40° Torino F.F.: Ok Boomer di Andrea Gropplero, Gianfranco Pannone (Fuori Concorso)

  • Voto
3.5

Due eventi epocali sono gli estremi entro cui si muove l’ultima fatica documentaristica di Andrea Gropplero e Gianfranco Pannone: la caduta del muro di Berlino, nel 1989, e il primo lockdown causato dalla pandemia di Covid nel marzo del 2020.

I due registi, paiono muovere da una comune consapevolezza di fondo: tutti coloro che hanno vissuto con piena consapevolezza questi due momenti storici, possono, con buona ragione anagrafica, considerarsi a tutti gli effetti boomer. Sono, insomma, veri e propri piccoli residui di un mondo predigitale. Individui, capaci, certo, di sintonizzarsi ancora con il presente che scorre sempre più veloce sotto i nostri occhi, ma, in fondo, estranei all’infinita gamma di sfumature di una società, come quella che abitiamo, sempre più fluida e refrattaria a definizioni troppo identitarie.

Del resto, i primi colpi di piccone che hanno cominciato a grattare il muro che separava il sistema capitalistico da quello socialista coincidono con i primi vagiti del codice digitale, con quel salto epocale che, in particolare per i cineasti, ha significato il passaggio dalla sublime lentezza della pellicola (quella per cui il montatore contrassegnava con una X quel tesoro che è l’unico punto in cui è possibile montare) all’estrema velocità del digitale.

Pannone e Gropplero i due momenti storici li hanno vissuti sulla loro pelle in maniera perfetta: il primo, come ormai ex studenti del Centro sperimentale di Cinematografia, il secondo, come autori in cerca di un’etica dello sguardo. Sono per questo, come in fondo anche chi scrive, dei veri e propri Boomer, da guardare con una punta di dolce compatimento, ma senza troppo giudizio.

Rimontando, quindi, le immagini video8 girate ai tempi della caduta del muro, con quelle più limpide e al tempo più confuse dell’oggi, i due registi sono alla ricerca prima di tutto dei tempi morti che hanno contraddistinto in maniera tanto diversa, eppure così simile, entrambi gli eventi. E se nella Berlino pronta ad affacciarsi al nuovo millennio, avevano calcato le orme di Wenders (straordinaria alternativa al binomio Godard-Truffaut in cui i due amici si erano riconosciuti), nell’oggi si fa più sfumata la ricerca di un modello e più evidente è lo scolpirsi del Tempo in quella pausa che c’è tra un mondo che muore e i primi bocci di una primavera di possibili prossime svolte. Forse perché in tutti e due casi restano nei loro occhi, come nella memoria cinefila collettiva, il sempiterno sol dell’avvenire delle superbe inquadrature del rosselliniano Germania anno zero

Da boomer, i registi si pongono prima di tutto il bisogno di ri-trovarsi al di là del crollo delle ideologie, mentre intorno è tutto uno scomposto proliferare di social come Youtube con cui le possibilità di comunicazione si moltiplicano mentre, paradossalmente, diminuiscono le occasioni per dirsi. Così, tra le prime puntate di una serie web dal titolo giocoso e nostalgico (Chef Guevara) in cui Lenin prepara pranzi a tre euro rivendicando la sacrosanta dimensione di rito collettivo della cucina, e le riunioni su skype tra parenti e amici mentre il virus ci costringe tutti ai balconi e alle finestre, il discorso di fondo di Ok Boomer! pian piano si dipana tra la nostalgia del vecchio cinema d’Autore e il bisogno di un’etica che ci traghetti fuori dalle secche di un mondo che naufraga nell’apocalisse silenziosa.

I due registi: Gianfranco Pannone (a sinistra) e Andrea Gropplero (a destra)

In mezzo una riflessione sul senso stesso della Bellezza che è tale, secondo il genio di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, solo se condivisa, perché, senza l’Uomo, anche il moderno è rovina pronta a disfarsi in polvere.

In questo modo, legati al monito del pesce palla che, silenzioso, disegna mandala sul fondo del mare, i due registi ricompongono sotto la superficie mossa degli eventi, il disegno importante di un discorso in cui il pubblico si riflette nel privato e diventa difficile, come già nell’utopia sessantottesca, capire dove finisca l’uno e cominci l’altro. Perché piuttosto che far film politici, è meglio avere la politica negli occhi mentre si gira con l’idea di riflettere il (e sul) mondo.

Un bel risultato, soprattutto per Pannone che da poco ha licenziato un’opera pregevole come Via Argine 310 e che torna al pubblico (e al Festival di Torino) con un titolo ancor più denso e ricco d’echi come questo.


Ok Boomer – Regia: Andrea Gropplero di Troppenburg, Gianfranco Pannone; sceneggiatura: Andrea Gropplero di Troppenburg, Gianfranco Pannone; fotografia: Valerio Burli; montaggio: Fulvio Molena, Marzia Mete; musica: Enrico Melozzi; produzione: Si Produzioni; distribuzione: Istituto Luce Cinecittà; origine: Italia, 2022; durata: 77′.

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