibilità mediatica alle proprie istanze, provando a boicottare la gara e la serata di gala e dall’altro il movimento anti-apartheid in Sud Africa, talché Morley viene di fatto costretto ad affiancare alla rappresentante della minoranza bianca anche una esponente della maggioranza nera. Fra le aspiranti miss il film si concentra in modo particolare su cinque ragazze: la favorita di origine svedese Marjorie Johannson, quindi Pearl Jansen, Miss Africa South ovvero l’esponente nera (quella bianca si chiama invece Miss South Africa!) Jennifer Hosten, alias Miss Grenada (paese per la prima volta rappresentato in questo contesto e in questo contest), l’esponente inglese e quella americana, che stanno però un passo indietro quanto a presenza nel plot. E poi c’è il tentativo riuscito dell’organizzatore di ingaggiare Bob Hope come star e conduttore della serata, non certo un campione di etica, di coraggio e di fedeltà, l’empatia dello spettatore non ne farà un suo beniamino.

La regista  Philippa Lowthorpe (alle spalle tanta TV, fra cui spicca una stagione di The Crown) è brava ad alternare i vari fili della trama: le relazioni all’interno del gruppo femminista, con un focus particolare sulla protagonista Sally (interpretata da un’ottima Keira Knightley), su i suoi rapporti familiari (con la figlia preadolescente, paradossalmente elettrizzata dal concorso, con la madre scettica sull’improvvisa svolta femminista della figlia, col compagno), sulle sue ambizioni accademiche (ragazza madre si è rimessa a studiare); le relazioni all’interno del gruppo delle concorrenti, rendendo assai più interessanti le loro interazioni rispetto alla curiosità su chi alla fine vincerà; i due sordidi personaggi maschili (Morley e Hope) – il tutto in un mondo che parrebbe giunto a una sacrosanta svolta epocale, anche se, a distanza di cinquant’anni, sappiamo che  molto ma non tutto è cambiato a questo riguardo.

Misbehaviour si chiude con il classico, ormai troppo classico, procedimento di autentificazione in cui i personaggi guardano in macchina e la loro immagine trascolora nella fotografia delle persone reali a cui essi si ispirano, ormai invecchiati/e con l’indicazione di cosa, da allora, esse/i siano diventate/i.


Cast and Credits

Il concorso (Misbehaviour) – Regia: Philippa Lowthorpe; Sceneggiatura: Rebecca Frayn, Gaby Chiappe; Fotografia: Zac Nicholson; Montaggio: Una Ni Dhonghaile; Interpreti: Keira Knightley (Sally Alexander), Gugu Mbatha Raw (Jennifer Hosten), Jessie Buckley (Jo Robinson), Keeley Hawes (Julia Morley), Rhys Ifans (Eric Morley), Greg Kinnear (Bob Hope), Lesley Manville (Dolores Hope); Produzione: Left Bank Pictures, Pathé, BBC Films, Ingenious Media, BFI; origine: Gran Bretagna; durata: 106′; distribuzione: BIM.

 

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