The Guilty di Antoine Fuqua

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Regista del bel poliziesco Training Day (2001), Antoine Fuqua è ora su Netflix con un film del 2021, The Guilty. Venti anni dopo quel primo successo, il regista si dedica quindi a un film piccolo e difficile: in scena quasi esclusivamente il protagonista Joe Baylor, interpretato da Jake Gyllenhaal, un poliziotto di Los Angeles costretto al call center da un incidente per il quale proprio il giorno dopo avrà una udienza in tribunale. Joe è stressato e infastidito dalle chiamate a vuoto di cittadini loro per primi non convinti dell’aiuto che richiedono. Fino a quando non entra in contatto con una donna che scopre essere stata rapita. Inizia una corsa contro il tempo che si svolge al telefono e di cui gli spettatori ascoltano più che guardare l’evolversi: la suspense è creata dal disagio crescente di Joe e dagli indizi che piano scopre attraverso le telefonate alle persone coinvolte nel rapimento.

Il film è molto interessante: Joe deve sostenere un incendio molto sviluppato in città e le relative richieste di aiuto, le chiamate a vuoto, il peso dell’udienza del giorno dopo, il senso di colpa per non riuscire a vedere sua figlia, il dovere di salvare la donna rapita. Eppure tutte queste situazioni si svolgono in due stanze con un solo attore o quasi, ma il ritmo e la suspense lo fanno dimenticare.

La regia di Antoine Fuqua è ottima proprio per questo, perché lo spettatore pensa alle storie che ascolta insieme al protagonista e per esse soffre come se le vedesse; Jake Gyllenhaal come attore sostiene tutto il film come il personaggio che interpreta sostiene un senso di colpa che rischia di farlo collassare: interprete e personaggio sono ai limiti e riescono a non oltrepassarli, regalando verosimiglianza e la possibilità di una Provvidenza che cura le ferite degli uomini proprio quando giungono a un punto estremo di non ritorno.

E’ difficile fare la scelta giusta, non perché sia difficile capire quale sia, ma perché, pur essendo semplicissimo capirla, è problematico sostenerne il peso e il sacrificio e per paura di questi non si attua; a volte si è in imbarazzo di fronte a un contesto che rifiuta quella scelta come ottusa e il risultato è un rammarico maggiore, per la vergogna di compiere quella scelta e poi di non averla compiuta.

Il poco tempo nel quale accompagniamo Joe nella sua rincorsa verso quella scelta si fa metafora della vita di tutti gli uomini, che, per quanto oppressi da una situazione difficile, possono sempre lottare e con spirito di sacrificio fare la scelta giusta. La vita non è facile per nessuno, ma è certo che la virtù conduce alla felicità, anche se a volte lo si crede possibile solo in un altro mondo. Fare ciò che la coscienza detta e il sacrificio sarà poi leggero.

The Guilty è un film bello e tosto e fa nascere il desiderio di recuperare i film del regista nero di  Pittsburgh, qui essenziale e adrenalinico, e con una idea vera da trasmettere ai suoi spettatori: la lotta interiore per compiere la scelta giusta verrà ripagata oltre ogni aspettativa e renderà relativo quel poco sacrificio richiesto.

Su Netflix


The Guilty – Regia: Antoine Fuqua ; sceneggiatura: Nic Pizzolatto; fotografia: Max Makhani;montaggio: Jason Ballantine;  musica: Marcelo Zarvos; interpreti: Jake Gyllenhaal; produzione: Jake Gyllenhaal, Antoine Fuqua; origine: USA 2021; durata: 90’; distribuzione: Netflix.

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