Red Rose di Henry Blake, Lisa Siwe e Ramón Salazar

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Dai produttori della riuscitissima Sex Education, sbarca ora sempre su Netflix una serie horror nuova di zecca confezionata su misura per un target di giovani e giovanissimi, Red Rose.
Le insidie tecnologiche e i pericoli nascosti del web hanno da sempre rappresentato un terreno fertile per gli intrecci teen  inquietanti e terrificanti: da Unfriended (Levan Gabriadze, 2014) a Friend request: la morte ha il tuo profilo (Simon Verhoeven, 2016) fino al recente M3GAN (Gerard Johnstone, 2023), la “bellissima”  bambola dall’intelligenza artificiale  progettata per essere una fedele amica dei più piccoli, l’universo tecnologico ha spesso interpretato il ruolo del nemico da combattere, misterioso e inquietante perché sconosciuto, o meglio, non conosciuto fino in fondo.
Il male, negli horror più recenti a sfondo tecnologico,  ha quindi contorni indefiniti e sfumati e il suo virus potente quanto malefico infetta e mira a colpire gli individui più insicuri e meno strutturati, come Rochelle, una ragazza di appena sedici anni che vive in un disagio economico e sociale con il papà e le due sorelline.
L’app al centro di questa riuscitissima serie ha un nome affascinante, Red Rose, e promette di realizzare in poco tempo i desideri e i sogni degli adolescenti che cadono nella sua rete.
Al centro di questa storia non particolarmente spaventosa ma accattivante dal punto di vista dello sviluppo narrativo, c’è  un gruppo di amici  che abitano nei dintorni di Manchester. Tra i sei ragazzi, molto affiatati,  le due migliori amiche Rochelle (Isis Hainsworth) e Wren (Amelia Clarkson), vivono una situazione piuttosto complicata : la prima ha da poco perso la madre, che si è tolta la vita lasciando un vuoto incolmabile  e la seconda ha un padre ex carcerato con cui sta tentando di ricostruire – tra ostacoli e mille difficoltà – uno straccio di rapporto.
 Rochelle,  incuriosita e sconfortata dal momento di difficoltà, scarica la misteriosa applicazione, dando avvio alla terribile spirale che coinvolgerà tutta la sua cerchia di amici, dal primo all’ultimo. Inizialmente, Red Rose sembra una magica rivelazione e le fa ottenere piccoli successi e una nuova “notorietà” all’interno del suo amato gruppo di amici.
Poi, con il trascorrere dei giorni, l’ app rivelerà il suo lato inquietante e nascosto, minando ogni sua certezza personale, intima  e relazionale.
La serie, ben strutturata e con un inaspettato colpo di scena nel corso delle puntate iniziali, trae la sua forza non tanto dall’atmosfera, che risulta misteriosa ed inquietante anche se  non proprio spaventosa, ma dall’innato carisma dei suoi protagonisti e dalla capacità di fare breccia su un pubblico di giovani e  giovanissimi, grazie alle riuscitissime dinamiche adolescenziali, dipinte con grande realismo e autenticità.
Le due protagoniste in particolare, sono ragazze “normali”, non particolarmente belle, affascinanti o fortunate e giocano il ruolo delle amiche tanto vicine quanto in perenne conflitto.
Rochelle e Wren, infatti, sono il tipico duo di amiche/sorelle che si amano e a tratti si detestano, sottolineando con i loro  eccessi, gli umori tipici dell’età adolescenziale.
Amelia Clarkson, in particolare, capace di crescere una puntata dopo l’altra, mostra i mille volti della paura che si esprime in un tormento giovanile  pieno di sfumature, fatto di eccitazione, terrore, inquietudine, insicurezza.
Inoltre, anche gli interpreti secondari, pieni di contrasti interessanti e costruiti tutti con grande efficacia, risultano veri e molto lontani da una caratterizzazione fasulla, artefatta oppure “pomposa”.
Dalla caratterizzazione dettagliata dei personaggi, al ritmo di ansia che cresce un episodio dopo l’altro, fino all’utilizzo della colonna sonora, un’azzeccata reinterpretazione di successi anni 90, come Barbie Girl, Rhythm Is a Dancer, Blue (Da Ba Dee),  la serie creata da Michael e Paul Clarkson funziona molto bene, appassiona il pubblico e risulta piuttosto coinvolgente.
Attendiamo ansiosamente la seconda serie, sperando possa regalare al suo pubblico anche qualche brivido in più.
In onda su Netflix

Red Rose  showrunnerMichael e Paul Clarkson; regiaRamón Salazar (episodi: 1-2), Henry Blake (episodi: 3-5), Lisa Siwe (episodi: 6-8); fotografia: Matthias Pilz, Ricardo de Gracia; musica: Jessica Jones, Tim Morrish;  interpreti Amelia Clarkson, Isis Hainsworth, Natalie Blair, Ellis Howard, Ellis Howard, Ali Khan, Ashna Rabheru, Adam Nagaitis, Natalie Gavin, Samuel Anderson, Harry Redding, Hannah Griffiths, Silvie Furneaux, Ruaridh Mollicaproduzione: Eleven Film, eOne; paese: Gran Bretagna, 2022; numero episodi: 8; durata: 45 minuti.

 

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