Finding Ola di Hadi El Baghoury

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Una storia che parla di morte e rinascita, di caparbietà e di percorso evolutivo, personale e professionale insieme, tutto rigorosamente al femminile.
Niente di nuovo sotto il sole, un copione ormai vecchio, una storia già vista e digerita, ma Finding Ola, nonostante la poca originalità dell’intreccio, sa essere una serie  fresca e spensierata, a partire dal temperamento della protagonista stessa, quarantenne con due figli, capace, dopo essere stata mollata dal marito, di riavvolgere il nastro della sua esistenza, e di tirarne fuori qualcosa di buono e di divertente (figli a parte).
Diversi anni dopo il successo dello show sempre egiziano Ayza Atgawez, l’attrice tunisina Hend Sabry riprende il suo ruolo, quello appunto di Ola, una giovane farmacista egiziana che sogna di sposarsi prima di aver compiuto 30 anni. In Finding Ola, serie  diretta da Hadi El Baghoury ritroviamo la “stessa” Ola qualche anno dopo,  sposata con due figli in un equilibrio apparentemente felice e stabile.
Un fragile castello di carta, perché  un bel giorno suo marito Hisham (Hany Adel) le comunica di volersi separare.

Hisham, infatti, dopo aver avuto un infarto a soli 45 anni,  si sente stretto nella sua vita familiare e ha bisogno di cambiare direzione.

La donna è distrutta e sente di non aver più nulla da dare. Fortunatamente non è sola: a casa sua, in attesa di una lenta ripresa emotiva e psicologica piombano la simpatica madre (Sawsan Badr), che si trasferisce in pianta stabile a casa sua, e l’amica di sempre Nasrine, precedentemente trascurata per volere di Hisham.
Dopo una naturale rielaborazione del lutto emotivo, Ola torna a dedicarsi alla sua passione di sempre: la produzione naturale – e casalinga – di cosmetici.
E dalla sua, avrà la collaborazione della sua migliore amica e l’incontro fortuito con un imprenditore di Dubai alla ricerca di nuovi “talenti”.
Finding Ola, al di là del registro divertente e leggero, esplora il mondo femminile in maniera ampia, allargando la prospettiva di generazione in generazione:  la protagonista ritrova il suo ruolo – e guarda un po’ – a se stessa al di fuori della costellazione familiare a cui si era dedicata anima e corpo ma che le aveva succhiato lo spirito di intraprendenza e la scintilla creativa mentre sua mamma si scopre a sessant’anni  il  volto della campagna pubblicitaria Second Chance (la linea cosmetica di sua figlia, appunto); infine la figlia Nadia maturerà, in modo naturale, anche nelle sue relazioni con i coetanei .
Così come Ola e sua mamma si riscoprono diverse, anche i personaggi di contorno, come l’amica Nasrine e  appunto Nadia, sono ben caratterizzati ed evolvono in maniera fluida assieme alla storia.
D’altra parte il senso della serie si ritrova nel titolo stesso: Finding Ola, una lenta e – perché no?  – piacevole scoperta di se stesse e del proprio ruolo, decontestualizzato da tutti e soprattutto da figure maschili invadenti.
Chiaro, anche questo non è cosa nuova, ma è piacevole e coinvolgente il tono della serie: allegro, ironico, lievemente scanzonato, in barba ai doveri e alle rigide tabelle di marcia  che una “madre di famiglia” dovrebbe rispettare.
La solarità e la vitalità della protagonista rendono poi tutto più semplice e coinvolgente. A quando una seconda serie?
Su Netflix dal 3 febbraio

Cast & Credits

Finding Ola– Regia:  Hadi El Bagoury; episodi miniserie: 6; interpreti: Yasmina El-Abd, Hend Sabri , Sawsan Badri; produzione: Hend Sabri; origine: Egitto, 2022; durata episodi: 45-50′.

 

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