Una di Famiglia – The Housemaid di Paul Feig

La scelta è spiritosa: prendere l’attore statunitense Brandon Sklenar, noto ai più come il fascinoso eroe di guerra e cacciatore di leoni Spencer Dutton della serie tv western 1923, e fargli fare l’ambiguo/soave milionario Andrew Winchester nel film Una di famiglia, che arriva nelle sale il 1° di gennaio con 01 Distribution. Trattandosi di thrilling con coloriture vagamente horror, bisogna mettere nel conto parecchie sorprese, anche spiazzanti rovesciamenti di ruoli, in questa divertente storia di sapore femminista, sto schematizzando, tratta dal romanzo The Housemaid di Freida McFadden, la quale compare anche come produttrice insieme alle due star in cartellone.

Il cinema di suspense è pieno di domestiche e governanti che trovano lavoro presso famiglie benestanti, quasi sempre nel New England, senza dire tutta la verità prima di essere assunte. Anche Millie Calloway nasconde qualcosa nell’incontrare la ricca Nina Winchester nella magione sontuosa, “disegnata” dal marito Andrew, dove tutto deve essere perfetto. La giovane donna ha assolutamente bisogno di essere presa, perché da qualche tempo non ha fissa dimora, dorme nella sua auto sbidonata, indossa occhiali finti per sembrare più professionale. Soprattutto non dice, lo sapremo quasi subito, che è stata dieci anni in prigione per «uno sbaglio di gioventù» (qualcosa di più in realtà). Ma anche Nina, madre di una ragazzina petulante e moglie di quell’uomo ossessionato dalla ricrescita dei capelli non ritoccata dalla parrucchiera, nasconde qualcosa di molto serio: una psicosi acuta e aggressiva tenuta malamente sotto controllo grazie alle pillole.

Insomma, avete capito: Millie ottiene il posto nel villone e subito dopo comincia ad essere tartassata dalla padrona, con scenate furenti apparentemente senza motivo. A far da paciere pensa il fusto Andrew, idolatrato da tutte le facoltose comari della locale “high society” per il fisico scultoreo, i modi eleganti e il sorriso smaltato. Ma qualcosa non torna in tutto quel ménage, e presto Millie, lusingata dalle attenzioni che comincia a ricevere dall’uomo, con tanto di invito a teatro e poi cena nascosto alla consorte parecchio su di giri, se ne renderà conto.

   Sydney Sweeney e Amanda Seyfried (nello specchio)

Una di famiglia manipola allegramente con tutti gli stereotipi del genere, rovesciandone alcuni resi popolari da La mano sulla culla (1992) con Rebecca De Mornay, in un crescendo di perfidia e crudeltà che fa dimenticare allo spettatore la lunghezza forse eccessiva del tutto, circa 130 minuti. Il regista americano Paul Feig, 63 anni, nutre la vicenda di osservazioni sociologiche non banali, fornendo qualche indizio allo spettatore sin dalle prime scene, ma poi lasciando che i percorsi dei tre personaggi s’intreccino e si distacchino. Tra l’omaggio sornione a Barry Lyndon di Kubrick e le languide note country di Blue Bayou di Patsy Cline, il film precisa un po’ alla volta lo spirito di fondo, piuttosto acre e misandrico, in un crescendo destinato a forgiare un’inedita alleanza grazie all’intrecciarsi degli eventi e delle vendette.

Naturalmente non bisogna prendere troppo sul serio l’arzigogolata vicenda, per spiegare la quale la sceneggiatura adotta pure un lungo flashback in sottofinale; consiglio di stare al macabro scherzo, specialmente le donne si daranno di gomito, apprezzando la prova di tutti gli interpreti: Sydney Sweeney è l’impavida cameriera proletaria dal polposo seno sempre bene in vista, Amanda Seyfried la sofisticata riccona forse non così squilibrata, il già citato Brandon Sklenar il marito impeccabile, vittima dell’algida madre-tigre incarnata dalla ben ritrovata Elizabeth Perkins (compare giovane in uno spezzone).

Poi ci sarebbe Enzo, il giardiniere italiano dallo sguardo torvo, che ha il fisicaccio di Michele Morrone, noto anche da queste parti per aver scatenato qualche mese fa una polemichetta contro il cinema italiano, accusandolo di essere «un circoletto chiuso e autoreferenziale».

In sala dal 1 gennaio 2026.


Una di famiglia – The Housemaid  (The Housemaid) – Regia: Paul Feig; sceneggiatura: Rebecca Sonnenshine; fotografia: John Schwartzman; montaggio: Brent White; musiche: Theodore Shapiro; interpreti: Sydney Sweeney, Brandon Sklenar, Amanda Seyfried, Michele Morrone, Megan Ferguson, Ellen Tamaki, Indiana Elle, Maury Ginsberg, Brian D. Cohen, Don DiPetta; produzione:     Todd Lieberman, Laura Fischer, Paul Feig per Hidden Pictures, Pretty Dangerous Pictures; origine: Usa, 2025; durata: 131 minuti; distribuzione: 01 Distribution.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *