Tutti a parte mio marito di Caroline Vignal

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Iris è una dentista quarantenne madre di due figlie adolescenti, sposata con un uomo di bell’aspetto (Vincent Elbaz), molto preso dal lavoro, che la trascura sessualmente. La donna si confessa con un’amica mentre sono in fila al colloquio con i professori: l’amica si allontana un attimo e un’altra madre che ha ascoltato la conversazione si avvicina a Iris e le consiglia di farsi un amante consultando una applicazione online. Iris scopre così il mondo del sesso facile.

 

Tutti a parte mio marito è una commedia leggera che ruota interamente sulla bravura della protagonista Laure Calamy, attualmente una delle attrici francesi più in voga (la ricordiamo nel ruolo della segretaria sexy nella serialità Chiami il mio agente!, madre impegnata in À plein temps, di Éric Gravel, 2021, che le ha valso il premio Orizzonti come migliore attrice protagonista alla Mostra cinematografica di Venezia, assillante e comica innamorata in Io, lui, lei e l’asino, 2020, regia della stessa Caroline Vignal, subdola manipolatrice in Un vizio di famiglia, 2022, regia di Sébastien Marnier).

Con disinvoltura e senza sensi di colpa Iris vola di letto in letto, di piacere in piacere, riscoprendo se stessa e la gioia di vivere: a tavola, una domenica durante un pranzo familiare con amici, ha un diverbio con la figlia maggiore riguardo allo studio e al tempo che potrebbe spendere a mettersi in gioco con l’altro sesso, come sarebbe bello se sfruttasse la sua gioventù per esplorare invece di stare tutto il tempo con la testa china sui libri. Risultato: marito e figlie infuriate con lei per la sua sincerità. Le avventure amorose di Iris sono tutte a lieto fine, qualcuna offre materia di studio alla donna, qualcun’altra è meno stimolante ma nel totale la conducono verso una riconciliazione col marito che non ha subodorato nulla.

Lo stile di regia ha una mano delicata, riecheggia a tratti Jacques Demy, viaggia tra realismo e musical, tra onirico, ludico e immaginato, con una sceneggiatura lieve senza picchi o sorprese imprevedibili. Tripartito dalle letture serali della protagonista a letto: all’inizio Iris ha tra le mani La donna gelata del premio Nobel Annie Ernaux; a metà legge prima di dormire Donna desiderata, donna desiderante di Daniele Flaumenbaum, saggio sul rapporto delle donne col sesso; alla fine approfondisce la questione con Reinventare l’amore di Mona Chollet, avendo ormai scelto di recuperare il suo matrimonio. Il ruolo più comico spetta alla segretaria (Suzanne De Baecque) dello studio dentistico di Iris alle prese con gli spostamenti degli appuntamenti medici in base a quelli amorosi della app online.

Molto attuale nel dibattito sul femminile, il film vuole, senza appesantire, dare voce a una donna che, con coraggio innesca un cambiamento cruciale nella sua vita facendo tornare una pace familiare perduta e un pieno senso di sé come donna.

In sala dal 21 dicembre 2023


Tutti a parte mio marito  (Iris et les hommes) – Regia: Caroline Vignal; sceneggiatura: Noémie de Lapparent, Caroline Vignal; fotografia: Martin Roux; montaggio: Annette Dutertre; musica: Benjamin Esdraffo; interpreti: Laure Calamy, Vincent Elbaz, Suzanne De Baecque, Sylvain Katan, Laurent Poitrenaux, Ismaël Sy Savané; produzione: Chapka Films, La Filmerie; origine: Francia, 2023; durata: 104’; distribuzione: I Wonder Pictures.

 

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