Promises di Amanda Sthers

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L’amour fou è uno dei temi che di continuo, da sempre e con risultati spesso straordinari, ricorre nel cinema francese, ultimo caso, anch’esso in uscita in sala in questi giorni, il film di Léos Carax Annette (https://close-up.info/5052-2/). Ciò purtroppo non vale per l’opera  della scrittrice parigina e cineasta Amanda SthersPromises, presentato in anteprima un mese fa alla Festa di Roma.  In un avventuroso mix – una produzione italo-francese che si svolge tra l’Inghilterra e l’Italia come le nazioni d’origine dei due protagonisti Pierfrancesco Favino e Kelly Reilly in cui , almeno nell’ originale, si parla quasi sempre inglese –  la storia narrata, altamente francese, nasce quale adattamento del volume Les Promesses (2015, pubblicato in Italia da Rizzoli con il titolo Promesse) appunto della Sthers.

L’autrice che ha sinora scritto undici romanzi, tradotti in più di 15 lingue e con un certo successo a quanto si dice, evidentemente ci teneva particolarmente a questo libro, dato che lo ha sceneggiato e diretto di persona, mentre sembra che la sua ultima fatica letteraria, il bestseller Lettre d’amour sans le dire (2020) sarà presto adattato per lo schermo da Isabel Coixet – cosa che forse sarebbe stato altamente consigliabile anche nel presente frangente.

Si diceva dell’amour fou. Ed infatti Alexander, un uomo che, pur di agiata famiglia, ha avuto un’infanzia tormentata, delle vocazioni religiose inespresse e qualche trauma di non poco conto, sembra finalmente vivere un’esistenza almeno all’apparenza felice, sposato e con una figlia. Laura, invece, è una intraprendente gallerista, destinata anche lei, apparentemente, a un matrimonio felice e riuscito.

Ma ahimè, ecco il celeberrimo amour fou che guasta tutte le uova nel paniere: quando i due si incontrano a una festa capiscono sin dal primo sguardo che non ci sarebbe alternativa al vivere insieme un amore travolgente. Anche se poi la vita va altrimenti, con scelte non fatte al momento giusto e, diciamo pure, un pizzico di sfortuna. Il risultato farà in modo che i protagonisti saranno tormentati da un destino crudele che non permetterà loro di soddisfare quel sentimento che li divora. Insomma, una trama che si commenta da sola per la sua originalità e che abbiamo visto tante di quelle volte al cinema da non poterle neanche enumerare. Ma questo non sarebbe il problema, se ci fosse poesia e ispirazione  e un pizzico di originalità.

“Perché un amore mai vissuto è un amore che non potrà mai morire” (dal press-book del film) – questa è una delle innumerevoli, reiterate perle di saggezza che ci vengono suggerite o  dispensate, a manetta, in una presunta narrazione colta, “alta”, con cui Promises si trastulla in continui flash-back tra passato e presente, in un racconto a zig-zag che segue i dolori del giovane Alexander.

E così passando per la passione del calcio del protagonista vissuta insieme a degli amici storici, i libri di Italo Calvino e Marcel Proust, la vita di una alta borghesia che non conosce la benché minima difficoltà economica, il film della Amanda Sthers si dilunga su una marea di grandi temi astratti e filosofici. Come il trascorrere del tempo, le sofferenze psicologiche, le difficoltà esistenziali, le difficili scelte da compiere, la maturazione adolescenziale, ecc., ecc., tutto proprio tutto, oltre ovviamente alle pene d’amore e agli scherzi del fato. Ma soprattutto senza, a nostro modesto avviso, approfondire niente di niente.

Al netto di quella “Qualité française” che una volta la Nouvelle vague tanto detestava, si esce così alla fine del film – almeno questa è la nostra impressione – con la non piacevole sensazione di aver passato quasi due ore della propria vita a vedere un Reader’s-digest di banalità assolute, ben confezionate. Da salvare  l’ottimo inglese (almeno nella versione originale) di Pierfrancesco Favino, non proprio in una parte a lui consona, che, comunque al pari degli altri protagonisti come Jean Reno, sembra credere, al minimo sindacale, a quanto interpreta.

In sala dal 18 novembre


Promises –  Regia e sceneggiatura: Amanda Sthers; fotografia: Marco Graziaplena; montaggio: Cristiano Travaglioli; musica: Andrea Laszlo De Simone; interpreti: Pierfrancesco Favino, Kelly Reilly, Jean Reno, Ginnie Watson, Cara Theobold, Deepak Verma, Kris Marshall; produzione: Fabio Conversi, Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli per Indiana Production, Vision Distribution, Barbary Films e Iwaca; origine: Italia, Francia, 2021; durata: 113’; distribuzione: Vision Distribution.

 

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