Festival del cinema spagnolo e latinoamericano XV° edizione (Roma 6-12 ottobre): Prison 77 di Alberto Rodriguez

 
 
  Dopo il thriller ansiogeno La isla mínima che ha collezionato ben 10 riconoscimenti nel corso della  29ª edizione dei Premi Goya, Alberto Rodriguez torna sul grande schermo con un coinvolgente prison movie dal taglio socio politico, ambientato poco prima degli anni Ottanta a Barcellona.
Nel corso della scorsa edizione del Festival del cinema di Venezia il riuscitissimo Ariaferma (per la regia di Leonardo di Costanzo), ambientato in un vecchio carcere in via di dismissione,  giocava sulla relazione e sui giochi di potere tra guardie e carcerati scandagliando in profondità l’aspetto psicologico e riflettendo sulle dinamiche relazionali tra i due punti di vista. Qui il taglio è decisamente  socio-politico e non psicologico e relazionale. 
Dalle reazioni e dagli sguardi dei prigionieri del Carcer Modelo, percepiamo anche il mondo che cambia fuori. La prigione non è quindi  solo il luogo concreto in cui si giocano, necessariamente,  i rapporti di forza tra prigionieri e guardie, ma rispecchia  soprattutto il cambiamento di regime e di vita che il paese sta vivendo.
Siamo  nel pieno della Transición española e dal 1975, ovvero dalla morte del dittatore Francisco Franco è in corso un decisivo cambio di regime l’evoluzione del sistema  si attua precisamente negli anni 1975-1979, tra la proclamazione del re Juan Carlos I  nel novembre del 1975, le prime elezioni generali del 1977, e  nel mese di marzo 1979, data delle elezioni della prima legislatura.
Scritto da Alberto Rodriguez assieme a Rafael Cobos, Prison 77  si ispira al vero tentativo di evasione dal carcere del Cárcel Modelo di Barcellona tentato da 45 detenuti nel 1978, dopo una ribellione guidata dalla COPEL ( Coordinadora de Presos En Lucha ) ed  è ambientato per la quasi totalità  all’interno di un carcere pur  riuscendo a fotografare la situazione socio-politica di quel momento storico, attraverso il disagio vissuto da alcuni detenuti, il giovane Manuel per primo. 
Manuel (Miguel Herran) è infatti un giovane  di soli 31 anni  condannato a una pena dai 10 ai  20 anni di reclusione per essersi intascato l’equivalente di 1200 euro. Con l’aiuto del suo maturo compagno di cella Pino, il ragazzo diventerà il punto di riferimento  di un movimento che chiede l’amnistia e che unirà tutte le prigioni nella lotta per la libertà, con l’obiettivo di cambiare per sempre la società in senso più democratico.. All’interno del carcere infatti,  i prigionieri scontano pene eccessive per le loro preferenze sessuali, o per il loro credo politico e  sono trattati in maniera disumana,  privi di diritti . Fuori dal carcere e nelle strade ,  si celebra il cambio di regime  dopo 40 anni di dittatura, ma il sistema giudiziario e penitenziario  è ancora terribilmente arretrato e lontano dal celebrare uno spiraglio di libertà e di respiro democratico.
Ogni manifestazione di dissenso da parte dei prigionieri viene infatti repressa dalla polizia e sedata con la violenza e con il silenzio dell’isolamento.
E proprio l’isolamento forzato e i momenti di necessaria crescita spingeranno Manuel ad abbracciare la causa: inizialmente diffidente, proverà sulla sua stessa pelle il sapore di quell’ingiustizia e di quel sistema privo di umanità.
Gli unici momenti di gioia sono il dialogo con una dolce ragazza dai capelli rossi e dallo sguardo pieno di dolcezza, che le consegna una sua foto e le promette amore.. Manuel nutre  i suoi giorni di isolamento vivendo anche di quella speranza.  
Attraverso lo sguardo sincero e profondo del protagonista cogliamo i passaggi della sua evoluzione individuale e sociale al tempo stesso: inizialmente i suoi occhi sembrano persi, poi sempre più consapevoli della situazione e infine pieni di rabbia e di desiderio di rivalsa per combattere in profondità quel sistema fallace.
Prigione 77, il cui ritmo cresce progressivamente,  riesce a cogliere perfettamente il disagio il dissenso e la brutalità del clima di un paese che ancora non aveva voltato pagina ma i cui semi del cambiamento erano già chiari e visibili.
 

Prison 77  Regia: Alberto Rodríguez; sceneggiatura: Rafael Cobos, Alberto Rodríguez; fotografia: Alex Catalán; montaggio: José M. G. Moyano; musica:
Julio De La Rosa;  interpreti:Miguel Herrán, Javier Gutiérrez, Jesús Carroza, Catalina Sopelana, Fernando Tejero, Xavi Sáez, Víctor Castilla, Alfonso Lara, Iñigo de la Iglesia, Iñigo Aranburu, Javier Lago, Javier Beltrán, Aimar Vega, Julián Valcárcel; produzioneAtípica Films, Movistar+origine: Spagna, 2022; durata: 125’; distribuzioneMovies Inspired

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