Cyrano

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Il Cyrano di Joe Wright, dunque, ma facciamo subito un piccolo passo indietro. Il protagonista della celebre commedia teatrale in cinque atti – pubblicata nel 1897 dal francese Edmond Rostand (1868-1918) e ispirata alla figura storica di uno dei più estrosi scrittori del Seicento e precursore della letteratura fantastica, il parigino Savinien Cyrano de Bergerac (1619-1655) – non è certo un nuova conoscenza del cinema.

Alla figura dello spadaccino rostandiano, si era ispirato subito, visto il grande successo sulla scena, nel 1900 il film di Clément Maurice mentre in Italia nel 1908, troviamo una pellicola girata da Ernesto Maria Pasquali a Torino, che sembra sia andata perduta. Eccetera, eccetera ma non possiamo non menzionare, per lo meno, la versione di Jean-Paul Rappeneau (1990) interpretata da Gérard Depardieu (premio Oscar l’anno seguente a Franca Squarciapino per i costumi).

Ed arriviamo a questo eccellente film che per la sceneggiatura di Erika Schmidt si basa sull’omonimo musical della stessa autrice e che presentato in anteprima al 48° Telluride Film Festival a settembre, adesso passa alla Festa di Roma, prima di essere distribuito a fine anno nelle sale.

Diverse cose e non piccole sono cambiate: ad esempio il protagonista non ha come siamo abituati a sapere un naso smisurato, è invece un nano interpretato dal bravissimo Peter Dinklage  (noto mondialmente come il personaggio di Tyrion Lannister nella serie tv Il Trono di Spade); oppure Christian de Neuvillette (Kelvin Harrison Jr.) che è diventato un nero. Per il resto, a parte queste attualizzazioni in linea con la modernità (e forse anche con una certa moda hollywoodiana delle “quote”), a grandi linee la storia è rimasta la stessa.

Abile affabulatore capace di ammaliare chiunque lo ascolti con brillanti giochi di parole nonché abilissimo spadaccino, Cyrano non è mai riuscito a dichiarare il suo amore alla bella Roxanne (Haley Bennett), a causa sia della timidezza sia del timore di essere rifiutato per il suo aspetto fisico che nel film è stato vieppiù accentuato. Consapevole di se stesso e della situazione (fisica) nella quale versa, l’uomo è certo che la mancanza d’avvenenza sia il motivo principale per cui lui non meriterà mai di essere ricambiato dalla donna che conosce e ama da lungo tempo, e questo malgrado l’indubbio coraggio, la velocità di parola e di spada. Ed infatti Roxanne che pur in difficoltà economiche non si concede alla corte sempre più stringente del ricco Conte De Guiche (Ben Mendelsohn) si innamora al primo colpo del giovane e prestante cadetto Christian. Il ragazzo però, un po’ rustico e soprattutto povero di poesia, troverà sostegno in Cyrano che riuscirà a fornirgli le giuste parole d’amore anche nelle lettere che invia alla bella… E poi e poi, fino alla nota conclusione che segue appunto il testo originale di Edmond Rostand e che a chi non la ricorda, qui non la vogliamo rivelare.

Confessiamo che non siano né dei grandi conoscitori né dei fan sfegatati del musical, sia quello classico di Busby Berkeley all’alba del sonoro né di quello contemporaneo, ma il film di Joe Wright ci è sembrato, solo e unicamente, un bel film riuscito. Gli attori funzionano in modo degno, la musica è gradevole, le scenografie e i costumi (segnaliamo il magnifico lavoro dell’italiano Massimo Cantini Parrini) sono sfarzosi e molto apprezzabili, il ritmo è quello giusto e il film scorre come un orologio svizzero di un tempo. Insomma, cos’altro si vuole da un filmone americano?

Girato in gran parte in Sicilia tra Noto, Scicli e Ragusa – e nella colonna sonora originale, abbiamo percepito, chissà come mai lasciate, alcune parole d’italiano, mentre il tutto è ovviamente, rigorosamente parlato in inglese date le convenzioni hollywoodiane – Cyrano ci è parso, sinora, il miglior film passato alla Festa di Roma. Ed è melodrammatico quanto basta, d’altronde Joseph “Joe” Wright è il regista britannico di Orgoglio e pregiudizio, Espiazione e Anna Karenina.


CyranoRegia: Joe Wright; sceneggiatura: Erika Schmidt; fotografia: Seamus McGarvey; montaggio: Valerio Bonelli; musica: Aaron Dessner, Bryce Dessner; scenografie: Sarah Greenwood; costumi: Massimo Cantini Parrini; interpreti: Peter Dinklage (Cyrano de Bergerac), Haley Bennett (Roxanne), Ben Mendelsohn (Il Conte De Guiche), Brian Tyree Henry (Le Bret), Kelvin Harrison Jr. (Christian); produzione: Tim Bevan, Eric Fellner, Guy Heeley per MGM e Working Title Films; origine: Gran Bretagna, Italia, Canada Usa, 2021; durata: 124’; distribuzione: Eagle Pictures.

 

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