
Rino Gaetano sempre più blu il docu-film di Giorgio Verdelli rende omaggio ad uno dei cantautori emblematici della musica italiana in occasione della 20° edizione de La Festa del Cinema. Il regista si è già cimentato in passato su lavori musicali: Il Tempo Resterà su Pino Daniele, Enzo Jannacci -Vengo anch’io, Via Con Me su Paolo Conte o Io tu noi, Lucio su Battisti.
In questo caso, Verdelli ricorda Rino ripercorrendo i suoi momenti musicali più significativi: Aida, Gianna, Berta Filava. Fin dall’inizio, si sottolinea la capacità di Gaetano di trattare tematiche impegnative ma con un modo di fare scanzonato, realmente rivoluzionario da questo punto di vista. Lo ricordiamo infatti per le sue apparizioni al pubblico con il cappello a cilindro e le scarpe da tennis, trasformando ogni esibizione in un vero e proprio show, tra ring, cartelloni e tavolini con donne. Intrattenimento, poesia e ironia sono le parole chiave della sua musicalità.
Molti sono gli intervistati che intervengono per restituire un ritratto personale e autentico del cantautore, tra cui Ernesto Bassignano, Lucio Corsi, Riccardo Cocciante. Tra gli intervistati spicca anche Claudio Santamaria, che ha interpretato proprio il cantante all’interno della miniserie televisiva, Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu diretta da Marco Turco e andata in onda per la prima volta, nel 2007. Proprio Santamaria lo definisce un “Bob Dylan perso sulla Salerno-Reggio Calabria”.
La bellezza del documentario risiede nella presenza di lunghi spezzoni musicali con cui si invita quasi il pubblico a canticchiare, sicuramente nella propria testa, i successi del cantante. È una grande festa, a cui si chiede implicitamente di partecipare. E tra una canzone e l’altra, il regista ricostruisce la carriera di Rino, che viene descritto come un rocker o meglio ancora un punk dei suoi anni. Il rock non è fatto dalla presenza di chitarroni, ma è per lo più un modo di approcciarsi alla musica. Rino, sfruttando solo 3 note è sempre stato in grado di creare dei sound che entrano nella testa: tecnicamente si definiscono ganci. E questa è un’abilità che un cantautore possiede nel DNA.
Si ripercorrono poi gli inizi nel Folkstudio, locale storico della capitale e agglomerato di talenti dell’epoca. È poi presente l’esibizione a Sanremo del 1978 con il celebre pezzo “Gianna” suonata con l’ukulele, con cui si aggiudicò il terzo posto.
Il regista ha inserito, inoltre, le due interviste emblematiche, con Maurizio Costanzo e con Pippo Baudo. Maurizio gli fa trovare in studio Susanna Agnelli, mettendolo estremamente in difficoltà. Era l’anno del successo di Nuntereggae più e vediamo un Rino sempre estremamente garbato: è il ritratto dell’Italia dell’epoca, di quel sistema che intendeva minare l’artista. Non mancano poi testimonianze più “tecniche” con cui il regista rivela la genesi dei grandi successi.
In molte canzoni poi, traspare la sensibilità dell’artista nei confronti degli ultimi, gli esclusi, gli emarginati: temi molto cari a Rino. Ricordiamo ad esempio Escluso Il Cane, risalente già al 1977, tratto dall’album Aida.
Nel docufilm appare anche Alessandro Gaetano, il nipote di Rino, che s’impegna oggigiorno a diffondere la sua musica e far rivivere così un artista che ci ha abbandonato troppo presto, per via di quell’incidente in Via Nomentana che fece gran parlare i giornali dell’epoca.
Il film è un tributo al suo stile surreale e geniale, che servendosi di motivi musicali, di giochi di parole e di uno stile anche visivo tutto suo si è rifatto ai poemi di Majakovskij, celebrando l’amore e trattando tematiche di carattere politico-sociale. Ne vien fuori un ritratto candido e profondo, che tuttora infiamma l’animo dei più giovani. Perché è impossibile non volergli bene.
Il docufilm sarà nelle sale italiane il 24, 25 e 26 novembre.
Rino Gaetano sempre più blu. Regia: Giorgio Verdelli; sceneggiatura: Luca Rea e Giorgio Verdelli; fotografia: Alessandro Lazzi; montaggio: Vitaliano Murdocco; interpreti: Anna Gaetano, Alessandro Gaetano, Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Ernesto Bassignano, Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere,Giordana Angi; produzione: Sudovest Produzioni, Indigo Film; origine: Italia, 2025; durata: 90 minuti; distribuzione: Medusa.
