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	<title>Cinzia Cattin &#8211; Close-up</title>
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	<description>Storie della visione</description>
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	<title>Cinzia Cattin &#8211; Close-up</title>
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		<title>Tra amore e inganni di Kat Coiro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra amore e inganni. Voto** &#8211; Una commedia molto romantica e abbastanza prevedibile pensata in America ma girata nel cuore dell’Italia. Una cartolina d’invito a prender parte alla dolce vita&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftra-amore-e-inganni-di-kat-coiro%2F&amp;linkname=Tra%20amore%20e%20inganni%20di%20Kat%20Coiro" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftra-amore-e-inganni-di-kat-coiro%2F&amp;linkname=Tra%20amore%20e%20inganni%20di%20Kat%20Coiro" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftra-amore-e-inganni-di-kat-coiro%2F&amp;linkname=Tra%20amore%20e%20inganni%20di%20Kat%20Coiro" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftra-amore-e-inganni-di-kat-coiro%2F&amp;linkname=Tra%20amore%20e%20inganni%20di%20Kat%20Coiro" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftra-amore-e-inganni-di-kat-coiro%2F&#038;title=Tra%20amore%20e%20inganni%20di%20Kat%20Coiro" data-a2a-url="https://close-up.info/tra-amore-e-inganni-di-kat-coiro/" data-a2a-title="Tra amore e inganni di Kat Coiro"></a></p><p><strong><em>Tra amore e inganni. </em>Voto** &#8211; U</strong><strong>na commedia molto romantica e abbastanza prevedibile pensata in America ma girata nel cuore dell’Italia. Una cartolina d’invito a prender parte alla dolce vita toscana.  </strong></p>
<p><iframe title="Tra Amore e Inganni - Trailer Ufficiale (Universal Pictures) - HD" src="https://www.youtube.com/embed/L7KckOxcWRo" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p>Per la regista, attrice e sceneggiatrice americana <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kat_Coiro" target="_blank" rel="noopener"><strong>Kat Coiro</strong></a> (<strong><em>She-Hulk: Attorney at Law</em></strong>, <strong><em>Marry Me – Sposami</em></strong>) di lontane discendenze italiane e con già parecchi successi di pubblico alle spalle fra serie televisive e alcuni lavori per il cinema, <strong><em>Tra amori e inganni</em></strong> è il secondo film ambientato in Italia dopo <strong><em>And While We Were Here</em></strong> (2012) girato fra Napoli e Ischia. A differenza di quest’ultimo, dove nonostante la romantica storia d’amore si limitava ad avvicinarsi con pacato realismo alle bellezze italiane, nel nuovo film si lascia andare ad una presentazione molto patinata del Bel Paese che equivale più alla pubblicità di un prodotto <em>Made in Italy</em> da piazzare sul mercato d’oltre oceano, e che immaginiamo pensato quindi, se non esclusivamente per un’audience americana, almeno internazionale. Eppure, grazie alla buona interpretazione delle voci italiane che regalano un tocco più spigliato al sonoro originale, la versione per l’Italia si rivela, per gli amanti del genere romantico, di discreto, per quanto prevedibile, intrattenimento.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright wp-image-52032 " src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca4-300x169.jpg" alt="Tra amore e inganni " width="280" height="158" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca4-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca4-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca4-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca4.jpg 1200w" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" /></p>
<p>Brianna, che si fa chiamare Anna (interpretata da una poco energica <strong>Halle Bailey</strong>, attrice scoperta dal regista<strong> Rob Marshall</strong> e conosciuta per il suo ruolo protagonista in<a href="https://close-up.info/la-sirenetta-di-rob-marshall/"><strong><em> La sirenetta</em> </strong></a>del 2023), aspirante cuoca e dogsitter di lusso newyorkese, viene beccata dalla sua ricca datrice di lavoro, letteralmente nei panni – inclusa biancheria intima e cagnolino da compagnia in braccio – di quest’ultima, a fingere una vita non sua. Licenziata su due piedi e rimasta senza un posto dove dormire, Anna si reca nell’hotel dove lavora la sua amica Claire (<strong>Aziza Scott</strong>) per cercare consiglio e un letto dove dormire. Al bar dell’hotel trova invece Matteo (<strong>Lorenzo de Moor</strong>), giovane proprietario toscano in cerca di indipendenza dalla famiglia d’origine, ma con tanto di villa e Maserati lasciate ‘abbandonate’ fra le dolci colline toscane, con il quale passa l’intera nottata e che la sprona ad un viaggio spontaneo nel Bel Paese. La ragazza non ci pensa poi molto e parte per il viaggio dei suoi sogni, che doveva realizzare con la madre prima della morte per malattia di questa. Arrivata al pittoresco paesino toscano si ritrova ad occupare non solo la villa deserta, ma anche il cuore del cugino-fratello di Matteo, Michael (interpretato dall’attore <strong>Régé-Jean Page</strong> diventato popolare grazie alla serie di<strong> <em>Bridgerton</em></strong>), nientemeno che l’erede della vigna di famiglia ed &#8220;esperto&#8221; enologo. Infine, accolta dall’intera famiglia la ragazza si ritrova ad aiutare nella cucina del ristorante e con grande soddisfazione personale salva la festa a tutti. Nell&#8217;immancabile lieto fine, la moderna Sirenetta <strong>Halle Bailey</strong>, spiaggiata però in Toscana, non poteva non rivelarsi come per magia una grande cuoca, e realizzare con l’<em>Italianna</em>, da una ricetta segreta <em>Made in Usa</em> della mamma di Anna, un appetitoso piatto toscano e far furore fra i clienti del ristorante con la migliore e più originale delle creazioni culinarie.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-52033 size-medium aligncenter" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca1-300x158.jpg" alt="Tra amore e inganni " width="300" height="158" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca1-300x158.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca1-1024x539.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca1-768x404.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Forse perché da una commedia americana girata in Italia ci si aspetta già in partenza l’uso incondizionato di cliché e stereotipi, viene meno la voglia di criticare questa immagine festaiola e godereccia, superficiale e edulcorata della Toscana. Quindi, se riusciamo a mettere da parte il facile abbaglio che una veloce bruschetta al pomodoro renda tutti cuochi stellati, ci possiamo concedere un’avventura romantica fra vigneti dove l’uva è sempre matura e tramonti da sogno dipinti di rosso per il selfie d’occasione. Allora, forse la scena meglio riuscita potrebbe essere quella che mette a nudo, grazie ad un Palio delle Contrade, che ricalca il tradizionale<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Brav%C3%ACo_delle_Botti" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Bravìo delle Botti </strong></a>di <strong>Montepulciano</strong>, abbellito nel film da più pittoreschi abiti rinascimentali, che sottolinea, dicevamo, la rivalità e le differenze fra i due fratelli non di sangue, Matteo e Michael.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-52031 size-medium" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca6-300x197.jpg" alt="Tra amore e inganni " width="300" height="197" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca6-300x197.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca6-1024x673.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca6-768x504.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Tosca6.jpg 1142w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Proprio perché tutto è così improbabile e nessuno nel cast si prende veramente la briga di mostrarsi nient’altro che affascinante e simpatico (a parte la scettica nonna, il ruolo di <strong>Stefania Casini</strong>), e ogni membro della famiglia non sembra aspettare altro che accogliere Anna a braccia aperte vedi mamma Gabriella (interpretata da una <strong>Isabella Ferrari </strong>un po’ sotto tono) e zia Francesca (ruolo affidato ad una invece esuberante <strong>Stella Pecollo</strong>). Nonostante il faticoso business della ristorazione, sembra che ogni figura abbia tempo per più di un pranzo e per più di un bicchiere di vino. Il tutto gradevolmente in linea con la moderna favola che ci aspettiamo fin dall’inizio. Insomma, in <em><strong>Tra amore e inganni</strong> </em>a parte l’improvviso getto irrigatore del vitigno, complice della scena più erotica che <strong>Kat Coiro</strong> sia riuscita ad immaginarsi, non ci sono grandi sorprese da aspettarsi se non, come preannuncia il titolo, tanto amore e qualche inganno.</p>
<p><strong>In sala dall&#8217;11 giugno 2026.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Tra amore e inganni</em> (<em>You, Me &amp; Tuscany</em></strong><strong>) – </strong><strong>Regia:</strong> Kat Coiro; <strong>Sceneggiatura</strong>: Ryan Engle, Kristin Engle; <strong>Fotografia</strong>: Danny Ruhlmann; <strong>Montaggio</strong>: Troy Takaki; <strong>Musica</strong>: John Debney; <strong>Interpreti:</strong> Halle Bailey  (Anna), Régé-Jean Page (Michael), Marco Calvani  (Lorenzo), Aziza Scott (Claire), Paolo Sassanelli  (Vincenzo Costa), Stefania Casini  (Nonna Alessia), Lorenzo de Moor (Matteo), Nia Vardalos (signora Dunn), Isabella Ferrari  (Gabriella, mamma di Matteo), Emanuele Pacca (Giuseppe), Cocoa Brown  (Cora), Stella Pecollo (Francesca), Giulia Agosta (Marcella); <strong>produzione</strong>: Will Packer, Johanna Byer per Will Packer Productions; <strong>origine</strong>: Usa, 2025; <strong>durata</strong>: 105 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Universal Pictures.</p>
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		<title>Romería &#8211; Il mare di ricordi di Carla Simón</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 15:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[ Romería &#8211; Il mare dei ricordi. Voto ***(*) &#8211;  Fin da subito si coglie la forte urgenza narrativa della regista catalana Carla Simón di raccontare per immagini il finire della sua&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fromeria-il-mare-di-ricordi-di-carla-simon%2F&amp;linkname=Romer%C3%ADa%20%E2%80%93%20Il%20mare%20di%20ricordi%20di%20Carla%20Sim%C3%B3n" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fromeria-il-mare-di-ricordi-di-carla-simon%2F&amp;linkname=Romer%C3%ADa%20%E2%80%93%20Il%20mare%20di%20ricordi%20di%20Carla%20Sim%C3%B3n" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fromeria-il-mare-di-ricordi-di-carla-simon%2F&amp;linkname=Romer%C3%ADa%20%E2%80%93%20Il%20mare%20di%20ricordi%20di%20Carla%20Sim%C3%B3n" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fromeria-il-mare-di-ricordi-di-carla-simon%2F&amp;linkname=Romer%C3%ADa%20%E2%80%93%20Il%20mare%20di%20ricordi%20di%20Carla%20Sim%C3%B3n" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fromeria-il-mare-di-ricordi-di-carla-simon%2F&#038;title=Romer%C3%ADa%20%E2%80%93%20Il%20mare%20di%20ricordi%20di%20Carla%20Sim%C3%B3n" data-a2a-url="https://close-up.info/romeria-il-mare-di-ricordi-di-carla-simon/" data-a2a-title="Romería – Il mare di ricordi di Carla Simón"></a></p><p><strong> </strong><em><strong>Romería &#8211; Il mare dei ricordi</strong></em><strong>. Voto ***(*)</strong><strong> &#8211;  Fin da subito si coglie la forte urgenza narrativa della regista catalana <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carla_Sim%C3%B3n" target="_blank" rel="noopener">Carla Simón</a> di raccontare per immagini il finire della sua infanzia. Con grande delicatezza si appresta quindi ad affrontare un non facile passato familiare.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="ROMERÍA - IL MARE DEI RICORDI | Trailer Italiano Ufficiale HD" src="https://www.youtube.com/embed/eKsB3hXcrGk" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La necessità di confrontarsi con gli scheletri nell’armadio di un passato familiare è la prima cosa che salta agli occhi guardando <strong><em>Romería</em></strong>, <a href="https://close-up.info/festival-di-cannes-13-maggio-24-maggio-2025-romeria-di-carla-simon-concorso/">presentato l&#8217;anno scorso in Concorso al <strong>Festival di Cannes</strong></a>, ultimo lungometraggio di <strong>Carla Simón</strong>, vincitrice di un <strong>Orso d’Oro</strong> a Berlino per <strong><em><a href="https://close-up.info/alcarras-di-carla-simon/">Alcarràs</a> </em></strong>nel 2021. Il tema infatti è prettamente autobiografico. La regista catalana, proprio come la sua protagonista Marina, ha perso i genitori in giovane età, vittime dell’AIDS e <strong><em>Romería</em></strong> è quindi soprattutto un ‘opera molto personale, che delicatamente cerca di avvicinarci ad un doloroso segreto del suo passato familiare. Forse per questo motivo <strong>Simón</strong> abbandona lo sguardo curioso e giocoso dell’infanzia, del quale si era servita per raccontare gli eventi di <strong><em>Estate 1993</em></strong>  (2017) e <a href="https://close-up.info/9539-2/"><strong><em>Alcarràs</em></strong></a>, per donare alla cinepresa uno sguardo più adulto. Che, d’altra parte, lo stesso soggetto richiede: non è facile parlare della tossicodipendenza e della morte dei propri genitori.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-51990" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria3-300x300.jpg" alt="Romería" width="252" height="252" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria3-300x300.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria3-150x150.jpg 150w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria3-768x768.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria3.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px" /></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Diciotto anni appena compiuti e un’estate, quella del 2004, davanti a sé, Marina (<strong>Llúcia Garcia</strong>), zaino in spalla e cinepresa in mano, è in viaggio sul traghetto che la porta a Vigo, il paese d’origine dei suoi genitori biologici, morti di AIDS quando lei era ancora bambina. Il motivo è pratico più che sentimentale: colmare una lacuna nel suo certificato di nascita che le serve per potersi iscrivere alla scuola di cinema. Inutile dire che mentre si risolve fin da subito l&#8217;aspetto burocratico, il viaggio prende via via la forma di un vero e proprio ‘pellegrinaggio’, a cui fa riferimento il titolo spagnolo, data la vicinanza della città portuale di Vigo alla famosa meta di pellegrinaggio che è Santiago di Compostela.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La giovane è accolta, in parte con calore, in parte con imbarazzo e distacco (in particolare è gelido l&#8217;incontro con la nonna) dai vari componenti della ricca famiglia del padre; trascorre lunghe giornate con i cugini sulla barca a vela, inizia una tenera amicizia con il cugino Nuno (<strong>Mitch Martín</strong>), e raccoglie ricordi e testimonianze di un passato a lei rimasto completamente estraneo e di difficile comprensione. I molteplici frammenti, come tasselli di un mosaico, dovrebbero andare a colmare le lacune lasciate dal diario della madre in suo possesso e che la ragazza legge durante il viaggio. Ma le versioni del passato di zii e parenti non sempre concordano fra loro, si scontrano con le annotazioni del diario materno. E ancora peggio, fra discorsi e frasi lasciate cadere si colgono ombre di attriti e di un rifiuto finale, ora diventato imbarazzante e scomodo da giustificare.</span></p>
<figure style="width: 347px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/05/Romeria1-300x200.jpg" alt="Romería" width="347" height="231" /><figcaption class="wp-caption-text"><strong>Llúcia Garcia</strong> e<strong> Mitch Martín</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Ai filmati girati con la cinepresa a mano di Marina, che vediamo scorrere sul grande schermo, si alternano fino a prevalere, immagini di una realtà immaginaria, quasi sognata, ma vivida, che vede un parallelo fra la relazione di Marina con il cugino Nuno e la storia d’amore vissuta dai genitori. Il triste epilogo di quest’ultima, dovuto alla dipendenza da eroina, è raccontato in poetiche e sgranate sequenze, che riproducono il formato casalingo e amatoriale degli home movie. Riprese queste della sempre magnifica fotografia di <strong>Hélène Louvart </strong>(<a href="https://close-up.info/disco-boy-di-giacomo-abbruzzese/"><em><strong>Disco Boy</strong></em></a>, <a href="https://close-up.info/la-chimera-di-alice-rohrwacher/"><strong><em>La chimera</em></strong></a>, <a href="https://close-up.info/rosebush-pruning-di-karim-ainouz-concorso/"><strong><em>Rosebush Pruning</em></strong></a>). </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Come dicevamo, le immagini del sogno di Marina, non hanno però nulla di onirico o fantastico, ma sono saldamente ancorate alla precisa descrizione delle pagine del diario da cui Marina in <em>voice-off</em> legge, finché queste scorrono. <strong>Carla Simón</strong> rimane fedele alla sua delicata narrazione, il dramma è contenuto e pacato, mai in eccesso.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-51989 " src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria4-300x169.jpg" alt="Romería" width="484" height="273" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria4-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria4-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria4-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Romeria4.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px" />Il dramma rimane lontano pur quando la macchina da presa osserva la tensione dei visi durante l’incontro della festa di famiglia, mentre il viso candido di <strong>Llúcia Garcia</strong> non fa una piega e sopporta con stoico eroismo l’ipocrisia di una famiglia che non si è cercata. La regista anzi ad un certo punto sembra preferire le corse giocose dei bambini che incuranti del nervosismo degli adulti continuano a divertirsi. Sequenza che mette in evidenza la distanza di Marina sia dalla spensieratezza dei piccoli che dalla doppiezza dei grandi e quindi l&#8217;ormai avvenuto passaggio della ragazza all&#8217;età adulta, che proprio perché vestita di rosso cattura subito la nostra attenzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Forse <em><strong>Romería</strong></em> non ha la coerenza dell’opera precedente, e si lascia andare nella conclusione al sogno e ad uno sbilanciamento in direzione dei ricordi. </span><span style="font-size: 18px;">Scelta che ancora di più mette in evidenza la forte urgenza narrativa della regista e la sua poca distanza dal tema trattato. La sua visione di opera imperfetta, ma lirica e sentita, ci  lascia con il gusto amaro di una perduta innocenza (dei genitori a causa della droga, di Marina che affoga in un mare di ricordi) accompagnato dal suono vibrante di una cinepresa a mano.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>In sala dall&#8217;11 giugno 2026 e <a href="https://iwonderpictures.it/romeria/" target="_blank" rel="noopener">proiezioni speciali a questo indirizzo</a>.</strong></span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Romería &#8211; Il mare dei ricordi </em> (<em>Romería</em>)</strong> – <strong>Regia e sceneggiatura</strong>: Carla Simón; <strong>fotografia</strong>: Hélène Louvart; <strong>montaggio</strong>: Sergio Jiménez, Ana Pfaff; <strong>musiche</strong>: Ernest Pipó; <strong>scenografia</strong>: Mónica Bernuy; <strong>interpreti</strong>: Llúcia Garcia, Mitch Martín, Tristán Ulloa, Celine Tyll, Miryam Gallego, Janet Novás, José Ángel Egido, Sara Casasnovas; <strong>produzione</strong>: Elastica Films, Ventall Cinema, Dos Soles Media, Romería Vigo AIE; <strong>origine</strong>: Spagna/Germania 2025; <strong>durata</strong>: 115 minuti; <strong>distribuzione</strong>: I Wonder Pictures.</span></p>
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		<title>In memoriam di Marjane Satrapi (1969-2026)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[Marjane Satrapi (in persiano مَرْجَان سَاتْرَاپِی‎, Marjān Sātrāpi; Rasht, 22 novembre 1969 – Parigi, 4 giugno 2026) è stata una fumettista, regista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana naturalizzata francese. E&#8217; morta&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-memoriam-di-marjane-satrapi-1969-2026%2F&amp;linkname=In%20memoriam%20di%20Marjane%20Satrapi%20%281969-2026%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-memoriam-di-marjane-satrapi-1969-2026%2F&amp;linkname=In%20memoriam%20di%20Marjane%20Satrapi%20%281969-2026%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-memoriam-di-marjane-satrapi-1969-2026%2F&amp;linkname=In%20memoriam%20di%20Marjane%20Satrapi%20%281969-2026%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-memoriam-di-marjane-satrapi-1969-2026%2F&amp;linkname=In%20memoriam%20di%20Marjane%20Satrapi%20%281969-2026%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-memoriam-di-marjane-satrapi-1969-2026%2F&#038;title=In%20memoriam%20di%20Marjane%20Satrapi%20%281969-2026%29" data-a2a-url="https://close-up.info/in-memoriam-di-marjane-satrapi-1969-2026/" data-a2a-title="In memoriam di Marjane Satrapi (1969-2026)"></a></p><p><span style="font-size: 18px;"><strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marjane_Satrapi" target="_blank" rel="noopener">Marjane Satrapi</a> (in persiano مَرْجَان سَاتْرَاپِی‎, Marjān Sātrāpi; Rasht, 22 novembre 1969 – Parigi, 4 giugno 2026) è stata una fumettista, regista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana naturalizzata francese. E&#8217; morta il 4 giugno 2026 a Parigi &#8211; in memoriam di una grande artista questo breve ricordo. </strong></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/v5GEsi-5P6M?si=dnfRI9WXRBSQdOkX" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe><br />
<span style="font-size: 18px;">Un fumetto e un film, che portano lo stesso titolo di <a href="https://www.closeup-archivio.it/persepolis" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Persepolis</em></strong></a>, incentrati su vicende autobiografiche, sono bastati, e giustamente, a portare fama internazionale all’artista, autrice e regista iraniana naturalizzata francese <strong>Marjane Satrapi </strong>che tristemente ci ha lasciato all’età di 56 anni.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giustamente perché <strong><em>Persepolis</em></strong>, pubblicato nel 2000 in fumetto e presentato al <strong>Festival di Cannes</strong> nel 2007 come film d’animazione, scritto e diretto insieme a <strong>Vincent Paronnaud</strong>, è riuscito a farci capire con impensabile semplicità e immediatezza cos’è stata la <strong>Rivoluzione islamica in Iran</strong> per chi come l&#8217;autrice l’ha vissuta e ha scelto alla fine l’esilio. Un po’ come un altro capolavoro dei graphic novel, il  <strong><em>Maus</em></strong> di <strong>Art Spiegelman</strong>, con il quale condivide il rigore stilistico e la scelta del bianco e nero, ci ha permesso di comprendere la (non) vita di chi è sopravvissuto all’Olocausto. E forse vien da dedurre che anche lei si sia sempre considerata una sopravvissuta.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-51946 aligncenter" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse4-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse4-300x162.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse4.jpg 305w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">In <a href="https://www.closeup-archivio.it/persepolis" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Persepolis</em></strong></a>, <strong>Marjane Satrapi</strong> racconta i suoi anni d’infanzia in Iran e quelli poi della giovinezza da emigrata in Europa. Giocando con l’acceso contrasto fra il candore del disegno naïf, quasi infantile, e la severità del bianco e nero; fra la normalità di storie personali e aneddoti familiari raccontati con ironia e vivacità e gli orrori repressivi della dittatura religiosa, ricrea con precisione un&#8217;epoca difficile da inquadrare perché piena di contraddizioni.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-51947 " src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse3.jpg" alt="Marjane Satrapi" width="208" height="163" /> </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">In uno stile unico e inconfondibile riesce a dar vita ad un’opera universale e senza tempo che parla in un linguaggio comprensibile a tutti delle grandi incertezze, ma anche delle tante speranze, infine poi negate, di un popolo che cerca libertà e autodeterminazione e si ritrova travolto da una dittatura autocratica e religiosa. Pur tuttavia astenendosi dal presentare un’idea di Iran stereotipato e di una popolazione ridotta a vittima passiva. Un risultato non facile e che, nonostante <strong>Satrapi</strong> abbia realizzato altre opere, nessuna è mai riuscita a raggiungere l’intensità espressiva e la qualità artistica di <strong><em>Persepolis</em></strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Grazie all’incredibile successo del film, vincitore di numerosi premi, fra i quali a <strong>Cannes</strong> del <strong>Premio della Giuria</strong>, e il <strong>César,</strong> l’ambito premio cinematografico francese, nonché le candidature agli <strong>Oscar</strong> come miglior film straniero e d’animazione, anche il governo dell’Iran non ha potuto negargli nel 2008, dopo un ‘iniziale censura, le seppur poche e limitate proiezioni in patria: a quanto pare il ridicolo numero di tre con un accesso limitato di settantacinque spettatori a visione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51945 aligncenter" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse5-300x169.jpg" alt="Marjane Satrapi" width="534" height="301" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse5-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse5-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse5-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse5.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 534px) 100vw, 534px" /></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Marjane Satrapi</strong> nata nel 1969, è sempre stata molto critica nei confronti dell’’Iran, la sua terra natale. Il suo attivismo però è cresciuto con la morte violenta di <strong>Mahsa Amini</strong> nel 2022 e il suo sostegno al movimento <em>Donna Vita Libertà</em> portato avanti dalla Francia, la sua patria d’adozione. Per arrivare al più recente rifiuto del premio della <strong>Legion d’Onore</strong> francese nel 2025, criticando così l’ambigua posizione politica della Francia nei confronti dell’Iran. Un gesto coerente con l’attivismo politico e artistico che ha accompagnato la sua vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Si può speculare sulle cause della sua morte, sullo stato di sconforto dopo la scomparsa un anno fa del marito, il produttore e attore svedese <strong>Mattias Ripa</strong>, sulle conseguenze a lungo termine di un esilio dai tempi dell’adolescenza, e la nostalgia e la depressione forse peggiorati dalla situazione odierna dell’Iran in guerra. I veri motivi rimarranno nell’intimità della famiglia. Fatto sta che la sua prematura partenza suona più come il crollo e lo sgretolarsi di un sogno – quella fiducia nel futuro che troviamo nascosta nella sottile ironia di<strong><em> Persepolis</em></strong> – e la sensazione che le sia venuta a mancare una via d’uscita. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La stessa situazione in cui si ritrovava il protagonista<em> Nasser Ali Khan</em>, un lontano zio dell’autrice e famosissimo suonatore iraniano di tar, nell’opera <a href="https://www.closeup-archivio.it/nuovo-articolo,7068" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Pollo alle prugne</em></strong> </a>(2004). Anche qui dal fumetto originale <strong>Satrapi</strong>, sempre insieme a <strong>Vincent Paronnaud</strong>, ha tratto nel 2011 per il grande schermo un melodramma surreale, stavolta con attori veri.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51948 alignleft" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Perse2-150x150.jpg" alt="Marjane Satrapi" width="173" height="173" /></strong>Il suo ultimo lavoro è stato dedicato alla sua città d&#8217;adozione<strong><a href="https://close-up.info/torino-f-f-torino-22-30-novembre-2024-paradis-paris-di-marjane-satrapi-fuori-concorso/"><em> Paradis Paris</em></a>, </strong>ed è stato presentato <strong>Fuori Concorso al Torino Film Festival </strong>del<strong> 2024. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Marjane Satrapi</strong> ci mancherà molto, certo, perché il peso che avvolge la sua dipartita, e che rende la sua assenza oggi ancora più amara, è legato in modo indissolubile alla resilienza che respiriamo girando ogni pagina di <strong><em>Persepolis</em></strong>, fra le righe di ogni tavola e dietro ogni figura disegnata e animata. Una resilienza che è venuta a quanto pare improvvisamente a mancare alla pur combattiva autrice, insieme alla sua forza creativa. L’immaginazione della piccola ribelle Marji ha perso la sfida di inventarsi un futuro migliore, complice la conferma del fallimento di una politica internazionale che non crede al sogno di un Iran libero.</span></p>
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		<title>Il silenzio degli altri di Eva Libertad</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 22:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[ Il silenzio degli altri (Sorda)  Voto ***(*) &#8211; Un film ardito e necessario, dalla narrazione classica che si concentra sulla continua lotta dell&#8217;individuo per l&#8217;inclusione e per una società più&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-silenzio-degli-altri-di-eva-libertad%2F&amp;linkname=Il%20silenzio%20degli%20altri%20di%20Eva%20Libertad" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-silenzio-degli-altri-di-eva-libertad%2F&amp;linkname=Il%20silenzio%20degli%20altri%20di%20Eva%20Libertad" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-silenzio-degli-altri-di-eva-libertad%2F&amp;linkname=Il%20silenzio%20degli%20altri%20di%20Eva%20Libertad" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-silenzio-degli-altri-di-eva-libertad%2F&amp;linkname=Il%20silenzio%20degli%20altri%20di%20Eva%20Libertad" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-silenzio-degli-altri-di-eva-libertad%2F&#038;title=Il%20silenzio%20degli%20altri%20di%20Eva%20Libertad" data-a2a-url="https://close-up.info/il-silenzio-degli-altri-di-eva-libertad/" data-a2a-title="Il silenzio degli altri di Eva Libertad"></a></p><p><strong> <span style="font-size: 18px;"><em>Il silenzio degli altri</em> (<em>Sorda</em>)  Voto ***(*)</span> &#8211; <span style="font-size: 18px;">Un film ardito e necessario, dalla narrazione classica che si concentra sulla continua lotta dell&#8217;individuo per l&#8217;inclusione e per una società più rispettosa di tutti. <a href="https://close-up.info/intervista-alla-regista-eva-libertad/">Qui anche una intervista con la regista</a>.</span></strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/qYFS1ke0aVE?si=ndEP1wZlsErA4LFp" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<span style="font-size: 18px;">Quanto inclusiva è la nostra società? Quanto siamo veramente preparati ad accogliere, capire, incontrare chi ha abilità diverse dalle nostre? A tutte queste domande <strong><em> Il silenzio degli altri </em>(<em>Sorda</em>) </strong> non risponde, o meglio, forse lo fa indirettamente, mostrandoci un momento della vita di Ángela, una non udente spagnola, alle prese con le sue difficoltà individuali nei momenti nei quali si ritrova a confrontarsi con la società in cui viviamo.<strong><em> Il silenzio degli altri </em></strong>è il secondo lungometraggio della spagnola <a href="https://es.wikipedia.org/wiki/Eva_Libertad" target="_blank" rel="noopener"><strong>Eva Libertad</strong></a> e riprende il tema di un cortometraggio del 2021 con lo stesso titolo, pure scritto insieme ed interpretato dalla sorella <strong>Miriam Garlo</strong>, <a href="https://close-up.info/intervista-alla-regista-eva-libertad/">come ci ha raccontato la regista nella nostra intervista</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img aligncenter" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/02/Sorda2-300x181.jpg" alt=" Il silenzio degli altri" width="408" height="246" /></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La protagonista Ángela (<strong>Miriam Garlo</strong>) lavora in una piccola ditta che produce ceramiche artistiche ed è felicemente sposata con Héctor (<strong>Álvaro Cervantes</strong>). Vive una vita normale e appagante e convive bene con la sua sordità. Parole e voci sono stati sostituiti dal linguaggio dei segni e da quello del corpo. La famiglia, i colleghi e gli amici formano le sue isole felici, delimitano il suo mondo protetto e accogliente. Il tempo è ben organizzato fra amicizia, lavoro e famiglia. Ma per quanto la sua esistenza sia ben strutturata, rivela presto la sua vulnerabilità e il suo fragile equilibrio. L’arrivo di un bambino, per quanto voluto e aspettato, mette in crisi non solo la sua relazione con Héctor, ma forza Ángela a rimettersi in discussione. Si deve scontrare con il mondo esterno e meno protetto; non quello della sua cerchia familiare e amicale, ma quello &#8216;normale&#8217;, meno accogliente e meno comprensivo delle sue difficoltà. In particolar modo è la fiducia in sé stessa come madre che viene a mancarle all’improvviso.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Se all’inizio de <strong><em>Il silenzio degli altri</em></strong> la paura principale di Ángela è che pure il bambino possa essere sordo, alla buona notizia che il suo udito sia a posto, subentrano per Ángela altri problemi che, se da un lato sono tipici per una madre, senza dubbio tendono ad intensificarsi nella particolare situazione di non udente. La frustrazione e la paura di non capire la figlia si sommano alle insicurezze personali. In situazioni nuove e non precedentemente preparate a sufficienza Ángela si trova incapace di reagire con disinvoltura e mostra tutte le sue fragilità. Dovrà accettare di crescere un figlio diverso da lei in una realtà diversa da quella che lei si è costruita per proteggersi, e quindi ammettere sconfitte, e sopportare – che non significa però accettare –  incomprensioni da un mondo esterno al suo.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img alignleft" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/02/Sorda3-300x181.jpg" alt=" Il silenzio degli altri" width="389" height="235" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Verso la fine, <strong><em> Il silenzio degli altri </em></strong>riesce con bravura a trasmette la necessità di una accettazione reciproca dei limiti, o se vogliamo, delle diverse capacità percettive ai quali siamo inevitabilmente sottoposti. Pure il pubblico in sala viene messo nella condizione di confrontarsi con le proprie barriere sensoriali. Proprio per questo la musica minimalista di chiusura, il <em>Neskaren Kanta</em> della solista basca <strong>Verde Prato</strong> (all’anagrafe <strong>Ana Arsuaga</strong>) ci lascia a fine proiezione con la complice dolcezza e la rara potenza evocativa ed emotiva di un sonoro dell’assenza. Un film interessante e necessario, realizzato nella forma di una narrazione classica che si concentra sulla continua lotta dell&#8217;individuo per l&#8217;inclusione e per una società rispettosa per tutti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Festival di Berlino 2025 (Berlinale – Panorama) &#8211; Premio del pubblico.</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><strong>Film d&#8217;apertura de La Nueva Ola –19° Festival del cinema spagnolo e latinoamericano (Roma 6–10 maggio 2026). </strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><strong>In sala dal 28 maggio 2026.</strong></span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em> Il silenzio degli altri </em>(<em>Sorda</em>) <em>&#8211;  </em></strong><strong>Regia: </strong>Eva Libertad;<strong> sceneggiatura</strong>: Eva Libertad, Nuria Muñoz; <strong>fotografia</strong>: Gina Ferrer; <strong>montaggio</strong>: Marta Velasco; <strong>musica</strong>: Aránzazu Calleja;  <strong>scenografia</strong>: Anna Auquer; <strong>interpreti</strong>: Miriam Garlo, Álvaro Cervantes, Elena Irureta, Joaquín Notario; <strong>produzione</strong>:  Miriam Porté, Nuria Muñoz Ortín, Adolfo Blanco per Distinto Films  (Barcelona)  Nexus CreaFilms (Murcia/Spagna)  A Contracorriente Films (Barcellona); <strong>origine</strong>: Spagna, 2025; <strong>durata</strong>: 99 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Lucky Red.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il regno di Kensuke di Neil Boyle e Kirk Hendry</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 22:39:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[animazione]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Il regno di Kensuke. Voto ***. Un&#8217;avventura alla Robinson Crusoe che si trasforma in un viaggio nella comprensione e nella convivenza di altre specie di vita. Il film d&#8217;animazione  Il&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-regno-di-kensuke-di-neil-boyle-e-kirk-hendry%2F&amp;linkname=Il%20regno%20di%20Kensuke%20di%20Neil%20Boyle%20e%20Kirk%20Hendry" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-regno-di-kensuke-di-neil-boyle-e-kirk-hendry%2F&amp;linkname=Il%20regno%20di%20Kensuke%20di%20Neil%20Boyle%20e%20Kirk%20Hendry" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-regno-di-kensuke-di-neil-boyle-e-kirk-hendry%2F&amp;linkname=Il%20regno%20di%20Kensuke%20di%20Neil%20Boyle%20e%20Kirk%20Hendry" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-regno-di-kensuke-di-neil-boyle-e-kirk-hendry%2F&amp;linkname=Il%20regno%20di%20Kensuke%20di%20Neil%20Boyle%20e%20Kirk%20Hendry" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fil-regno-di-kensuke-di-neil-boyle-e-kirk-hendry%2F&#038;title=Il%20regno%20di%20Kensuke%20di%20Neil%20Boyle%20e%20Kirk%20Hendry" data-a2a-url="https://close-up.info/il-regno-di-kensuke-di-neil-boyle-e-kirk-hendry/" data-a2a-title="Il regno di Kensuke di Neil Boyle e Kirk Hendry"></a></p><p><strong> <em>Il regno di Kensuke</em>. Voto ***. Un&#8217;avventura alla Robinson Crusoe che si trasforma in un viaggio nella comprensione e nella convivenza di altre specie di vita.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/FPiEYcsNuks?si=rrHP-2xPhszb8p9u" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il film d&#8217;animazione  <strong><em>Il regno di Kensuke </em></strong>(2023) che esce ora in sala diretto da <strong>Neil Boyle </strong>e <strong>Kirk Hendry</strong>, è un adattamento intenso ma fedele dell’omonimo romanzo per ragazzi dello scrittore britannico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Morpurgo" target="_blank" rel="noopener"><strong>Michael Morpurgo</strong> </a>pubblicato nel 1999. Presentato al <strong>Festival di animazione di Annecy </strong>del 2023 è una storia d’avventura ricca d’azione dove non mancano delicate emozioni ma neppure momenti di forti sentimenti e suspence.</p>
<p>Dopo che i genitori hanno perso il lavoro, la famiglia del giovane Michael decide di imbarcarsi in un viaggio per mare su una barca a vela, la Peggy Sue. Al principio Michael, al contrario della sorella Becky, non sembra molto entusiasta, anzi, è risentito per il fatto che il padre non lo ritiene ancora abbastanza capace e responsabile da affidargli importanti mansioni, ma solo il compito di compilare e aggiornare il diario di bordo. Inoltre, con loro il ragazzo ha imbarcato di nascosto il cane Stella che viene però facilmente scoperto dal padre. Quest&#8217;ultimo se all&#8217;inizio, arrabbiato, minaccia d’istinto di rimandarlo indietro, alla fine si lascia conquistare dalla bestiola. In una notte di tempesta un’onda sorprende Michel e Stella e li trascina in mare. I due, sopravvissuti al naufragio, si ritrovano sulla spiaggia di un’isola dove verranno aiutati dal silenzioso veterano Kensuke, approdato sull’isola anni addietro dopo aver perso la sua stessa famiglia a causa della bomba atomica lanciata su Nagasaki, Da Kensuke, Michel imparerà non solo come cavarsela da solo nella foresta, ma anche l’importanza della salvaguardia della natura sull’isola e il rispetto per le altre specie viventi. Soprattutto entrerà in contatto con la comunità di orangotango con la quale i due dividono i frutti e la vita sul minuscolo paradiso di  terra.</p>
<p><strong><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-51711" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Kensukes1-300x180.jpg" alt="Il regno di Kensuke" width="448" height="269" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Kensukes1-300x180.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Kensukes1-768x461.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Kensukes1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px" /></em></strong></p>
<p>Il film di animazione è un <em>Coming-of-age</em> che prende spunto dalle classiche storie d’avventura. E se per la letteratura viene subito in mente <strong>Robinson Crusoe</strong>, per il cinema saltano subito agli occhi i paralleli con la serie di <strong><em>Indiana Jones </em></strong>di <strong>Spielberg</strong>; mentre per la sequenza flashback su Nagasaki viene ripresa la grafica semplice dei bozzetti dell&#8217;artista giapponese <strong>Hiroshige </strong>(1797 – 1858). La differenza è che più che l’avventura in sé stessa, agli autori <strong>Neil Boyle </strong>e <strong>Kirk Hendry</strong>, interessa portare l’attenzione dello spettatore sulla fragilità che caratterizza il mondo naturale e l’ambiguo potere, e quindi la scelta, che l’uomo ha, sia di danneggiarlo, sia di proteggerlo. Insieme al suo messaggio di speranza presenta un’idea di famiglia molto differenziata, con tutti i suoi vari modelli, da quella biologica, a quella trovata o quella composta da esseri umani, animali, fino ad arrivare a quella composta da tutto il mondo naturale, e va da sé che tutte,  nello stesso identico modo, vadano rispettate ed amate.</p>
<p>Di conseguenza c’è una ricerca di grande naturalismo e realismo nelle immagini di questo mondo fantastico e immaginario e nella rigogliosa foresta tropicale dell’isola insieme a una particolare cura per i dettagli e i particolari. Due diverse tecniche sono state utilizzate per dare vita alla caratteristica estetica de<em><strong> Il regno di Kensuke</strong></em>: i personaggi del film sono stati creati con un sottile disegno a mano, secondo gli standard del Graphic novel, e rimangono caratterizzati dalla bidimensionalità, tuttavia si muovono, quasi addirittura s’immergono, in un ambiente con paesaggi che invece utilizzano la potenza e la profondità della terza dimensione. Il tutto nel suo insieme riesce di grande forza espressiva e ricorda, con le dovute distanze, per certi versi l’esperienza cinematica ed immersiva dello splendido <a href="https://close-up.info/flow-un-mondo-da-salvare-di-gints-zilbalodis/"><em><strong>Flow</strong></em></a> (2024) di <strong>Gints Zilbalodis</strong>, premio <strong>Oscar</strong> per l&#8217;animazione.</p>
<p><strong><em><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-51709" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Treehouse-jpg-300x126.jpg" alt="Il regno di Kensuke" width="573" height="241" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Treehouse-jpg-300x126.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Treehouse-jpg-768x322.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Treehouse-jpg.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 573px) 100vw, 573px" /></em></strong></p>
<p><em><strong>Il regno di Kensuke</strong></em> è un&#8217;opera di animazione per tutta la famiglia, per quanto naturalmente verrà compreso e apprezzato in modo diverso a seconda dell’età.</p>
<p>Specie la parentesi sulla vita del protagonista  e il suo dramma familiare in relazione alla bomba atomica, unico breve intervallo in bianco e nero, è stato realizzato con grande delicatezza di immagini  &#8211;  insieme all&#8217;arrivo dei bracconieri, è forse il momento più drammatico di tutta la narrazione del film. E comunque, proprio perché gli autori vogliono appellarsi con fiducia al futuro,  non poteva mancare il lieto fine ne <em><strong>Il regno di Kensuke</strong></em> con l’arrivo della barca Peggy Sue e la riunificazione di Micheal e Stella alla famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In sala dal 28 maggio 2026.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>   Il regno di Kensuke (Kensuke’s Kingdom) </em></strong> – <strong>Regia: </strong><strong>Neil Boyle</strong><strong>, </strong><strong>Kirk Hendry; </strong><strong>sceneggiatura</strong>: Frank Cottrell Boyce basato sul libro di Michael Morpurgo; <strong>montaggio</strong>: Richard Overall; <strong>musica</strong>:  Stuart Hancock; <strong>voci interpreti</strong>: Sally Hawkins, Cillian Murphy, Raffey Cassidy, Aaron, MacGregor, Ken Watanabe; <strong>produzione</strong>: Lupus Films, Luxembourg Film Fund, Ffilm Cymru Wales, Bumpybox, BFI, Align, Mélusine Productions, Jigsaw Films, Le Pacte; <strong>origine</strong>: Regno Unito/ Lussenburgo/Francia 2023; <strong>durata</strong>: 85 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Movies Inspired</p>
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		<title>79° edizione del Festival di Cannes. Tutti i film vincitori e le nostre recensioni.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 21:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutti i film vincitori e il programma del Festival di Cannes 2026 Si è conclusa la 79° edizione del Festival di Cannes con la consegna per mano dell’attrice Tilda Swinton&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftutti-i-film-vincitori%2F&amp;linkname=79%C2%B0%20edizione%20del%20Festival%20di%20Cannes.%20Tutti%20i%20film%20vincitori%20e%20le%20nostre%20recensioni." title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftutti-i-film-vincitori%2F&amp;linkname=79%C2%B0%20edizione%20del%20Festival%20di%20Cannes.%20Tutti%20i%20film%20vincitori%20e%20le%20nostre%20recensioni." title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftutti-i-film-vincitori%2F&amp;linkname=79%C2%B0%20edizione%20del%20Festival%20di%20Cannes.%20Tutti%20i%20film%20vincitori%20e%20le%20nostre%20recensioni." title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftutti-i-film-vincitori%2F&amp;linkname=79%C2%B0%20edizione%20del%20Festival%20di%20Cannes.%20Tutti%20i%20film%20vincitori%20e%20le%20nostre%20recensioni." title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftutti-i-film-vincitori%2F&#038;title=79%C2%B0%20edizione%20del%20Festival%20di%20Cannes.%20Tutti%20i%20film%20vincitori%20e%20le%20nostre%20recensioni." data-a2a-url="https://close-up.info/tutti-i-film-vincitori/" data-a2a-title="79° edizione del Festival di Cannes. Tutti i film vincitori e le nostre recensioni."></a></p><p><span style="font-size: 18px;"><strong>Tutti i film vincitori e il</strong><strong> programma del Festival di Cannes 2026</strong></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-51573" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Cannes-2026-1-300x156.jpg" alt="Tutti i film vincitori" width="560" height="291" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Cannes-2026-1-300x156.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Cannes-2026-1.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Si è conclusa la 79° edizione del Festival di Cannes con la consegna per mano dell’attrice <strong>Tilda Swinton</strong> della<strong> Palma d’Oro</strong> al miglior film <strong><em><a href="https://close-up.info/fjord-di-cristian-mungiu/">Fjord</a></em> </strong>di <strong>Cristian Mungiu</strong> con <strong>Renate Reinsve</strong> e <strong>Sebastian Stan</strong>. Ha vinto quindi il rigore formale di un’opera che tratta della difficile convivenza culturale e delle contraddizioni insite nella pur aperta Europa d’oggi.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il Gran Premio della Giuria va invece al thriller <em><a href="https://close-up.info/minotaur-di-andrej-zvjagincev/"><strong>Minotaure</strong></a>,</em> un remake del capolavoro <strong><em>Stéphane, una moglie infedele</em></strong> (1969) di <strong>Claude Chabrol</strong> ambientato però nella Russia dei primi mesi dopo l’invasione dell’Ucraina.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’approccio inusuale al tema della guerra di <strong><em>Notre Salut</em></strong> di <strong>Emmanuel Marre</strong> gli è valso il Premio per la Miglior sceneggiatura mentre il premio della Giuria va al dramma girato in Bulgaria <a href="https://close-up.info/the-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach/"><strong><em>Das geträumte Abenteuer</em></strong></a> della regista tedesca <strong>Valeska Grisebach</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per la Miglior Interpretazione la giuria ha deciso di conferire due doppi premi: il premio femminile è andato alla coppia di attrici <strong>Virginie Efira</strong> e <strong>Tao Okamoto</strong> che in <a href="https://close-up.info/soudain-di-ryusuke-hamaguchi/"><strong><em>Soudain</em></strong></a> di <strong>Ryusuke Hamaguchi</strong>, stringono una forte anche se breve amicizia; mentre il premio maschile l’ha ricevuto la coppia di attori interpreti <strong>Emmanuel Macchia</strong> e <strong>Valentin Campagne</strong> per la loro interpretazione nel dramma di due omossessuali durante la Prima Guerra Mondiale <strong><em>Cowards</em></strong> diretto dal belga <strong>Lukas Dhont</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il premio per la miglior regia va in ex-æquo a due film molto diversi fra loro ma uniti dal tema comune della letteratura: il virtuoso <strong><em><a href="https://close-up.info/la-bola-negra-di-javier-ambrossi-e-javier-calvo/">La bola negra</a> </em></strong>di <strong>Javier Ambrossi </strong>e<strong> Javier Calvo </strong>ispirato ad un’opera incompiuta di <strong>Federico García Lorca</strong> e al severo <a href="https://close-up.info/vaterland-di-pawel-pawlikowski/"><strong><em>Fatherland</em></strong></a> di <strong>Paweł Pawlikowski</strong> sul rientro in Germania dello scrittore<strong> Thomas Mann</strong>. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 18px;"><strong>QUI IL PROGRAMMA GENERALE DEL FESTIVAL</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Film d’apertura</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/la-venus-electrique-di-pierre-salvadori/">La Vénus électrique</a>, regia di Pierre Salvadori (Francia, Belgio)</span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Concorso</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/amarga-navidad-di-pedro-almodovar/">Amarga Navidad</a>, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/la-bola-negra-di-javier-ambrossi-e-javier-calvo/">La bola negra</a>, regia di Javier Ambrossi e Javier Calvo (Spagna, Francia)  <strong>Migliore Regia ex-equo</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Coward, regia di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)  <strong>Migliore interpretazione maschile</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/fjord-di-cristian-mungiu/">Fjord</a>, regia di Cristian Mungiu (Romania, Francia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia) <strong>Palma d&#8217;oro</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Garance (Another Day), regia di Jeanne Herry (Francia, Belgio)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/gentle-monster-di-marie-kreutzer/">Gentle Monster</a>, regia di Marie Kreutzer (Austria, Germania, Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/the-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach/">Das geträumte Abenteuer</a>, regia di Valeska Grisebach (Germania, Francia, Bulgaria, Austria) <strong>Premio speciale delle Giuria</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/sheep-in-the-box-di-hirokazu-koreeda/">Hako no naka no hitsuji (Sheep in the Box)</a>, regia di Hirokazu Kore&#8217;eda (Giappone)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Histoires de la nuit (The Birthday Party), regia di Léa Mysius (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/histoires-paralleles-di-asghar-farhadi/">Histoires parallèles (Parallel Tales)</a>, regia di Asghar Farhadi (Francia, Italia, Belgio)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Hope, regia di Na Hong-jin (Corea del Sud)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">L&#8217;Inconnue (The Unknown), regia di Arthur Harari (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/soudain-di-ryusuke-hamaguchi/">Kyū ni guai ga waruku naru (All of a Sudden)</a>, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone, Francia, Germania, Belgio  <strong>Migliore interpretazione femminile</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/the-man-i-love-di-ira-sachs/">The Man I Love</a>, regia di Ira Sachs (Stati Uniti d&#8217;America)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/minotaur-di-andrej-zvjagincev/">Minotavr</a> (Minotaur), regia di Andrej Zvjagincev (Francia, Lettonia, Germania) <strong>Gran Prix</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/moulin-di-laszlo-nemes/">Moulin</a>, regia di László Nemes (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Nagi Diary (Nagi Notes), regia di Kōji Fukada (Giappone)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Notre Salut (A Man of His Time), regia di Emmanuel Marre (Francia)  <strong>Miglior sceneggiatura</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/el-ser-querido-di-rodrigo-sorogoyen/">El ser querido</a> (The Beloved), regia di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/vaterland-di-pawel-pawlikowski/">Vaterland (Fatherland)</a>, regia di Paweł Pawlikowski (Polonia, Regno Unito, Germania, Francia, Italia)<strong>  Migliore Regia ex-equo</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/festival-di-cannes-12-23-maggio-2026-la-vie-dune-femme-di-charline-bourgeois-tacquet-concorso/">La Vie d&#8217;une femme</a> (A Woman&#8217;s Life), regia di Charline Bourgeois-Tacquet (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/paper-tiger-di-james-gray/">Paper Tiger</a>, regia di James Gray (Stati Uniti d&#8217;America)</span></p>
<figure id="attachment_50881" aria-describedby="caption-attachment-50881" style="width: 488px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-50881" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Histoires-paralleles-300x169.jpg" alt="Tutti i film vincitori" width="488" height="275" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Histoires-paralleles-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Histoires-paralleles-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Histoires-paralleles-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Histoires-paralleles.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 488px) 100vw, 488px" /><figcaption id="caption-attachment-50881" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 18px;"><strong>          Isabelle Huppert</strong> in <em><strong>Histoires parallèles</strong></em></span></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Fuori concorso</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">L&#8217;Abandon, regia di Vincent Garenq (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La Bataille de Gaulle: L&#8217;Âge de fer, regia di Antonin Baudry (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Diamond, regia di Andy Garcia (Stati Uniti d&#8217;America)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Her Private Hell, regia di Nicolas Winding Refn (Stati Uniti d&#8217;America)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Karma, regia di Guillaume Canet (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">L&#8217;Objet du délit, regia di Agnès Jaoui (Francia)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-50882" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Logo-Un_certain_regard-300x200.jpg" alt="Tutti i film vincitori" width="386" height="258" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Logo-Un_certain_regard-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Logo-Un_certain_regard.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 386px) 100vw, 386px" /></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Un Certain Regard</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Teenage Sex and Death at Camp Miasma, regia di Jane Schoenbrun (Stati Uniti d&#8217;America) <strong>film di apertura</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ben’imana, regia di Marie-Clémentine Dusabejambo (Ruanda, Norvegia) (opera prima)<strong> Camera d&#8217;Or</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Club Kid, regia di Jordan Firstman (Stati Uniti d&#8217;America) (opera prima)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Congo Boy, regia di Rafiki Fariala (Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Francia)<strong> Miglior attore</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Le Corset, regia di Louis Clichy (Francia) <strong> Premio Speciale delle Giuria</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">El deshielo, regia di Manuela Martelli (Cile)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Elephants in the Fog, regia di Abhinash Bikram Shah (Nepal, Germania, Brasile, Francia, Norvegia) (opera prima)<strong> Premio delle Giuria</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Everytime, regia di Sandra Wollner (Austria) <strong>Migliore film</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">I&#8217;ll Be Gone in June, regia di Katharina Rivilis (Germania) (opera prima)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La más dulce, regia di Laïla Marrakchi (Spagna, Francia, Marocco, Belgio)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Quelques mots d&#8217;amour, regia di Rudi Rosenberg (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Siempre soy tu animal materno, regia di Valentina Maurel (Costa Rica, Belgio, Francia) <strong>Migliore attrice</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Subete mayonaka no koibito-tachi, regia di Yukiko Sode (Giappone)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ula, regia di Agnieszka Iwańska (Polonia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Yesterday the Eye Didn&#8217;t Sleep, regia di Rakan Mayasi (Palestina, Libano, Belgio) (opera prima)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Victorian Psycho, regia di Zachary Wigon (Stati Uniti d&#8217;America)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">A Girl&#8217;s Story, regia di Judith Godrèche (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Titanic Ocean, regia di Konstantina Kotzamani (Grecia, Giappone, Germania)  (opera prima)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ulysse, regia di Laetitia Masson (Francia)  <strong>Film di chiusura</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Proiezioni speciali</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Reharsals for a Revolution, regia di Pegah Ahangarani (Iran) (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">L&#8217;Affaire Marie-Claire, regia di Lauriane Escaffre e Yvo Muller (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Avedon, regia di Ron Howard – documentario (Stati Uniti d&#8217;America)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Vesna, regia di Rostislav Kirpičenko (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Cantona, regia di David Tryhorn e Ben Nicholas – documentario (Regno Unito)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">John Lennon: The Last Interview, regia di Steven Soderbergh – documentario (Stati Uniti d&#8217;America)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Les Matins merveilleux, regia di Avril Besson (Francia) (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Les Survivants du Che, regia di Christophe Dimitri Réveille – documentario (Francia) (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ashes, regia di Diego Luna (Messico, Spagna)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Tangles, regia di Leah Nelson (Stati Uniti d&#8217;America) (<strong>opera prima</strong>) animazione</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Le triangle d’or, regia di Hélène Rosselet-Ruiz (Francia, Belgio, Canada) (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Groundswell, regia di Joshua et Rebecca Tickell (Stati Uniti d&#8217;America) documentario</span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Cannes Première</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Heimsuchung, regia di Volker Schlöndorff (Germania)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Kokurōjō, regia di Kiyoshi Kurosawa (Giappone)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">El partido, regia di Juan Cabral e Santiago Franco – documentario (Argentina)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Propeller One-Way Night Coach, regia di John Travolta (Stati Uniti d&#8217;America) (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La Troisième Nuit, regia di Daniel Auteuil (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">The End Of It, regia di Maria Martinez Bayona (Regno Unito, Spagna) (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Mary Magdalene, regia di Gessica Généus (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Aqui, regia di Tiago Guedes (Portogallo, Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Mariage au goût d’orange, regia di Christophe Honoré (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Si tu penses bien, regia di Géraldine Nakache (Francia)</span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Midnight Screenings</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Full Phil, regia di Quentin Dupieux (Francia, Belgio, Lussemburgo)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Gun-che (Colony), regia di Yeon Sang-ho (Corea del Sud)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Jim Queen, regia di Marco Nguyễn e Nicolas Athané (Germania) (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Roma elastica, regia di Bertrand Mandico (Francia, Italia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Sanguine, regia di Marion Le Corroller (Francia) (<strong>opera prima</strong>)</span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Family Screening</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Lucy Lost, regia di Olivier Clert (<strong>opera prima</strong>)</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-50883" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandi-Cannes-Classics-300x200.jpg" alt="Tutti i film vincitori" width="459" height="306" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandi-Cannes-Classics-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandi-Cannes-Classics-1024x683.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandi-Cannes-Classics-768x512.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandi-Cannes-Classics.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px" /></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Cannes classics (Concorso)</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">L’âge d’or, regia di Bérenger Thouin (Francia/Italia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Dernsie: The Amazing Life of Bruce Dern, regia di Mike Mendez (Usa)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Goodnight Lamby, regia di Dustin Yellin (Usa)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Maverick: The Epic Adventures of David Lean, regia di Barnaby Thompson (Gb)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Mon coluche à moi , regia di Michel Denisot, Camille Bruere, Julie Lazare (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;"><a href="https://close-up.info/nostalgia-for-the-future-di-brecht-debackere/">Nostalgia for the Future</a>, regia di Brecht Debackere (Belgio)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Playground, regia di Amirhossein Shojaei (Iran/Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">The Story of Documentary Film (The 1970s), regia di Mark Cousins (Gb)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Torino Shadow, regia di Jia Zhangke (Italia/Cina)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Une vie manifeste, regia di Jean-Gabriel Périot (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Vittorio De Sica – La vita in scena, regia di Francesco Zippel (Italia)</span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>Cannes classics /Restauri</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Pan’s Labirinth, regia di Guillermo del Toro (Messico 2006)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Pelechian Project (Land of the People, The Beginning, We, The Inhabitants, Seasons), regia di Artavazd Pelechian (Armenia, Belorussia, Russia 1966-1975)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Sierra de Teruel, regia di André Malraux (Francia 1938)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Moonlighting, regia di Jerzy Skolimowski (Regno Unito 1982)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Metti una sera a cena, regia di Giuseppe Patroni Griffi (Italia 1968)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Amma Ariyan (Report To Mother), regia di John Abraham (India 1986)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Bawang bieji (Farewell My Concubine), regia di Chen Kaige (Hong-Kong 1993)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Man of Iron, regia di Andrzej Wajda (Polonia 1981)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Eva, regia di Maria Plyta (Grecia 1953)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ken Russell’s the Devils, regia di Ken Russell (Regno Unito, Stati Uniti 1971)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La casa del angel, regia di Leopoldo Torre Nilsson (Argentina 1957)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La dérive, regia di Paula Delsol (Francia 1964)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La Symphonie Pastorale, regia di Jean Delannoy (Francia 1946)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">L’innocente, regia di Luchino Visconti (Italia 1976)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Lu bing hua (The Dull-Ice Flower), regia di Yang Li-Kuo (Taiwan 1989)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Machine Gun Kelly, regia di Roger Corman (Stati Uniti 1958)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Meuween sterven in de haven (Seagulls Die in the Harbour), regia di Roland Verhavert, Rik Kuypers, Ivo Michiels (Belgio 1955)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Sugata sanshiro, regia di Akira Kurosawa (Giappone 1943)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Tilaï, regia di Idrissa Ouedraogo (Burkina Faso, Svizzera, Francia 1990)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">The Stranger, regia di Orson Welles (Stati Uniti 1945)</span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong> </strong><strong>Cinéma de la plage</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Signore e Signori, regia di Pietro Germi (Italia, Francia 1966)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Les Caprices de l&#8217;Enfant Roi, regia di Michel Leclerc (Francia 2026)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Top Gun, regia di Tony Scott (Stati Uniti d’America 1986)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Viva Maria!, regia di Louis Malle (Francia, Italia 1965</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Tutti gli uomini del president, regia di Alan J. Pakula (Stati Uniti d’America 1976</span><br />
<span style="font-size: 18px;">The Bullet Train, regia di Junya Sato (Giappone 1975)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Cría Cuervos, regia di Carlos Saura (Spagna 1976)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Io odio gi attori, regia di Gérard Krawczyk (Francia 1986)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Terra e libertà, regia di Ken Loach (Regno Unito, Spagna, Germania, Italia, Francia 1995)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Un uomo, una donna, regia di Claude Lelouch (Francia 1966)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Mon Oncle, regia di Jacques Tati (Francia, Italia 1958)</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-50884" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Quinzaine-des-cineastes-2026-206x300.jpg" alt="Tutti i film vincitori" width="342" height="498" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Quinzaine-des-cineastes-2026-206x300.jpg 206w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Quinzaine-des-cineastes-2026-705x1024.jpg 705w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Quinzaine-des-cineastes-2026.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px" /><span style="font-size: 21px;">Quinzaine des cinéastes</span></strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Butterfly Jam di Kantemir Balagov  (<strong>film d’apertura)</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">9 Temples To Heaven  di Sompot Chidgasornpongse</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Atonement di Reed Van Dyk</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Clarissa (Arie Esiri &amp; Chuko Esiri</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Death has no master (La muerte no tiene dueño) di Jorge Thielen Armand</span><br />
<span style="font-size: 18px;">The Diary of a Chambermaid di Radu Jude</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Dora di July Jung</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Double Freedom (La libertad doble) di Lisandro Alonso</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Gabin di Maxence Voiseux</span><br />
<span style="font-size: 18px;">I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Low Expectations (Lave Forventninger) di Eivind Landsvik</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Once Upon a Time in Harlem di William Greaves &amp; David Greaves</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La Perra di Dominga Sotomayor</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Shana, regia di Lila Pinell</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Thanks for Coming (Merci d’être venu) di Alain Cavalier</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Too Many Beasts (l’Espèce Explosive) di Sarah Arnold</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Viva Carmen (Carmen, L’Oiseau Rebel) di Sebastian Laundenbach</span><br />
<span style="font-size: 18px;">We Are Aliens di Kohei Kadowaki</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Red Rocks, regia di Bruno Dumont (<strong>proiezione speciale</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Le Vertige di Quentin Dupieux  (<strong>film di chiusura)</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-50885" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-semaine-de-la-critique-2026-300x137.jpg" alt="Tutti i film vincitori" width="497" height="227" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-semaine-de-la-critique-2026-300x137.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-semaine-de-la-critique-2026-1024x466.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-semaine-de-la-critique-2026-768x349.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-semaine-de-la-critique-2026.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 497px) 100vw, 497px" /></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><span style="font-size: 21px;">Semaine de la critique</span> </strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">A Girl Unknown (The Second Daughter), regia di Zou Jing (Cina)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">The Station (Al Mahattah), regia di Sara Ishaq (Yémen)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Dua, regia di Blerta Basholli (Kosovo)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La Gradiva, regia di Marine Atlan (Francia)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Seis meses en el edificio rosa con azul, regia di Bruno Santamaría Razo</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Tin Castle, regia di Alexander Murphy</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Viva, regia di Aina Clotet</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Proiezioni speciali:</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">In Waves, regia di Phuong Mai Nguyen (Francia, Belgio)<strong> film d’apertura</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">La Frappe, regia di Julien Gaspar-Oliveri</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Du fioul dans les artères, regia di  Pierre Le Gall</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Spring, regia di Rostislav Kirpičenko (<strong>opera prima</strong>)</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Adieu monde cruel, regia di Félix de Givry<strong> film di chiusura</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-50886" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Acid-230x300.jpg" alt="Tutti i film vincitori" width="187" height="244" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Acid-230x300.jpg 230w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Acid-786x1024.jpg 786w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Acid-768x1001.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Acid.jpg 921w" sizes="auto, (max-width: 187px) 100vw, 187px" /></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 21px;"><strong>ACID</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;">Barça Zou, regia di Paul Nouhet</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Blaise, regia di Jean-Paul Guigue e Dimitri Planchon</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Cœur Secret, regia di Tom Fontenille</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Dans la gueule de l&#8217;ogre, regia di Mahsa Karampour</span><br />
<span style="font-size: 18px;">La Détention, regia di Guillaume Massart</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Living Twice, Dying Thrice, regia di Karim Lakzadeh</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Mauvaise Étoile, regia di Lola Cambourieu e Yann Berlier</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Promised Spaces, regia di Ivan Marković</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Virages, regia di Céline Carridroit e Aline Suter</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Fjord di Cristian Mungiu (Palma d&#8217;oro)</title>
		<link>https://close-up.info/fjord-di-cristian-mungiu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 20:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 5]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Fjord . Voto **** &#8211;Cristian Mungiu ci mette davanti agli occhi le contraddizioni insite nella pur aperta, tollerante e civile cultura europea.  Fjord, l’ultimo lavoro di Cristian Mungiu, per quanto possa&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffjord-di-cristian-mungiu%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Fjord%20di%20Cristian%20Mungiu%20%28Palma%20d%E2%80%99oro%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffjord-di-cristian-mungiu%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Fjord%20di%20Cristian%20Mungiu%20%28Palma%20d%E2%80%99oro%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffjord-di-cristian-mungiu%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Fjord%20di%20Cristian%20Mungiu%20%28Palma%20d%E2%80%99oro%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffjord-di-cristian-mungiu%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Fjord%20di%20Cristian%20Mungiu%20%28Palma%20d%E2%80%99oro%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffjord-di-cristian-mungiu%2F&#038;title=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Fjord%20di%20Cristian%20Mungiu%20%28Palma%20d%E2%80%99oro%29" data-a2a-url="https://close-up.info/fjord-di-cristian-mungiu/" data-a2a-title="Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Fjord di Cristian Mungiu (Palma d’oro)"></a></p><p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Fjord .</em> Voto **** &#8211;<em>Cristian Mungiu </em>ci mette davanti agli occhi le contraddizioni insite nella pur aperta, tollerante e civile cultura europea. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51343 alignleft" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Fjord-200x300.jpg" alt="Fjord" width="175" height="263" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Fjord-200x300.jpg 200w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Fjord-683x1024.jpg 683w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Fjord-768x1152.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Fjord-1024x1536.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-Fjord.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px" />Fjord, </em></strong>l’ultimo lavoro di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cristian_Mungiu" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cristian Mungiu</strong></a>, per quanto possa sembrare dal titolo, non è un film su un idilliaco panorama nordico. <strong>Mungiu</strong>, vincitore della Palma d’Oro con <strong><em><a href="https://www.closeup-archivio.it/4-mesi-3-settimane-2-giorni" target="_blank" rel="noopener">4 mesi, 3 settimane, 2 giorni</a> </em></strong>nel 2007 e di altri importanti premi con <a href="https://www.closeup-archivio.it/beyond-the-hills" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Oltre le colline</em></strong></a> (2012) e <a href="https://www.closeup-archivio.it/un-padre-una-figlia" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Un padre, una figlia</em></strong></a> (2016) è uno dei registi europei che più ha adottato un realismo severo e rigoroso, minimalista nella forma, ma che accompagna situazioni e storie che hanno l’abilità di smuoverci dentro profondamente. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Rappresentante principale (con <strong>Radu Jude</strong>, <strong>Cristi Puiu</strong>, <strong>Cristian Nemescu</strong> e altri) della cosiddetta <strong>Nouvelle Vague rumena</strong>, il suo cinema è capace di seguirci per giorni e farci riflettere su questioni morali che riguardano la nostra società. E <strong><em>Fjord </em></strong>non è , davvero, da meno. Tanto più che questa volta ci mette davanti agli occhi le contraddizioni insite nella pur aperta, tollerante e civile cultura europea; su quanto l’integrazione delle minoranze sia possibile e soprattutto voluta, e, non ultimo, quanto le istituzioni chiamate in causa per difende la libertà di pensiero e lo stato di diritto siano realmente capaci di farlo. La sobrietà estetica questa volta accompagna l’austerità morale di una famiglia religiosa trasferitasi da poco in una piccola comunità in un fiordo all’inizio della primavera nell&#8217;estremo </span><span style="font-size: 18px;">nord</span><span style="font-size: 18px;">.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Troviamo quindi la famiglia rumeno-norvegese dei Gheorghiu, osservante di un rigido cristianesimo ortodosso e appena trasferitasi dalla Romania nella provincia norvegese. Lisbet (<strong>Renate Reinsve</strong>) e Mihai (<strong>Sebastian Stan</strong>) educano i cinque figli secondo i severi insegnamenti della Bibbia e non mancano di infliggere anche qualche punizione, se necessario. Nonostante le forti diversità di pensiero legano facilmente amicizia con i vicini di casa, gli Halberg. Specialmente le figlie più grandi Elia (<strong>Vanessa Ceban</strong>) e Noora, che frequentano la stessa classe, entrano subito in intima confidenza, e questo non sempre è ben visto dal padre Mihai.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Proprio quando la famiglia sembra finalmente ben ambientata nella comunità locale, scatta fra gli insegnanti della scuola frequentata dai ragazzi un allarme a causa di alcuni lividi visibili sul corpo di Elia, e alcune frasi colte all’entrata di scuola. Viene subito contattata la protezione minori, che interviene senza esitare, e che senza perder tempo allontana drasticamente i figli dai genitori. Ne segue una lunga, forse troppo lunga indagine, trattandosi di adolescenti, ed un processo per molestie e abusi sui minori che in poco tempo diventa una battaglia delle istituzioni locali contro i valori e l’educazione tradizionale impartita dal credo religioso dei Gheorghiu.</span></p>
<figure id="attachment_51344" aria-describedby="caption-attachment-51344" style="width: 398px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51344" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Fjord-1-300x200.jpg" alt="Fjord" width="398" height="265" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Fjord-1-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Fjord-1-1024x681.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Fjord-1-768x511.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Fjord-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 398px) 100vw, 398px" /><figcaption id="caption-attachment-51344" class="wp-caption-text">Il regista <strong>Cristian Mungiu</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">I bravi attori <strong>Sebastian Stan</strong> e <strong>Renate Reinsve</strong>, tornati a lavorare insieme dopo <a href="https://close-up.info/a-different-man-di-aaron-schimberg/"><strong><em>A Different Man</em></strong></a> (2024), sono dei veri camaleonti, perfettamente credibili nella loro interpretazione della pia e devota coppia dei Gheorghiu.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Girato in 36 giorni a <strong>Stenes</strong> vicino Øye e i villaggi vicini, nella stagione fra marzo e maggio proprio per captare i cambiamenti metereologici e le varie condizioni ambientali,<strong><em> Fjord</em></strong>  si serve delle frequenti e ripetute slavine che minacciano le case del villaggio come una metafora del pericolo e del rischio assopito sotto la superficie di una quotidiana e tranquilla convivenza. La tolleranza è una questione difficile da mettere in pratica, tanto più perché funziona solo se applicata bilateralmente, e quindi da entrambe le parti in questione. Che questo ci possa piacere o meno.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">In lunghe inquadrature, piano sequenze di una fredda luce naturale e immagini caratterizzate da una grande profondità di campo, il realismo minimalista di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cristian_Mungiu" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mungiu</strong></a> trova nel paesaggio del fiordo il paesaggio e l’atmosfera ideale per narrare con dovuta distanza questa vicenda dei giorni nostri. In Italia, con le dovute differenze, stiamo vivendo il caso della ‘famiglia del bosco’, evento che ha pure raggiunto grandissima popolarità mediatica, attizzato gli animi, fino alla manipolazione politica.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un film quindi di vibrante attualità che non cerca di dare risposte ma si propone come punto di partenza per una discussione. Forse fino ad ora il nostro favorito come possibile vincitore della <strong>Palma d&#8217;oro</strong>. In Italia lo vedremo con BIM distribuzione.</span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Fjord </em></strong> – <strong>Regia e sceneggiatura</strong>: Cristian Mungiu; <strong>fotografia</strong>: Tudor Vladimir Panduru; <strong>montaggio</strong>: Mircea Olteanu; <strong>musica</strong>: Kaspar Kaae; <strong>scenografia</strong>: Marius Winje Brustad e Simona Pădurețu; <strong>interpreti</strong>: Sebastian Stan (Mihai Gheorghiu), Renate Reinsve (Lisbet Gheorghiu), Lisa Loven Kongsli (Frida), Lisa Carlehed (Mia), Ellen Dorrit Petersen (Gunda), Alin Panc, Adrian Titieni, Vanessa Ceban (Elia); <strong>produzione</strong>: Mobra Films, Why Not Productions, Eye Eye Pictures, Snowglobe, Aamu Film Company, France 3 Cinéma; <strong>origine</strong>: Romania, Norvegia, Francia, Danimarca, Finlandia, Svezia 2026; <strong>durata</strong>: 146 minuti; <strong>d</strong><b>istribuzione: </b>BIM Distribuzione.</span></p>
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		<title>Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Vaterland (Fatherland) di Paweł Pawlikowski (Premio della regia &#8211; ex equo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 19:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
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					<description><![CDATA[Vaterland. Voto *** (*)&#8211; sullo scrittore Thomas Mann tornato in Germania con la guerra fredda ormai in corso. In uno splendido bianco&#38; nero. Con Vaterland (Fatherland), il regista polacco Paweł&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fvaterland-di-pawel-pawlikowski%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Vaterland%20%28Fatherland%29%20di%20Pawe%C5%82%20Pawlikowski%20%28Premio%20della%20regia%20%E2%80%93%20ex%20equo%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fvaterland-di-pawel-pawlikowski%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Vaterland%20%28Fatherland%29%20di%20Pawe%C5%82%20Pawlikowski%20%28Premio%20della%20regia%20%E2%80%93%20ex%20equo%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fvaterland-di-pawel-pawlikowski%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Vaterland%20%28Fatherland%29%20di%20Pawe%C5%82%20Pawlikowski%20%28Premio%20della%20regia%20%E2%80%93%20ex%20equo%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fvaterland-di-pawel-pawlikowski%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Vaterland%20%28Fatherland%29%20di%20Pawe%C5%82%20Pawlikowski%20%28Premio%20della%20regia%20%E2%80%93%20ex%20equo%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fvaterland-di-pawel-pawlikowski%2F&#038;title=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Vaterland%20%28Fatherland%29%20di%20Pawe%C5%82%20Pawlikowski%20%28Premio%20della%20regia%20%E2%80%93%20ex%20equo%29" data-a2a-url="https://close-up.info/vaterland-di-pawel-pawlikowski/" data-a2a-title="Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Vaterland (Fatherland) di Paweł Pawlikowski (Premio della regia – ex equo)"></a></p><p><strong><em> Vaterland. </em>Voto *** (*)<em>&#8211; </em>sullo scrittore Thomas Mann tornato in Germania con la guerra fredda ormai in corso. In uno splendido bianco&amp; nero.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/kxDLkNfPBUA?si=jnD4EWJxQyYnSmHP" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Con <em><strong>Vaterland</strong> </em>(<strong><em>Fatherland</em></strong>), il regista polacco<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pawe%C5%82_Pawlikowski" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Paweł Pawlikowski</strong></a> sceglie di tornare a trattare ancora una volta del difficile periodo di divisioni e di tensioni seguito in Europa alla Seconda Guerra Mondiale, così come aveva già fatto in <a href="https://www.closeup-archivio.it/ida" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Ida</em></strong></a> e in <a href="https://www.closeup-archivio.it/cold-war" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Cold War</em></strong></a>. Questa volta si muove partendo da una vicenda storica: il <strong>ritorno in Germania nell’estate del 1949</strong>, quindi in piena<strong> Guerra Fredda</strong>, del grande scrittore <strong>Thomas Mann</strong> con la figlia <strong>Erika</strong>. Dopo ben sedici anni di esilio negli Stati Uniti e l’aquisita cittadinanza americana lo scrittore premio Nobel fu infatti invitato a tornare in occasione dei festeggiamenti per l’anniversario dei 200 anni dalla nascita di Goethe. L’evento fu un caso unico perché celebrato in contemporanea sia dalla Germania Est che dalla Germania Ovest. Il ritorno in patria di <strong>Mann</strong> riscosse quindi un grande interesse mediatico nella Germania divisa, tanto che molti quotidiani del tempo seguirono con dettagliate descrizioni i movimenti dello scrittore. Nella narrazione <strong>Pawlikowski</strong> ricrea con grande rigore per il dettaglio i due più importanti eventi riportati dalla stampa: il discorso di Mann al Deutsches Nationaltheater di <strong>Francoforte</strong>, città natale di Goethe, e quello tenuto a <strong>Weimar</strong>, la città dove il grande scrittore visse più a lungo.<button class="rank-math-content-ai-tooltip">Riduci con l&#8217;IA</button></p>
<p>Nonostante<strong><em> Vaterland</em></strong> racconti il viaggio di <strong>Thomas Mann</strong> la scena d’apertura introduce brevemente la figura ormai delusa dalla vita e dall’arte di <strong>Klaus Mann</strong>, il secondogenito dello scrittore, e autore del romanzo pubblicato postumo <strong>Mephisto</strong>.</p>
<p>Ma ecco, quindi, l’attore tedesco <strong>Hanns Zischler</strong>, che aveva debuttato con <strong>Wim</strong> <strong>Wenders</strong> in <strong><em>Nel corso del tempo</em></strong> e lavorato per <strong>Jean-Luc Godard</strong> in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=GGz1jrGeW9M" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Germania nove zero</em></strong></a>, trasformarsi nel perfetto sosia di un <strong>Thomas Mann</strong> alle prese con il rientro nella sua terra natale dilaniata da anni di guerra e divisa in due da un muro, con la quale condivide una lingua ma non il più vicino passato; mentre lui stesso è costretto ad affrontare la perdita familiare e violenta del figlio <strong>Klaus</strong>, che proprio durante il soggiorno dei Mann in Germania compirà il gesto estremo del suicidio<strong> in una camera d’albergo a Cannes</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img aligncenter" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Vateland2-300x225.jpg" alt="Vaterland" width="419" height="314" /></p>
<p>In grande sintonia con <strong>Hanns</strong> <strong>Zischler</strong> è l’attrice tedesca, ormai diventata una star internazionale, <strong>Sandra Hüller (<a href="https://www.closeup-archivio.it/toni-erdmann-cannes-69-concorso" target="_blank" rel="noopener"><em>Toni Erdmann</em></a>, <a href="https://close-up.info/anatomia-di-una-caduta-di-justine-triet/"><em>Anatomia di una caduta</em></a></strong>, <a href="https://close-up.info/the-zone-of-interest-di-jonathan-glazer/"><strong><em>La zona d’interesse</em></strong></a>,<a href="https://close-up.info/rose-di-markus-schleinzler-concorso/"><strong> <em>Rose</em></strong></a>) che, come ormai ben sappiamo, sa conferire un  carattere personale a tutti i suoi diversi personaggi. Inutile dire che qui riesce perfetta nella parte della devota e mascolina figlia <strong>Erika</strong>, dotata per le lingue e quindi indispensabile al padre, e capace forse di un maggior senso critico e di un maggiore legame affettivo del padre rispetto al fratello Klaus. Il ricevimento all’Hotel di Francoforte ben descrive la difficile e contrastata situazione nella quale i Mann si sono ritrovati. Un viaggio segnato da incontri non sempre facili con i relitti ancora viventi di un passato nazista come fra gli altri <strong>Gustaf Gründgens</strong>, ex marito di Erika o i nipoti di Wagner alla ricerca di salvare il lascito famigliare; ma anche da un apparato comunista già ben pompato di propaganda e servilismo. Nel film vengono messi in risalto le varie critiche mosse all’autore dai suoi delatori od esposte da una parte politica, le proposte e le onorificenze, invece, dall’altra.<button class="rank-math-content-ai-tooltip">Riduci con l&#8217;IA</button></p>
<p>Ritroviamo anche qui molto del rigore compositivo dei precedenti film del regista polacco e infatti la fotografia porta ancora la firma di <strong>Lukasz Zal</strong>. Già nel formato ‘a tutto schermo’, il prediletto di <strong>Pawlikowski</strong> riconosciamo il suo stile severo e distaccato, quasi a voler consegnare non una narrazione ma dei fatti accaduti. Per questo solitamente lavora sempre con immagini di un limpido e impeccabile bianco e nero, più ricche di contrasto che non di sfumature. Inoltre, c’è poco spazio per i movimenti di macchina, limitati a poche, rarissime scene, mentre prevale la camera fissa a riprendere tavolate imbandite a festa accompagnate da cori militari. Forse per questo nel complesso la narrazione risulta alquanto rigida e solo le esperte capacità interpretative degli attori riescono ad attutire un poco questo inflessibile componimento formale.<button class="rank-math-content-ai-tooltip">Riduci con l&#8217;IA</button></p>
<hr />
<p><strong><em>Fatherland (Vaterland ) </em></strong> – <strong>Regia: </strong>Paweł Pawlikowski;<strong> sceneggiatura</strong>: Paweł Pawlikowski, Henk Handloegten; <strong>fotografia</strong>: Łukasz Żal; <strong>montaggio</strong>: Piotr Wójcik; <strong>musica</strong>: Marcin Masecki; <strong>scenografia</strong>: Katarzyna Sobańska, Marcel Sławiński; <strong>interpreti</strong>: Sandra Hüller (Erika Mann), Hanns Zischler (Thomas Mann), August Diehl, Anna Madeley, Devid Striesow, Theo Trebs, Joanna Kulig; <strong>produzione</strong>: MUBI, OUR Films, Extreme Emotions, Nine Hours, Chapter 2; <strong>origine</strong>: Polonia/Regno Unito/Germania/Francia/Italia, 2026; <strong>durata</strong>: 82 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Mubi.</p>
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		<title>Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Kyū ni guai ga waruku naru (Soudain) di Ryūsuke Hamaguchi (Premio miglior interpretazione femminile)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 19:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[News & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Soudain. Voto ***(* )&#8211; un film pieno di speranza, che ci fa riflettere sulla vita, sulla morte, l’amicizia e le molte possibilità dell’essere umano. Premio a Tao Okamoto. Soudain: è&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsoudain-di-ryusuke-hamaguchi%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Ky%C5%AB%20ni%20guai%20ga%20waruku%20naru%20%28Soudain%29%20di%20Ry%C5%ABsuke%20Hamaguchi%20%28Premio%20miglior%20interpretazione%20femminile%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsoudain-di-ryusuke-hamaguchi%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Ky%C5%AB%20ni%20guai%20ga%20waruku%20naru%20%28Soudain%29%20di%20Ry%C5%ABsuke%20Hamaguchi%20%28Premio%20miglior%20interpretazione%20femminile%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsoudain-di-ryusuke-hamaguchi%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Ky%C5%AB%20ni%20guai%20ga%20waruku%20naru%20%28Soudain%29%20di%20Ry%C5%ABsuke%20Hamaguchi%20%28Premio%20miglior%20interpretazione%20femminile%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsoudain-di-ryusuke-hamaguchi%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Ky%C5%AB%20ni%20guai%20ga%20waruku%20naru%20%28Soudain%29%20di%20Ry%C5%ABsuke%20Hamaguchi%20%28Premio%20miglior%20interpretazione%20femminile%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsoudain-di-ryusuke-hamaguchi%2F&#038;title=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Ky%C5%AB%20ni%20guai%20ga%20waruku%20naru%20%28Soudain%29%20di%20Ry%C5%ABsuke%20Hamaguchi%20%28Premio%20miglior%20interpretazione%20femminile%29" data-a2a-url="https://close-up.info/soudain-di-ryusuke-hamaguchi/" data-a2a-title="Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Kyū ni guai ga waruku naru (Soudain) di Ryūsuke Hamaguchi (Premio miglior interpretazione femminile)"></a></p><p><strong><em>Soudain. Voto ***</em>(<em>* </em>)<em>&#8211; </em>u<span style="font-size: 18px;">n film pieno di speranza, che ci fa riflettere sulla vita, sulla morte, l’amicizia e le molte possibilità dell’essere umano. Premio a Tao Okamoto.</span></strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-51199" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-All_of_a_Sudden-212x300.jpg" alt="All of a Sudden" width="212" height="300" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-All_of_a_Sudden-212x300.jpg 212w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-All_of_a_Sudden.jpg 264w" sizes="auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px" /></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Soudain</em></strong>: è all’improvviso che il tumore recidivo al seno e ormai in metastasi può manifestarsi nel corpo di Mari (<strong>Tao Okamoto</strong>). La filosofa-regista teatrale si trova in tour per uno spettacolo a <strong>Parigi</strong>. Il pezzo che presenta è alquanto insolito perché tratto dal pensiero e da una frase del rivoluzionario psichiatra italiano <strong>Franco Basaglia</strong>, scritto quando ancora esistevano gli inferni dei manicomi. «Visto da vicino nessuno di noi è normale» recita l’attore Gorô (<strong>Kyōzō Nagatsuka</strong>) sul palcoscenico minimalista, con solo qualche sedia, mentre il nipote autistico Tomoki (<strong>Kodai Kurosaki</strong>) ogni tanto fa capolino fra il pubblico. Proprio grazie a Tomoki, Mari viene a conoscere l’antropologa medica Marie-Lou (<strong>Virginie Efira</strong>), direttrice di una clinica privata per anziani con demenza, chiamata ‘Garten of Freedom’, e la invita allo spettacolo. Fra Mari e Marie-Lou nasce da subito una forte amicizia, accompagnata da lente notturne passeggiate per le strade di una Parigi poco conosciuta (una lontana reminiscenza di <strong><em>Before Sunrise/Prima dell&#8217;alba </em></strong>di <strong><span class="gs_tkn">Richard </span><span class="gs_tkn">Linklater</span></strong>), lunghe discussioni e lezioni di filosofia (torna in mente la lezione marxista-leninista di <strong>Jean-Luc Godard</strong> in <strong><em>La chinoise</em></strong>) e speranze sul futuro con la ferrea volontà di entrambe di rendere possibile l’impossibile: smantellare il sistema per riportarlo ad un livello più umano.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img aligncenter" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Soudain1-300x225.jpg" alt="Soudain" width="405" height="304" /></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Girato fra <strong>Parigi</strong> e <strong>Kyoto</strong>,  <strong><em>Soudain</em></strong> non è un film facile, sia per il tema trattato sia per la lunghezza che supera le tre ore. Basato sulla libera interpretazione di un libro omonimo che raccoglie il carteggio fra la filosofa <strong>Makiko Miyano</strong> e l&#8217;antropologa medica <strong>Maho Isono</strong>, è un progetto al quale <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ryusuke_Hamaguchi" target="_blank" rel="noopener">Ryūsuke Hamaguchi</a> </strong>ha lavorato per due anni visitando spesso Parigi e la clinica dove si svolgono gran parte delle scene. E forse per dare il tempo a <strong>Virginie</strong> <strong>Efira</strong> di imparare a parlare il giapponese. Dopo <a href="https://close-up.info/drive-my-car/"><strong><em>Drive My Car</em></strong> </a>(2022) e <a href="https://close-up.info/il-male-non-esiste-di-ryusuke-hamaguchi/"><strong><em>Il male non esiste</em></strong> </a>(2023) il regista giapponese dal cuore umanista ci offre così un lungo momento di riflessione filosofica sulla società occidentale, con potente coerenza; e prosegue la sua esplorazione filmica legata alla dialettica e al rapporto con il teatro, che da sempre sono stati  elementi indispensabili alla sua ricerca cinematografica.</span><br />
<span style="font-size: 18px;">Ritroviamo, così, il cinema gentile e delicato di <a href="https://close-up.info/drive-my-car/"><strong><em>Drive My Car</em></strong></a> specie quando si discute con grande rispetto di temi quali la morte e la malattia, portando in campo teorie tutt’oggi innovative come quelle di <strong>Basaglia</strong>, ma in <strong><em>Soudain</em></strong>, a differenza di altri film, <strong>Hamaguchi</strong> rischia, a tratti, di cadere nel prolisso e nel didattico. Per esempio quando la protagonista Marie-Lou espone il trattamento sanitario chiamato <strong>Humanitude</strong>, nato in Francia e sviluppato in Giappone, il quale, se non fosse per la mancanza di finanziamenti, le permetterebbe di assistere ai suoi ospiti con rispetto e dignità umana. Ed anche i lunghi dialoghi-monologhi sul collasso della società capitalistica acquistano la forma di insegnamenti morali. Eppure, nonostante <strong>Hamaguchi</strong> si prenda molto, forse troppo tempo, per spiegarci le sue visioni, sebbene le situazioni si ripetano con appena lievi variazioni e i ciclici massaggi ai piedi si trasformino in happening collettivi, la quieta narrazione arriva a toccare corde profonde, ci smuove dentro con delicatezza e con sottile ironia. Forse un gradino sotto l&#8217;eccellenza degli ultimi due film, questo <strong><em>Soudain,</em></strong> comunque, è un&#8217;opera piena di speranza, che ci fa riflettere sulla vita, sulla morte, l’amicizia e le molte possibilità dell’essere umano.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img alignnone" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Soudain2-300x200.jpg" alt="Soudain" width="300" height="200" /></span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Kyū ni guai ga waruku naru (Soudain</em>) </strong>– <strong>Regia:</strong> Ryūsuke Hamaguchi;<strong> sceneggiatura</strong>: Ryūsuke Hamaguchi, Léa Le Dimna (basata sul libro di Makiko Miyano e Maho Isono); <strong>fotografia</strong>: Alan Guichaoua; <strong>montaggio</strong>: Yamazaki Azusa, Akimoto Minori; <strong>musica</strong>: Samuel Andreeff; <strong>interpreti</strong>: Virginie Efira, Tao Okamoto, Kyōzō Nagatsuka, Kodai Kurosaki; <strong>produzione</strong>: Cinefrance Studios, Office Shirous, Bitters End, Heimatfilm, Tarantula; <strong>origine</strong>: Giappone/ Francia/ Germania / Belgio, 2026; <strong>durata</strong>: 197 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Teodora e Tucker Film.</span></p>
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		<title>Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Das geträumte Abenteuer  (The Dreamed Adventure) di Valeska Grisebach (Premio della Giuria)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Cattin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 11:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[The Dreamed Adventure (Das geträumte Abenteuer) Voto ***(*) &#8211; Un western dei giorni nostri, che scava in profondità fra le piaghe machiste di una comunità bulgara locale situata al confine&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fthe-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Das%20getr%C3%A4umte%20Abenteuer%20%20%28The%20Dreamed%20Adventure%29%20di%20Valeska%20Grisebach%20%28Premio%20della%20Giuria%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fthe-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Das%20getr%C3%A4umte%20Abenteuer%20%20%28The%20Dreamed%20Adventure%29%20di%20Valeska%20Grisebach%20%28Premio%20della%20Giuria%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fthe-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Das%20getr%C3%A4umte%20Abenteuer%20%20%28The%20Dreamed%20Adventure%29%20di%20Valeska%20Grisebach%20%28Premio%20della%20Giuria%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fthe-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Das%20getr%C3%A4umte%20Abenteuer%20%20%28The%20Dreamed%20Adventure%29%20di%20Valeska%20Grisebach%20%28Premio%20della%20Giuria%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fthe-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach%2F&#038;title=Festival%20di%20Cannes%20%2812-23%20maggio%202026%29%3A%20Das%20getr%C3%A4umte%20Abenteuer%20%20%28The%20Dreamed%20Adventure%29%20di%20Valeska%20Grisebach%20%28Premio%20della%20Giuria%29" data-a2a-url="https://close-up.info/the-dreamed-adventure-di-valeska-grisebach/" data-a2a-title="Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Das geträumte Abenteuer  (The Dreamed Adventure) di Valeska Grisebach (Premio della Giuria)"></a></p><p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>The Dreamed Adventure </em>(<em>Das geträumte Abenteuer</em>) Voto ***(*) &#8211; Un western dei giorni nostri, che scava in profondità fra le piaghe machiste di una comunità bulgara locale situata al confine di un&#8217;Europa dimenticata.</strong></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/Js1IBgEcaeE?si=VhrMY_Jb-8hqGGx8" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Con <strong><em>The Dreamed</em><em> Adventure</em></strong>, la regista tedesca <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valeska_Grisebach" target="_blank" rel="noopener"><strong>Valeska Grisebach</strong></a> taglia il traguardo del suo quarto lungometraggio dopo <a href="https://www.closeup-archivio.it/pesaro-44-mein-stern-cinema-tedesco-contemporaneo" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Mein Stern</em></strong></a>, <strong><em>Desiderio </em></strong> (presentato al Festival di Berlino del 2006) e <strong><em>Western</em></strong>, che aveva concorso a &#8220;Un Certain Regard&#8221; a Cannes nel 2017.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Avendo appreso e studiato sia a Berlino che a Vienna, per lo stile ed il carattere ibrido dei suoi lavori la regista di Brema viene spesso collegato sia alla cosiddetta <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Berlin_School_(filmmaking)" target="_blank" rel="noopener"><strong>Berliner Schule</strong></a> (<strong>Christian Petzold</strong>, <strong>Angela</strong> <strong>Schanelec</strong>, <strong>Thomas</strong> <strong>Arslan</strong>) sia alla cosiddetta <strong>New wave viennese</strong> (<strong>Jessica Hausner</strong>, <strong>Barbara Albert</strong>).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Completamente girato in Bulgaria e tutto in lingua bulgara, <strong><em>The Dreamed</em><em> Adventure </em></strong>ha probabilmente più a che fare con la seconda corrente, quella viennese, visto che il lento procedere degli eventi, i lunghi piano-sequenza, l’impiego di attori non professionisti, tende a superare la classica divisione fra fiction e documentario.</span></p>
<figure id="attachment_51524" aria-describedby="caption-attachment-51524" style="width: 537px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51524" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum3-300x169.jpg" alt="The Dreamed Adventure" width="537" height="303" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum3-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum3-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum3-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum3.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px" /><figcaption id="caption-attachment-51524" class="wp-caption-text"><strong>                          Yana Radeva</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Siamo a <strong>Svilengrad</strong>, una cittadina bulgara situata nel remoto triangolo di confine fra Bulgaria, Grecia e Turchia. «Svilengrad inizia dove finisce la legge» viene detto da qualcuno nel corso del film. Già negli anni Novanta i traffici illeciti e il contrabbando fiorivano in quei luoghi. Ora ci si arricchisce con il commercio di immigrati. Veska (<strong>Yana Radeva</strong>), originaria della zona, che ha studiato all’estero, è un’archeologa tornata dopo anni a dirigere gli scavi intorno una vecchia torre sulle montagne di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Matochina" target="_blank" rel="noopener"><strong>Matochina</strong></a>. Per caso incontra una sua vecchia conoscenza, Said (<strong>Syuleyman Alilov Letifov</strong>) rimasto a piedi dopo che gli hanno rubato l’auto e anche lui tornato dopo anni per organizzare un commercio di diesel. Decisa ad aiutarlo lo invita a visitare il sito dove lavora. Ma dopo un giorno passato insieme a ricordare il passato, Said sparisce dalla circolazione e nel tentativo di ritrovarlo Veska rimane sempre più avvinghiata nel suo stesso passato.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La trama di <strong><em>The Dreamed Adventure</em></strong> si snoda, come si accennava, in modo molto graduale e flemmatico: la protagonista Veska scava nella propria esistenza e ne mette in luce le varie componenti così come pazientemente, tramite il suo lavoro di archeologa, estrae piccoli reperti fra le rovine della torre sotto il sole cocente. L’indagine la porta a rivangare vecchie storie di vendetta e faide fra boss e clan, omicidi che hanno avuto luogo 20 anni prima e che mai sono stati perseguiti dalla legge, ma di cui la piccola comunità locale ancora parla. Dal torbido passato riemergono in Veska verità a lungo dimenticate e rimaste assopite che ora rivede con nuovi occhi.</span></p>
<figure id="attachment_51523" aria-describedby="caption-attachment-51523" style="width: 526px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51523" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum2-300x169.jpg" alt="The Dreamed Adventure" width="526" height="296" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum2-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum2-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum2-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Traum2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /><figcaption id="caption-attachment-51523" class="wp-caption-text"><strong>Syuleyman Alilov Letifov</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Sembra non succeda mai nulla in questa regione periferica dell&#8217;Europa e per le strade di confine spesso aride di umanità. La narrazione parte lenta, i movimenti di camera laterali concedono ai vasti spazi del paesaggio tutto il tempo di cui hanno bisogno ma senza esagerare, continuando poi a seguire la protagonista nelle sue peregrinazioni. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Con tocco documentaristico <strong>Griesebach </strong>mette in luce in <strong><em>The Dreamed Adventure</em></strong> la forte divisione di genere e il forte machismo su cui è fondata la società bulgara e che è il fondamento di comportamenti  mafiosi. Attorno al tavolo in casa si ritrovano le donne; all’aperto, quasi in un’atmosfera da <em>Far west </em>europeo si ritrovano gli uomini. Si beve caffè, si fuma una sigaretta e si parla. Veska il cui eroe da bambina era <strong>Conan il Barbaro</strong> sopporta gli arroganti discorsi maschili che cercano di screditarla, ma come il suo eroe sa bene come rispondere alla prepotenza.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lasciandosi molto tempo, <strong>Valeska Griesebach</strong>, costruisce il suo film con incontri e osservazione, lasciando alla sua protagonista, l&#8217;attrice non professionista <strong>Yana Radeva</strong>, che si impone sulla scena con la sua forte presenza, il compito di condurci per le strade bianche e poco battute del suo paese senza legge, dove il mafioso è ancora visto come un Robin Hood, il ladro che ruba ai poveri per dare ai ricchi, e che invece lei smaschererà con poche mosse decisive. <strong><em>The Dreamed Adventure</em></strong> è un ottimo, inusuale western europeo, con estratti che rasentano il documentario ed esplorano la realtà poco conosciuta di una regione dimenticata e abbandonata ai suoi lontani confini.</span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em> Das geträumte Abenteuer </em>(<em>The Dreamed Adventure</em>) </strong> – <strong>Regia: </strong>Valeska Grisebach<strong>; sceneggiatura</strong>: Valeska Grisebach (con la collaborazione di Lisa Bierwirth); <strong>fotografia</strong>: Bernhard Keller; <strong>montaggio</strong>: Bettina Böhler; <strong>scenografia</strong>: Sabina Christova; <strong>interpreti</strong>: Yana Radeva (Veska), Syuleyman Alilov Letifov (Saïd), Velko Frandev; <strong>produzione</strong>: Komplizen Film, Kazak Productions, Panama Film, Miramar Film; <strong>origine</strong>: Germania/Francia/Austria/Bulgaria 2026; <strong>durata</strong>: 167 minuti.</span></p>
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