Midnight mass (Miniserie)

  • Voto

Ammaliante, verboso e teorico. È il nuovo parto orrorifico di Mike Flanagan, che torna su Netflix dopo le due pregevoli stagioni della serie Hill House. E lo fa con Midnight mass, un racconto dalle fascinose atmosfere che attingono inesorabilmente da quella letteratura weird vicinissima a Lovecraft e Machen, ma che si presenta con una messa in scena e una timbrica volutamente “kinghiana”: ci riesce grazie a una location quasi fuori dal mondo; a un contesto introduttivo all’apparenza placido, ma già incrinato da un Male penetrato per devitalizzare quella stessa aura di candida intoccabilità; e alla presenza di personaggi immoti, finiti perché annullati dall’incapacità di evolversi, ma solo di tornare indietro e, quindi, morire.

Proprio da questa impostazione minimale nello svelamento del misterico, Midnight mass ipnotizza, anche se la trama pensata da Flanagan risulta a tratti facilmente prevedibile, soprattutto per chi non è un neofita del genere horror. Il riutilizzo del mostro-vampiro, saccheggiato dal più classico Dracula, nella sua intromissione nella quotidianità della piccola comunità di Crockett Island, non è certamente una trovata geniale, ma funziona e non stona e questo escamotage già basta per permettere alla narrazione di prendere il largo e a Flanagan di infondere il giusto peso morale alla figura di padre Hill, il vero centro nevralgico dell’orrore.

Ma, più di ogni altro aspetto, Midnight mass è una miniserie che non si preoccupa solo ed esclusivamente di spaventare, poiché ciò che più colpisce è la spavalda, ma lucida volontà di Flanagan di mettere alla berlina il credo religioso come strumento analitico dell’individuo e del comprensibile: tutto ruota intorno al concetto di fede e alle sue varie incarnazioni – cristiana o musulmana, non esiste Dio che tenga, se la razionalità della fede viene trasfigurata in cieco fanatismo. Attraverso una scrittura spesso eccessivamente verbosa, che in alcuni tratti smorza fatalmente l’accumulo di tensione – ne sono un esempio le logorroiche “sedute” tra il tormentato Flynn e padre Paul, o tra lo stesso Flynn e l’amata Erin -, Midnight mass pretende una visione coinvolta, e questo la innalza notevolmente dal parterre dei prodotti seriali tipici del genere in palinsesto; ma, d’altro canto, nonostante atmosfere che suggestionano, troppe volte rinuncia alla potenza suggerita dell’immagine, per concedersi con pigrizia all’immediatezza di contraddittori prolissi – e proprio il personaggio di padre Paul è il più danneggiato da questa scelta; venendo a mancare, per questo, proprio lì dove Hill House e Bly Manor – nonché il pregevolissimo Il gioco di Gerald – trovavano la propria iconica forza.

Nonostante tutto, Midnight mass è una miniserie coinvolgente e piacevole. Ma non rappresenta certo il picco televisivo di Mike Flanagan.


Midnight mass –  genere: horror, drammatico; showrunner: Mike Flanagan; stagioni: 1 (miniserie); episodi miniserie: 7; interpreti principali: Zach Gilford, Kate Siegel, Kristin Lehman, Igby Rigney, Rahul Kohli, Annarah Cymone, Annabeth Gish, Henry Thomas, Hamish Linklater; produzione: Intrepid Pictures; network: Netflix (24 settembre 2021); origine: U.S.A., 2021; durata: 60′; episodio cult: 1×05 – Book V: Gospels (1×05 – Libro V: Vangelo)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.